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Astri, making e linguaggi chomskiani

La musica delle stelle

di

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22

lug

2016

Una installazione che dipende da tanta tecnologia attuale per inviare messaggi provenienti dall’inizio di tutto.

Torno dall’inaugurazione di Andromeda, installazione del compositore e musicista Massimiliano Viel che ha unito a suo modo making, suono, big data e corpi celesti per creare una sensazione diversa dall’usuale. Su Facebook ne parlava così.

Sette scatole musicali, ognuna delle quali dà voce a una stella della costellazione, emettendo un segnale elettronico sempre uguale a se stesso e allo stesso tempo sempre diverso il cui codice esprime in modo complesso alcuni dati scientifici dell’astro come la sua distanza dalla terra, la sua luminosità, il suo colore e la sua posizione sulla sfera celeste.

Le scatole esposte e funzionanti presso la galleria A+B di via Gabriele Rosa 20a a Brescia sono carillon di questo tempo, oscillatori innescati da una elaborazione dei parametri principali delle sette stelle maggiori della costellazione di Andromeda, incrociati con un campionamento della radiazione cosmica di fondo causata dal Big Bang.

Una scatola di sonoro stellare

Una delle scatole musicali dell’installazione.

Ciascuna scatola-stella emette così una nota caratteristica, in tre modalità diverse nelle quali si pone casualmente l’oscillatore: nota continua, nota intermittente oppure nessuna nota. Il risultato va ascoltato e visto per viverne appieno l’esperienza estetica e artistica. Così lo descrive nella documentazione Rossella Moratto, cocuratrice dell’evento assieme a Dario Bonetta e Fabio Volpi:

Ogni stella trasmette un messggio senza fine che la distingue dalle altre e ci propone un frammento del tutto e allo stesso tempo un richiamo verso le origini. È il rumore del tutto possibile, che simbolicamente ci comunicano le stelle, rispecchiando le nostre conoscenze ma anche dandoci enigmi da risolvere o forse irrisolvibili.

Incompetente su questo fronte, rifletto comunque su ciò che ha reso possibile il progetto. Viel è stato assistito nella realizzazione delle scatole musicali dal maker Giovanni Membretti e dal Laboratorio di Elettronica Popolare. I dati identificativi degli astri si trovano su qualsiasi testo specialistico, ma sarebbe veramente difficile disporre di un campionamento numerico della radiazione cosmica di fondo se i dati relativi non fossero resi accessibili attraverso Internet (per esempio dalla NASA) oltre le rappresentazioni grafiche suggestive di fruizione più immediata.

Radiazione cosmica di fondo

È una radiazione anisotropica, contenente microvariazioni.

Viel, fautore di una ricerca sonora improntata al minimalismo locale e massimalismo globale, ha lavorato attraverso la musica, la matematica, l’elettronica perché prendesse vita un nuovo linguaggio chomskiano. A ognuno stabilire con il proprio gusto e la propria preparazione se l’esperimento sia riuscito. Forse è arte proprio per questo: la musica delle stelle ascoltata a Brescia ha saputo mettere insieme discipline, talento e tecnologie come spesso i professionisti, i talentuosi e i tecnologi non sono ancora abituati a fare.
 




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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Un commento

  1. Alzek Misheff

    1979, un saluto con ” Music from the Sky” e tanti auguri ! :
    http://www.alzekmisheff.net/site/ITA/mfs.html

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