Il digital divide fa male a tutti

Vacanze nerd

di

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18

lug

2016

Accade che uno decida di passare un week end lungo nella natura, magari per poter affermare che c’è vita fuori da Internet.

E così prenda il suo fido zainetto (con laptop, smartphone, lettore di ebook e un po’ di altre cianfrusaglie), una tenda, accessori da campeggio vari, sbatta tutto in macchina e si rechi in un posto a caso, come la Liguria.

Un nerd non può trascorrere le vacanze in spiaggia leggendo riviste scandalistiche. Al massimo può dedicarsi alla lettura controllando di non superare il bordo dell’ombrellone (per non rovinare quella splendida abbronzatura da monitor), oppure stare fuori dalla tenda a giocare, oppure provare l’esperienza da brivido del coding con i suoni della natura attorno.

L’Italia, complici una schifezza immonda come il Decreto Pisanu del 2005 e un cabling da medioevo, specialmente nell’ultimo miglio, offre una connettività che definire putrida è poco. Anche dove la copertura Wi-Fi non fa schifo, gli access point non sono configurati male, il roaming tra essi dà la parvenza di funzionare, dove non ci sono 1.500 device collegati ad un singolo access point da trenta euro, ci si scontra con la dura realtà, ovvero che a valle dell’infrastruttura vi è un collo di bottiglia che, se va bene, è un ADSL da 20 megabit, se va male è da sette. Se va bene si riesce a gestire la posta elettronica e poco altro.

Vietato al turista

Banda ultralarga, fibra e connessioni servite da MUX, funzionanti con un motore diverso dai criceti sulla ruota, sono relegate alle grandi città, ai centri di business, lasciando le località di villeggiatura in pieno Digital Divide. D’altronde, a che serve? L’Italia mica è un paese turistico! E se uno proprio vuole viaggiare con il sole a picco e 40°, è giusto che vada ad ammirare Roma e Milano ignorando borghi medioevali, migliaia di chilometri di coste più un entroterra che nulla hanno da offrire tranne vedute stupende, buon cibo e gente alla mano.

Direte che sono un incontentabile, un drogato di connettività. Perché cercare un ristorante tipico con TripAdvisor, pianificarsi gli itinerari con i navigatori, scoprire le particolarità della storia dell’arte con Wikipedia, prenotare gli alberghi con Booking, quando si può limitarsi a saltellare qui e là come conigli (cit. Sheldon Cooper)? Sia mai che si possano valorizzare parti del nostro Paese non note…

Vabbeh, ma c’è il mobile! Vero e, Maremma boia, funziona anche bene! La copertura 3G è quasi capillare e molte località sono coperte pure dal 4G. E quindi?

Diamo un occhio alle “offerte” dei nostri illuminati fornitori di connettività:

TIM

  • Piani voce: al massimo 4 GB a 20 euro ogni 4 settimane.
  • SIM solo dati: al massimo 10 GB per 30 euro ogni 4 settimane.

Vodafone

  • Con le tariffe RED si possono avere 4 GB a 39 euro/mese o 8 GB a 49 euro/mese (ma solo in abbonamento).
  • Nelle ricaricabili si possono avere 3 GB per 18 euro ogni 4 settimane (ma con in regalo 2 GB per tutta l’estate).
  • SIM solo dati: si può arrivare a 15 GB al mese per 149 euro l’anno.

Wind

  • All Inclusive Summer Edition, 4 GB (o 5 GB se hai meno di 30 anni, perché?) a 12 euro/mese.
  • Per le SIM solo dati vi sono varie offerte, tra cui la GIGA Max con 10 GB per tre mesi a 9 euro.

Tre

  • ALL-IN VIP con 30 GB al mese (tetto di 1 GB al giorno) per 15 euro/mese (su CC) o 20 euro con ricarica.
  • Per le SIM solo dati si possono avere 30 GB a 25 euro/mese.

Certamente ogni gestore avrà opzioni varie per integrare quanto mostrato, però si possono fare delle riflessioni.

Tutti (con l’eccezione di Tre) si ostinano a darci mirabolanti offerte con SMS Illimitati (ma chi usa ancora gli SMS, con tutti i metodi di messaggistica più avanzati che esistono, come Whatsapp, Viber, Skype, Telegram, Silent, Messenger…?), e un sacco di minuti di conversazione, ma limitano in maniera esasperante la connettività.

Guardate una qualunque piazza di una località turistica ove sia presente un campione significativo di adolescenti di Homo Sapiens e ditemi quanti di loro stanno telefonando e quanti invece digitano sulla tastiera. Evito di commentare il fatto che non si parlano tra loro pur stando a cinquanta centimetri l’uno dall’altro (come sociopatico non sono la persona giusta per farlo), ma vorrei porre l’accento sul fatto che l’offerta mobile non è assolutamente al passo con i tempi.

Certo, ribaltando il punto di vista l’offerta è perfetta, dato che permette ai gestori di lucrare sul servizio più utilizzato in assoluto. Ma se guardiamo la cosa con un po’ di prospettiva, possiamo solo affermare che questo digital divide, sia fisso sia mobile, non valorizza appieno il potenziale di un Paese che, con i giusti mezzi, potrebbe portare al turismo un’offerta variegata, diffusa e pervasiva che non ha uguali nel mondo.

Un’ennesima occasione mancata. Intanto torno a leggere i miei ebook. Invierò questo articolo in trentotto rate, via SMS. Tanto sono illimitati.




Andrea Ghirardini (@darkpila) è uno dei precursori della Digital Forensics in Italia. Sistemista multipiattaforma – anche se con una netta preferenza per Unix – con una robusta esperienza in materia di sicurezza informatica, si occupa in particolare di progettare sistemi informativi di classe enterprise. È Chief Technical Officer in BE.iT SA, società svizzera facente parte del gruppo BIG, specializzata nella gestione discreta e sicura di sistemi informativi aziendali. Per Apogeo è autore di Digital Forensics edito nella collana Guida completa.

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