Chiamarsi un po'

L’arte magica del naming

di

thumbnail

06

mag

2016

Analogie, metafore, miscugli e giochi di parole: ecco alcuni metodi per iniziare con il piede giusto un progetto digitale.

Mark Twain nel 1906 pubblica la prima edizione de Il diario di Eva, una storia raccontata in prima persona durante i giorni della creazione del mondo. Eva inizia le sue giornate dando un nome a tutte le cose e gli animali che la circondano: chiamandole, le rende reali. Nel campo del marketing, la scelta dei nomi dei prodotti, dei servizi e delle aziende si chiama naming.

Chissà se anche la creativa Eva si affidava alla regola aurea CO.ME. OR. G.O. – acronimo di Corto, Memorizzabile, Originale, Gradevole e Orecchiabile. Aggiungiamo noi, anche pertinente e con un occhio di riguardo ai significati della parola nelle principali lingue. Il rischio? Far uscire sul mercato sudamericano un detersivo che si chiama Colon!

Colon

Prodotto eccellente, nome poco digeribile.

Startup, community, blog, pagine social: se siete alla ricerca di un nome, fate innanzitutto una bella lista dei nomi dei progetti online che seguite di più. Dopodiché, cercate di scoprire perché si chiamano proprio così: l’indagine vi svelerà parecchi metodi curiosi riguardo la costruzione di un universo. Di seguito, ci sono tre esempi presi in prestito dal mondo digitale più legato ai libri e alla letturatura.

Naming

Combinare simboli e semantica in modo da risultare indimenticabili: lavoro e arte.

Satisfiction

È la prima rivista di critica letteraria che rimborsa i libri consigliati, ideata e diretta da Gian Paolo Serino. Satis in latino significa abbastanza ma anche in misura opportuna; fiction è la parola inglese che identifica il genere narrativo basato su fatti immaginari. Insieme, indicano un prodotto che racconta nella giusta misura romanzi e racconti. La fusione di due o più termini, anche derivati da lingue diverse tra loro, è senza dubbio uno dei metodi più efficaci per individuare neologismi.

Zandegù

Si tratta di una realtà torinese giovane e frizzante che si occupa di pubblicare ebook leggeri e organizzare corsi di narrazione sul territorio. Ma perché si chiama così? Dino Zandegù è un ciclista veneto e quando la mamma della fondatrice Marianna Martino era incinta, non sapendo se fosse maschio o femmina, chiamava il pancione proprio con questo buffo cognome. Provate a prendete in considerazione nome, cognome, acronimi e soprannomi, anche quelli più strani che vi davano da piccoli…

Nazione Indiana

Progetto culturale online fondato nel marzo 2003 da un gruppo di intellettuali, scrittori, critici ed artisti italiani online e metafora dell’unione di più voci diverse tra loro, come spiegato sul loro sito, di molti popoli diversi, orgogliosamente diversi e orgogliosamente liberi di migrare attraverso le loro praterie intrecciando scambi e confronti, e a volte anche scontri. Il nome nasce così da una sostituzione di un termine concreto con uno figurato, attraverso una trasposizione simbolica di immagini.

E ancora Nuok è un nome nato per la contrazione della parola New York, Nessuno dice libera da un’analogia di un modo di dire, Gnammo da un’onomatopea. La Rete ci viene in soccorso con parecchi strumenti, tutti da sperimentare; eccone una lista.




Alice Avallone (@aliceavallone) lavora da anni come digital strategist per aziende, enti pubblici e agenzie di comunicazione. Inoltre, insegna e coordina il College Digital della Scuola Holden. Da sette anni dirige Nuok, rivista online di viaggio che conta una redazione di settanta ragazzi in tutto il mondo, diversi riconoscimenti e tre progetti portati in libreria. È autrice di Strategia digitale per Apogeo.

In Rete: nuok.it

Letto 1.839 volte | Tag: , , , , , , , , ,

Lascia il tuo commento