Il design visto da Mountain View

App à la Google

di

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29

apr

2016

I suggerimenti di Jenny Gove, responsabile per le attività di ricerca sulla User Experience, a chiunque progetti per il mobile.

Il 25 percento degli utenti che scaricano una app, la apre una volta e poi la dimentica. Se è anche vero che per il 2017 si stimano 200 miliardi di download, è forse necessario riflettere su come progettare una app.

Jenny Gove, UX Research Lead di Google, ha stilato alcuni suggerimenti per progettare una buona app. I suggerimenti si basano su un presupposto principe: sempre più persone usano gli smartphone in diversi momenti della giornata, anche per periodi molto brevi. In questo tempo limitato le esperienze utente devono essere efficienti quanto piacevoli. Il designer deve considerare quello che ogni utente desidera quando lancia una app. Jenny Gove identifica questi momenti in I-want-to-know (voglio sapere), I-want-to-go (voglio andare), I-want-to-buy (voglio comprare) e I-want-to-do (voglio fare).

Qui accenniamo ai primi dieci suggerimenti. L’elenco completo è consultabile su ThinkWithGoogle.

I primi suggerimenti rientrano nel capitolo App Navigation and Exploration, che non a caso mette in evidenza i flussi di navigazione e l’ordine secondo il quale mostrare le informazioni e le funzioni principali. Di questo abbiamo parlato anche in Come fare una app: dal flowchart al wireframe.

  1. Mostrare subito il punto di forza, il valore, dell’app.
    Ad esempio posizionare la call to action nella parte alta centrale della schermata principale, rendendo ben visibili le funzioni principali. Questo rende chiaro lo scopo dell’app.

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  2. In alto, al centro, pulsanti diretti valgono più di un invito generico.

  3. Categorie e etichette siano amichevoli.
    Una corretta architettura dell’informazione, quindi un corretto raggruppamento dei contenuti in categorie rappresentative, rende più facile la navigazione e la ricerca del contenuto di interesse.

  4. Gli utenti vogliono poter tornare indietro, al passo precedente, rapidamente. I pulsanti back devono tornare indietro di un solo passo.
  5. Facilitare l’inserimento manuale della posizione.
  6. Rendere fluida la transizione tra app e sito.
    A volte occorre passare dal sito per completare una operazione, magari un check-in o la conferma di un acquisto. Nel caso, bisogna proporre una interfaccia utente coerente tra le due realtà.

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  7. Cattivi e buoni esempi di transizioni da app mobile a sito web.

Per quanto riguarda i suggerimenti relativi al campo di ricerca, Jenny Gove ne propone quattro.

  1. Rendere chiaramente visibile il campo di ricerca.
    Gli utenti che cercano uno specifico prodotto preferiscono usare la ricerca al posto di navigare nell’app. Rendere questo campo facilmente riconoscibile diminuisce la frustrazione.
  2. Indicizzare al meglio i contenuti dell’app e della funzione di ricerca.
    Gli utenti ormai si aspettano che funzioni come la ricerca su Google, con autocompletamento e proposta dinamica di risultati.
  3. Fornire la possibilità di filtrare i risultati di una ricerca.
    Soluzioni di questo tipo guidano l’utente e non lo spaventano davanti a un elenco smisurato di risultati. Si veda il comportamento dell’app di Amazon che permette di filtrare i risultati anche per colore.
  4. Salvare le ricerche utente ed eventuali informazioni di acquisto.
    Questo rende più rapida una nuova ricerca ma anche fornisce suggerimenti per nuovi acquisti di potenziale interesse.

Infine, riguardo l’interazione, Google suggerisce di dare voce agli utenti.

  1. Permettere di inserire, visionare e filtrare i commenti.
    La soluzione suggerita da Google è poter filtrare i commenti a seconda del voto assegnato dagli utenti. In questo modo si acquisisce la loro fiducia sulla qualità del servizio che si sta offrendo.
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Filtrare i commenti facilita la formazione di un giudizio e velocizza la navigazione.

Se dovessimo fermarci ai primi dieci suggerimenti di Google, avremmo già un bel da fare. Se invece facciamo un passo in più e aggiungiamo il processo di design che abbiamo condiviso in I quattro punti cardinali, saremo a buon punto per la progettazione di una app che dia frutto a una piacevole mobile experience.




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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