Una bella sfida per PayPal

La mela incartata

di

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11

apr

2016

Apple Pay, nato nel 2014 per gli USA e i pagamenti nei negozi, è pronto a sbarcare nel mondo intero, ma soprattutto sul web.

Diciotto mesi fa scrivevamo della nascita di Apple Pay, una tecnologia che permetteva ai proprietari del più recente modello di iPhone (e/o di un Apple Watch) di entrare in un negozio americano e pagare gli acquisti in sicurezza, anonimità e rapidità sfiorando il registratore di cassa con telefono o orologio. Il consumatore, è il caso di ricordarlo, nell’adottare questo sistema di pagamento viene automaticamente anonimizzato (il negoziante non ha né il suo nome né il suo numero di carta di credito; Apple non sa che cosa sia stato acquistato).

Da allora le cose sono progredite pochino: sono anche da noi arrivati i pagamenti contactless, che usano il medesimo sistema senza fili e senza contatto per consentire un pagamento, ma ci costringono a tenere nel portafoglio e non a casa la carta di credito, né danno anonimità. Nel frattempo Apple Pay si è espanso e oggi funziona anche in Cina, Australia, Canada e Regno Unito. Naturalmente, tutti i tablet e gli smartphone introdotti da Apple negli ultimi 18 mesi sono compatibili.

Visualizzazione di cosa accadrebbe se usassimo solo monete per i pagamenti. Mark Zuckerberg guadagnerebbe 24 bottiglie da 2 litri piene di monete al secondo

Alternativa, aboliamo transazioni e cartamoneta e torniamo alle monete metalliche.

La marcia riprende serrata nell’anno che stiamo vivendo. Apple Pay sbarcherà a breve nei negozi dell’Europa continentale, partendo dalla Spagna. Soprattutto, scrive il solitamente bene informato Re/Code, Apple si sta preparando a introdurre il suo sistema di pagamenti sul web, dove costituirebbe una formidabile alternativa a PayPal. La scommessa è che un annuncio ufficiale arrivi nel mese di giugno durante WWDC 2016, l’annuale simposio degli sviluppatori Apple.

Oggi poco più di un terzo delle transazioni di commercio elettronico avviene su sito web da parte di consumatori che usano un personal computer, quasi altrettante sono eseguire su smartphone e tablet, il resto su app. Tutti e tre i segmenti sono in crescita, ma il secondo è quello che accelera maggiormente e di certo Apple sta pensando alla convenienza di pagare poggiando il pollice sul sensore di impronte digitali, senza dover digitare lunghi codici numerici.

Oltre al pagamento contactless nei negozi, già oggi Apple Pay è utilizzabile per gli acquisti in-app, cioè dall’interno di alcune applicazioni che sono state sviluppate per supportarlo. Con il nuovo miglioramento qualsiasi sviluppatore web potrà inserirlo nei suoi sistemi di commercio elettronico, come metodo di pagamento di merci e servizi. Perché Apple Pay funzioni deve esserci il supporto della banca che ha emesso la carta di credito, quindi e purtroppo non possiamo aspettarci di poter immediatamente usare il nuovo e più sicuro metodo di pagamento anche nel Belpaese. Speriamo che qualcuno a Cupertino si ricordi di noi.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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