Intermediazione dell'intermediazione

Risparmiare per convenzione

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18

mar

2016

Certe volte non vediamo l’ispettore SIAE ma tutto è in regola, quando l’associazione ha una convenzione apposita.

Come ho già spiegato in un apposito paragrafo del mio libro sulla SIAE, esiste una sorta di intermediazione dell’intermediazione che permette a varie associazioni di categoria di sottoscrivere con l’ente di gestione del diritto d’autore specifiche convenzioni, grazie alle quali è possibile rendere gli adempimenti relativi a licenze e pagamenti (appunto l’attività di intermediazione di SIAE) più agili e anche meno onerosi.

Ovvio che SIAE non stipula accordi con qualunque entità ne faccia richiesta ma solo con le principali, ritenute sufficientemente rappresentative a livello nazionale o in alcuni casi regionale; sia chiaro che sta al suo insindacabile giudizio essere considerati un interlocutore valido e quindi poter entrare in trattativa per un accordo.

Un interlocutore riconosciuto meritevole di attenzione è l’Associazione Ricreativa Culturale Italiana (nota a tutti come ARCI) dislocata capillarmente su tutto il territorio nazionale con un totale di 4.800 realtà locali e capace di organizzare nel solo anno 2015 oltre 15 mila eventi (dati SIAE).

Nei giorni scorsi è circolata la notizia della formalizzazione di un nuovo protocollo ARCI/SIAE che va a rinnovare e rafforzare un rapporto avviato già nel 1999 con un accordo quadro. Ho quindi intercettato Federico Amico, Presidente di Arci Emilia Romagna e Coordinatore nazionale buone pratiche e diritti culturali, che ha seguito da vicino il progetto.

Federico, quali le novità rispetto all’accordo quadro del 1999?

Quello del 1999 è un accordo che condividiamo con altre sigle associative per cui al momento abbiamo preferito procedere con alcune integrazioni a latere su punti non previsti in quel testo.
Ci siamo perciò orientati ad attività che come ARCI nel suo complesso intendiamo promuovere, scommettendo assieme a SIAE che in questo modo non solo si agevolino, ma possano a tutti gli effetti crescere di numero e di qualità.

Puoi farci qualche esempio concreto delle innovazioni e dei vantaggi derivanti da questo nuovo protocollo?

Se organizzare una lettura di un testo fino a ieri risultava particolarmente oneroso, oggi, con l’equiparazione alle tariffe dei caffè letterari sarà più semplice promuovere testi e letture. Ancora di più se la lettura è condotta dallo stesso autore del testo.
Poi si introduce per i saggi delle scuole di musica una tariffa specifica che prima d’ora non era prevista.
E ancora le webradio comunitarie e associative aderenti all’ARCI vedono riconosciuta la loro attività di animazione sociale specifica con un abbonamento più conveniente.
Infine, la proiezione di film all’interno dei circoli Arci prende in considerazione la capienza effettiva dello spazio in cui si effettua la proiezione.
All’interno del protocollo abbiamo inoltre indicato come per alcune ricorrenze vorremmo ottenere semplificazioni e riduzioni.

A proposito di quest’ultimo aspetto, ho visto che un primo test è stato condotto in occasione della “Giornata della Memoria” per le attività che ARCI ha promosso in quella data. Quali saranno i prossimi step?

Ora si tratta di presentarci alla SIAE e a tutti in occasioni delle celebrazioni del prossimo 25 aprile, quando circoli e comitati saranno in prima linea nell’organizzazione di eventi musicali, cinematografici, teatrali e molto altro. Certo si tratta solo di alcune attività, probabilmente non quelle su cui le nostre basi associative investono maggiormente, ma si tratta di un primo segnale di una ripresa di dialogo e discussione operativa con chi amministra oggi in Italia il diritto d’autore, ovvero un soggetto, la SIAE, con cui spesso è stato difficile confrontarsi, specialmente sotto il profilo erariale.

La riforma fantasma

Ricordiamo inoltre che tra ormai tre settimane scade il termine per il recepimento della Direttiva Barnier, che dovrebbe portare ad una sostanziale riforma della SIAE. Per ora il legislatore sembra disinteressato alla questione. Ma se la politica romana fa finta di nulla, le principali realtà italiane interessate a questi temi si troveranno proprio a Roma per un approfondimento e un confronto costruttivo: il 7 aprile in occasione dell’evento Tutta un’altra musica. Il futuro del mercato del diritto d’Autore in Italia dopo la Direttiva Barnier.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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