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Per me pari sono

Mac, PC e pregiudizi

di

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19

gen

2016

Chi affronta lo storico dualismo con informazioni aggiornate si accorge presto di quanti ragionano in base a dati vecchi.

(Prima che i fan mi facciano notare che su un PC gira anche GNU/Linux, dico subito che qui si parla di mainstream e quindi con PC si identifica, anche se non proprio a ragione, un computer x86 o x86_64 con sistema operativo Windows).

Mac o PC? Questo articolo parte da qualche post su Facebook come alcuni dell’amico Matteo G.P. Flora. Dato che ne sono uscite le solite discussioni un po’ ritrite, ho pensato di leggermi un po’ di materiale su Internet e ho trovato che la maggior parte degli articoli sull’argomento sono abbozzati e comunque vecchi di uno o due anni. Inoltre, entrambi gli schieramenti hanno una marea di preconcetti fortemente radicati che impediscono loro di valutare in modo coerente l’altra barricata.

Per chiarire la mia posizione, ho avuto PC da sempre. Verso il 2000 sono passato a Mac. Ho lavorato con le macchine di Cupertino per 7-8 anni, cambiandone ben sette di fila. Poi sono ripassato a PC, che ora utilizzo come macchina principale. Ho ancora un Mac e, inoltre, una mia cara amica è oramai una Apple addicted e, considerato che sono anni che gestisco i suoi sistemi, mi permette di stare piuttosto aggiornato.

Premessa

Apple ha un grosso e innegabile vantaggio. Produce sia l’hardware sia il software. Così i suoi sistemi operativi sono perfettamente ottimizzati per l’hardware e i test necessari per verificare la compatibilità tra hardware e software sono decisamente meno onerosi (per la cronaca, pare che la sala dei test di compatibilità di Microsoft contenga non meno di seimila sistemi diversi).

Sfatiamo un primo mito, che i sistemi Windows siano intrinsecamente fragili. Non dico che non sia stato vero ma oramai, almeno da Windows 7, è difficile mandare in crisi un PC. È però assolutamente determinante che l’hardware sia di qualità e funzioni a dovere. Basta una componente di bassa qualità (RAM e scheda video in primis) o un driver realizzato male (penso ad esempio alla Wi-Fi Atheros che avevo sul mio laptop) per vedere un bel po’ di crash. In fondo succede anche con i Mac. Quando misi nel mio ultimo Mac una SO-DIMM raccattata in un cassetto vidi una serie infinita di kernel panic. Certo, usando componentistica originale, il problema si pone ben meno che con i PC.

Hardware

L’hardware di Cupertino è spettacolare sotto molti punti di vista e offre alcuni vantaggi innegabili:

  • Design: ogni sistema è costruito con alcuni concetti ben precisi in mente. Ingegnerizzare tutto in casa dà vari vantaggi. Si pensi alle batterie, costruite con processi proprietari e realizzate su misura per ogni singolo modello. Non per nulla hanno una durata notevole.
  • High Class: Apple non ha macchine economiche. Questo ha certamente un forte impatto sui materiali utilizzati e permette di creare delle macchine senza i compromessi assolutamente necessari per la fascia medio-bassa.

Certo, a tutto questo ben di Dio corrispondono anche alcune problematiche, come le linee di prodotto predefinite.:

  • Laptop superleggeri: Macbook.
  • Laptop leggeri: Macbook Air da 11” e 13”.
  • Laptop all-around: Macbook Retina da 13”.
  • Laptop professionali: Macbook Retina da 15,6”.
  • Desktop Home/Office leggero: Mac mini.
  • All-in-one: iMac da 21” o 27,5”.
  • Desktop professionale: Mac Pro.

Se le nostre esigenze sono coerenti con quanto previsto da Apple bene, altrimenti bisogna rassegnarsi. Per esempio Apple prevede GPU discrete solo per i modelli di fascia più elevata (Macbook Retina da 15,6”, iMac da 27,5”, Mac Pro), il che significa anche un esborso economico di tutto rispetto. In caso contrario dovrete, ad esempio, rinunciare a tutte le vostre velleità di casual gamer (casual perché il giocatore serio non prende certo un Mac), password cracker o, semplicemente, grafica 3D decente. La parte mobile è rappresentata da due linee di prodotti, una per i tablet e una per gli smartphone:

  • iPad mini 4
  • iPad Air 2
  • iPad Pro
  • iPhone 6s
  • iPhone 6s Plus

Il mondo PC è certamente molto più variegato, sia per disponibilità di prodotti (realizzati da decine di produttori differenti) sia per fascia di prezzo che varia da prodotti da poco più di cento euro a prodotti premium da qualche migliaio di euro. Certamente è impossibile descriverne la vastità. Vogliamo comunque ricordare alcune cose utili:

  • Ibridazione: Nonostante sia stato, per molti versi, un flop, Windows 8 è stato l’apripista per la nuova politica di Microsoft di portare tutti i sistemi ad una ibridazione totale (raggiunta solo con Windows 10). Questo ha dato una notevole smossa al mercato stagnante dei laptop e ha fatto emergere il finora inesistente mercato dei tablet con Windows. Negli ultimi anni si è vista quindi una proliferazione di prodotti ibridi e convertibili. Ricordiamo che Microsoft ha anche iniziato a produrre hardware in proprio e che tutti i suoi sistemi (Surface 3, Surface Pro 4 o Surface Book) sono, a tutti gli effetti, degli ibridi. Ulteriormente i nuovi sistemi operativi Windows (8/8.1 e 10) hanno dato una notevole spinta anche alla diffusione di laptop dotati di touchscreen (inesistente in casa Apple).
  • Varietà: È praticamente impossibile non trovare il sistema perfetto per le nostre esigenze, sia esso un tablet Windows da 7” o un ultrabook top di gamma.
  • Personalizzazione: Sul lato desktop l’offerta PC è semplicemente inarrivabile. Se ciò che vogliamo non esiste, possiamo assemblarlo. Ultimamente anche alcuni costruttori di notebook hanno intrapreso questa strada e permettono di configurare anche il proprio laptop direttamente online.
  • Economicità: Acquistando anche macchine top di gamma si riesce a contenere il costo di acquisto iniziale, che può essere minore di quello dei sistemi Apple oppure equivalente ma con hardware di livello più elevato (non serve spendere 2.850 euro per avere un notebook con una scheda grafica decente).
Sistemi operativi

Windows 10 è, attualmente, l’unico sistema operativo diffuso non a base Unix. Questo decisamente non depone a suo favore. Ad ogni buon conto di strada ne ha fatta, da quando era una GUI bruttarella di un sistema operativo appena abbozzato. Se la pessima uscita di Bill Gates ai tempi di Wndows NT 3.51, Dopotutto Windows è un tipo di Unix (a cui il CEO di Sun rispose e buttare un PC dalla finestra è una forma di computing portatile), rimane imbarazzante, venti anni di sviluppo hanno comunque contribuito a far sì che se la possa comunque giocare senza far pessime figure.

OS X rimane la più bella e usabile incarnazione di Unix che si sia mai vista (era più usabile prima che complicassero così tanto l’interfaccia grafica nelle ultime release) e l’unico sistema operativo che sia mai riuscito a portare Unix sul desktop senza far paura agli utenti.

Per certi versi i due sistemi hanno attinto a piene mani l’uno dall’altro. Così Windows 10 ha messo i virtual desktop, le app full screen, la preview dei programmi presenti nel desktop. OS X ha introdotto le applicazioni affiancate e un nuovo Mission Control. La cosa ci sta, le buone idee vanno sicuramente copiate e migliorate. Entrambi i sistemi sono ora decisamente usabili e intuitivi, con solo un piccolo vantaggio per Microsoft che ha deciso di includere anche sul desktop il proprio assistente vocale (Siri invece rimane confinato nel mondo mobile).

OS X poggia su basi Unix open source e questo ha permesso al sistema di ereditare una marea di programmi aperti portati direttamente da FreeBSD e GNU/Linux. Windows ha avuto un rapporto più difficile con l’open source. Comunque è vero che oramai moltissimi software sono stati portati in maniera nativa sotto Windows e una marea girano nell’ambiente di compatibilità POSIX noto come Cygwin. Anche per Windows esiste una marea di software commerciale sviluppato da migliaia di sviluppatori.

Cygwin

MS-DOS? Windows 3.1? No, è Unix su Windows, grazie all’ambiente di compatibilità Cygwin.

Se a Cupertino hanno deciso di continuare ad avere due sistemi operativi, a Redmond stanno spingendo per una ibridazione sempre più spinta tra tutte le proprie piattaforme e di avere applicazioni universali in grado di girare su tutte le piattaforme supportate dal sistema operativo, desktop o mobile che siano.

Molti luoghi comuni, come si accennava in precedenza, non sono più validi. Non è vero che i sistemi Microsoft vanno in crash ogni tre per due (se l’hardware sottostante funziona a dovere), non è vero che i sistemi Apple sono esenti da malware (i virus decisamente se la vedono male, ma worm e trojan li attaccano senza troppi problemi), non è vero che Windows 10 sia poco intuitivo e malfunzionante (lo è né più né meno di ogni altro sistema operativo).

Molti dicono che il PC sia ancora un delirio da installare. Vero. Quando si acquista un PC, una giornata passa tutta tra aggiornamenti del sistema e applicativi (è lo scotto per avere un sistema sicuro). Ho recentemente compiuto l’aggiornamento del Mac della mia amica che è passata da un vecchio Macbook ad un nuovo Retina. Tra aggiornamenti dall’App Store, reinstallazione di un po’ di programmi che non erano più compatibili con El Capitan, alla fine se ne è andata comunque ben più di una mezza giornata. Quindi le cose non sono così differenti.

Ecosistema e cloud

Per anni Apple è stata semplicemente inarrivabile. Bastava comprare un solo oggetto di Cupertino per portarti a casa tutti i suoi dispositivi. Perché, se imparavi a gestire i tuoi dati come ti insegnava mamma Apple, tutto funzionava magnificamente (Apple è sempre stata un po’ totalitaria nel decidere per te come e con cosa potevi compiere una certa azione). Potevi passare da un dispositivo all’altro e trovarti tutto quello che ti serviva, dai tuoi contatti, alla tua mail, alla tua musica. Con Continuity e Handoff puoi iniziare, ad esempio, un lavoro in treno sull’iPad e finirlo a casa sul Mac. Impagabile.

Microsoft ha capito la potenza di questo approccio solo recentemente. Quindi ha elaborato una nuova strategia che mettesse cloud e servizi al centro di tutto. Così ora i PC utilizzano un account Microsoft per il login e per condividere tutti i servizi messi a disposizione. Lo stesso account è utilizzato sul PC, sugli smartphone Windows Phone 8.1/Mobile 10, sulla Xbox e, quando usciranno, anche sugli Hololens.

Hololens

Lo stesso account dello smartphone e del PC per usare il set da realtà virtuale.

iCloud e il cloud di Microsoft sono, a livello di offerta, abbastanza sovrapponibili. Apple manca di alcune funzioni, come un motore di ricerca (per default usa Bing) e della parte più ludica, mentre Microsoft pecca su tutta la parte di editoria (libri e riviste sono ancora assenti), ma dispone di una solida parte di entertainment dovuta in gran parte al fatto che il PC è da sempre una delle piattaforme di gioco più usate e Xbox One è una delle console di nuova generazione più diffuse.

iCloud e Continuity danno ancora un’esperienza d’uso migliore ma Microsoft dovrebbe arrivare una integrazione praticamente totale tra i suoi dispositivi attorno a marzo 2016 con l’uscita del nuovo grosso patch level di Windows 10, noto come Redstone.

Apple vende milioni di iPad e il suo l’approccio funziona, visto che il mercato continua a dar loro fiducia. Per Microsoft, di contro, i tablet non esistono. Essi sono, a tutti gli effetti, PC con diversi dispositivi di input. Personalmente devo dire che preferisco avere sotto le mani un PC, seppur limitato, rispetto ad un tablet. Di contro la mia amica Alessia, dopo un’esperienza con Android, non rinuncerebbe mai a portarsi in giro il suo iPad mini. Spesso la preferenza è questione di come uno si trova meglio in base al suo stile di lavoro e utilizzo.

Conclusioni

Anni fa uscì una serie di pubblicità di Apple molto carine. Su uno sfondo bianco un pacioso e monotono signore occhialuto e in giacca e cravatta faceva la parte del PC e un trentenne vestito casual quella del Mac. Inutile dire che nella maggior parte dei casi il PC faceva davvero la figura del sistema arcaico, vetusto e con molti limiti (nella maggior parte dei casi era davvero difficile dar torto ad Apple anche le situazioni erano volutamente grottesche).

Pubblicità Get a Mac

“Hello, I’m a Mac”. “And I’m a PC”. La campagna “Get a Mac” divenne un tormentone.

Apple ha avuto una visione che Microsoft ha trovato solo in un recentissimo passato (potremmo anche dire presente), ha innovato molto prima e ha creato un ecosistema chiuso ma molto molto user-friendly. Inoltre ha creato un brand che molti portano in giro con la stessa soddisfazione di una firma di alta moda.

Il PC, a suon di scarpate, è però molto cambiato da allora. Negli ultimi due o tre anni ha cambiato radicamente pelle (complice il fatto che Microsoft si è resa conto che doveva piantarla di far finta di fare innovazione) e Windows con i nuovi servizi e la versione 10 ha raggiunto una maturità e una robustezza che prima si poteva ottenere solo montando altri sistemi operativi.

Quindi? Pari e patta? Al momento non si può dire diversamente. Apple è più semplice da acquistare, ma scegliendo oculatamente l’hardware il PC oramai non è più da meno. È davvero solo questione di gusti e di non farsi condizionare più da vecchi e falsi miti.




Andrea Ghirardini (@darkpila) è uno dei precursori della Digital Forensics in Italia. Sistemista multipiattaforma – anche se con una netta preferenza per Unix – con una robusta esperienza in materia di sicurezza informatica, si occupa in particolare di progettare sistemi informativi di classe enterprise. È Chief Technical Officer in BE.iT SA, società svizzera facente parte del gruppo BIG, specializzata nella gestione discreta e sicura di sistemi informativi aziendali. Per Apogeo è autore di Digital Forensics edito nella collana Guida completa.

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10 commenti

  1. il fuddaro

    Sembra un articolo molto markettaro, tanto markettaro che è secondo solo agli articoli dell’ altrettanto markettaro galimba.

  2. Andrea Ghirardini

    Mi sfugge quale sarebbe lo scopo di marketing di un articolo come questo? Promuovere PC o MAC che insieme hanno la quasi totalità del mercato desktop? Ottima mossa direi

  3. briand06

    Trovo l’articolo molto equilibrato e ben scritto, anche se non condivido nemmeno una parola.
    Ad esempio: a parità di qaulità hardware e prestazioni i PC non sono più economici dei Mac, anzi. Confrontare il compattone da supermercato con un qualunque Mac è come confrontare un Bose SoundLink con delle Electa Amator.
    Installare ed aggiornare Windows dura ben di più di una giornata, in particolare, da quando è uscito Windows 10.

  4. Andrea Ghirardini

    @briand06: Non so cosa confronti lei ma, per esempio il mio Asus N551 monta un processore Core i7 4220HQ, una scheda grafica Intel e una nVidia GTX 950m, 16 GB di RAM e un SSD da 500 GB, oltre ad un monitor 15,6″ matte fullHD, 4 porte USB 3, e per riprendere il suo argomento, suona pure bene visto che l’impianto è curato da Bang & Olufsen. E costa finito 1200 €. Non è un compattone da supermercato, è ben realizzato e un Mac confrontabile costa più del doppio. Se vuole andare sulla categoria dei premium il Surfacebook del mio socio costa 1890 € e per quella cifra si porta a casa un ibrido che pesa 1,7 Kb, con core i5 Skylake, 8 Gb di RAM, SSD da 256 GB, doppia scheda grafica, touchscreen, tastiera separabile, due batterie. E non vi è alcun Mac che abbia caratteristiche minimamente comparabili. L’HP Spectre 360 di un amico mio costa 1250 €, pesa 1,3 Kb, è reversibile e ha il touchscreen, ha un Core i5, 8 Gb di RAM, Scheda Intel come i Mac, schermo QWHD, e un SSD da 256. Per quella cifra compro neanche un retina. L’Asus T300 Chi è un sottilissimo CoreM, ha uno schermo WQHD, disco SSD da 128 Gb, 8 Gb di RAM ha la tastiera separabile via Bluetooth, un congruo numero di porte. Il suo corrispondente è il Macbook 12″, che nei benchmark va esattamente la metà, non è touch, non ha penna e non funge da tablet. Vogliamo continuare?

  5. Andrea Ghirardini

    @briand06: Installare Windows 10 da zero, installare i driver necessari, aggiornare il tutto e mettere Office richiede, a me, di media, da 2 a 3 ore. Mettendoci pure un po’ di utilities, fronzoli e personalizzazioni, ne ruba un altro paio.
    Certo se deva fare patching con un modem 56k allora magari se va anche una settimana, ma non è un caso attuale

  6. Marco Alici

    Non sarà mainstream, ma comprare un PC senza sistema operativo è ancora più economico, e installarci una distribuzione Linux “facile” (Ubuntu e simili) è lavoro di un’oretta (LibreOffice è già incluso). In più è sicuro, stabile e user friendly almeno come gli altri. Ne vogliamo parlare? :)

  7. Lucio Bragagnolo

    Esistono dati su larga scala riguardanti i tempi effettivi di installazione dei vari sistemi? Sarebbe estremamente interessante parlarne, ma non saprei dove attingere.

  8. Paolo

    La maggior parte degli utenti non usa ne’ Linux ne’ Windows ne’ OSX.
    La maggior parte degli utenti usa *programmi*, non sistemi operativi.
    Il sistema operativo lo usa chi lo installa e/o lo configura.

    La maggior parte degli utenti usa
    1 programma per navigare in internet,
    1 per leggere/scrivere le email,
    1 per vedere i video/film,
    1 per ascoltare la musica,
    …. /etc/etc/etc…

    Le persone dovrebbero domandarsi per cosa lo usano un computer, e scegliere il S.O. che fa funzionare il software con le funzioni desiderate e che da’ meno problemi.

    Purtroppo spesso si parte dal lato sbagliato del problema (il S.O.).

    Poi oggi non si dovrebbe ignorare il discorso del valore dei propri dati, e quindi della privacy.
    Le EULA di Microsoft e Apple chi le ha lette?
    Se venissero lette e comprese pochi continuerebbero ad usare quegli spyware.

  9. Andrea Ghirardini

    @Marco Certamente. L’unica grossa seccatura che hai con Linux è la gestione dell’hardware. Desktop e Workstation (per non parlare di server) non sono un problema, ma con i portatili non sono mai riuscito ad ottenere una installazione dove resume/hybernation funzionassero a dovere, per non parlare del supporto per le doppie schede grafiche ecc. ecc. Difatti alla fine finisco per installare Virtualbox e a lasciare il buon Linux in macchina virtuale dove funziona senza colpo ferire. Immagino che con una scelta assolutamente oculata del laptop si riesca ma è davvero time-consuming.

  10. Andrea Ghirardini

    @Paolo: Commento intelligente, ma è anche vero che l’utente medio se poi si trova una GUI, per quanto migliore, diversa da cui si è abituato va in crisi nera.
    Per la parte di privacy è vero, anche se, insisto, le EULA di Google fanno impallidire quelle di Microsoft e Apple. E comunque il pannello di controllo della privacy di 10 è molto duttile e permette un settaggio estremamente fine .

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