Menu come locandine

Interazioni da SmartTV

di

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21

dic

2015

Oggigiorno la realizzazione di app deve considerare anche le giuste regole di Controller Design per comandare il televisore.

In due articoli precedenti, I quattro punti cardinali e Come fare una app dal flowchart al wireframe, abbiamo posto le basi sul possibile processo di design adatto alla progettazione di una app, che fosse mobile app o web app.

Purtroppo o per fortuna la sfida dei designer ha limiti più ampi! Come è stato anticipato tra le righe dei due articoli precedenti, ci sarebbe un altro mondo che meriterebbe le dovute attenzioni: le SmartTV.

Anche per esse vale (o dovrebbe valere) la stessa regola delle app mobile e desktop: prima di tutto gli utenti. Se dovessimo provare a identificarli verrebbero in mente quelli po’ poltroni da una parte e i superattivi e “comunitari” dall’altra. Utenti che vogliono tele-comandare e utenti amcora più evoluti che vogliono esplorare nuovi contenuti (TV on demand) o divertirsi con videogiochi per la TV (come nella visione delle SmartTV Android e AppleTV, con il porting delle app sul grande schermo, cui sembrano puntare più che sulla visione di film o serie TV).

Nelle guideline LG è presente uno schema che riassume molto bene i profili TV User e PC User, dai quali partire per avere le idee chiare.

Tv User, PC User

Così tante esigenze diverse, eppure due pubblici convergono su un unico apparecchio.

Quali sono quindi le strategie che portano alla soddisfazione di questi desideri differenti, quasi opposti considerato che le SmartTV sembrano un ibrido tra TV tradizionale e PC? Partiamo dal fatto che lo strumento più presente nelle case offre stranamente un’ampia varietà di comportamenti e interfacce. Se prima bastava premere l’interruttore del tubo catodico e, a seconda del decennio, premere uno dei tre tasti per i canali principali o ruotare una ghiera a dodici canali oggi, che si pensa di aver raggiunto l’intuitività, ogni telecomando si governa in modo diverso a seconda della marca, del modello e del sistema operativo.

Fino al 2014 le SmartTV stavano adottando sistemi operativi proprietari. Nel 2015 si è vista la svolta verso soluzioni più trasversali, alcune già note al pubblico degli smartphonisti:

  • Samsung punta sul sistema operativo open source Tizen.
  • Sony, Philips e Sharp hanno deciso di adottare Android TV.
  • Panasonic sta sperimentando l’experience con Firefox OS,
  • AppleTV continua a cavalcare il suo iOS per TV.
Tanti pulsanti, tante funzioni

Riflettendo rapidamente sugli artefatti analogici o digitali a mostra disposizione per interagire con i dispositivi, possiamo chiaramente dire che:

  • nel mondo desktop abbiamo mouse (con due o al massimo tre tasti) e una tastiera (non voglio considerare le tavolette grafiche).
  • nel mondo mobile abbiamo il dito umano.
  • nel mondo della Smart TV abbiamo i telecomandi con i quattro pulsanti direzionali, un pulsante Ok, un pulsante Menu, uno Info, quattro pulsanti funzione con diversi colori, un back, un power e tanti altri bottoni!
Telecomandi diversi per schermi diversi?

Purtroppo sì. Per fortuna però qualcosa sta cambiando. Stanno prendendo spazio e forma interessanti soluzioni di interaction design, forse ispirate dal mondo videoludico (Nintendo Wii, Play Station, Kinect).

Ad esempio LG ci permette di avere tra le mani un telecomando che funziona più come un controller Wii. Ed è per questo che nelle specifiche di design e sviluppo presenti sul sito viene spiegato come funziona e, quindi, come configurare le app per la TV secondo i comandi disponibili sul telecomando (il controller).

TelecomandoLG.JPG

Il telecomando oggi assume l’aspetto e le funzioni di un controller per videogiochi.

Parlando delle Android TV si può invece osservare come i comandi puntino molto di più sull’interfaccia vocale, con un telecomando più minimalista.

Controller_AndroidTV.JPG

Controller o microfono, la tradizionale parata di tasti sul telecomando sparirà.

Ed è questa la sfida! Rendere più semplice l’interfaccia dell’artefatto analogico (il telecomando) e potenziare l’interazione con gesture (movimenti del telecomando in stile Wii) e comandi vocali. Del resto è un po’ quello che prevede la visione del prossimo futuro della ZeroUI.

Nielsen Norman Group ha dedicato un intero articolo a come progettare una buona UX per SmartTV. In breve si suggeriscono sei punti principali.

  • Ridurre al minimo i tasti da premere per raggiungere un obiettivo.
  • Non coprire i contenuti (es. schermate) con altre schermate (per esempio veline scure) durante la navigazione.
  • Fornire una adeguata gerarchia dei contenuti (per esempio attraverso raggruppamenti per genere).
  • Rendere disponibile la funzione di Ricerca Avanzata per consentire all’utente di trovare contenuti di suo gradimento (per esempio con completamenti automatici o risultati suggeriti scelti di recente).
  • Fornire all’utente la possibilità di scoprire nuovi contenuti rendendoli accessibili con il minimo sforzo.
  • Mostrare le informazioni giuste nel modo giusto al momento giusto a seconda dei contenuti precedente visualizzati dall’utente (Netflix offre costanti e validi suggerimenti su altri contenuti presenti nel suo database a seconda dei contenuti visualizzati o indicati come graditi dall’utente).

In breve, anche se le SmartTV non sono ancora computer, vanno loro molto vicini. Offrono un’esperienza utente diversa, per certi versi lontana, dal precedente modo di accedere a contenuti esclusivamente in diretta (senza repliche o programmi on demand). Oggi la granularità delle scelte da parte degli utenti è sempre più fine. Quindi, per rendere accessibili i numerosi e categorizzati contenuti, è necessario progettare buone interfacce utente che permettano di vivere una buona esperienza.

Per questo motivo è necessario studiare e trovare minimi comuni denominatori tra le diverse realtà di SmartTV per aiutare gli utenti a trovare sempre, e più rapidamente, i contenuti di loro interesse.

La risposta a una buona interfaccia utente al momento pare si nasconda dietro le navigation tile di Microsoft, introdotte in primis con Windows 8. Non è un caso che le app per SmartTV si stiano ispirando alla navigazione per tile. Del resto mostrare i contenuti tramite immagini o particolari di immagini (thumb) è il modo più efficiente per fornire informazioni.

Non è forse questa la perfetta metafora delle locandine del cinema?

social_img01.jpg

Menu a tile (mattonelle) della SmartTV di Samsung.

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Diversamente interpretate su AndroidTV, ma sempre mattonelle sono.

 

Che lo spettacolo cominci. Buona visione!




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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