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1945, ma non per tutti

Pericolo: public domain

di

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18

dic

2015

Sensibilizzare sul tema delle opere in scadenza di copyright che diventano patrimonio di tutti, salvo cavilli di rara perversione.

Uno dei meme che ho trovato più simpatici tra quelli circolati sui social media in queste settimane è il calendario dell’avvento fatto con lo scatolone delle birre (un esempio). Ma per noi nerd del copyright c’è qualcosa di ancora più gustoso: il calendario dell’avvento del pubblico dominio.

L’idea (in realtà già giunta al terzo anno) è del collettivo francese Savoirscom1, che ha appunto realizzato una divertente pagina web in cui per ciascun giorno del mese di dicembre viene segnalato un autore di rilievo internazionale tra quelli che a Capodanno 2016 cadranno nel pubblico dominio, rendendo così tutte le loro opere libere da vincoli di proprietà intellettuale e quindi di fatto patrimonio culturale dell’umanità.

Calendario dell'avvento public domain

Ci sono ancora autori da scoprire entro il primo gennaio; diventano patrimonio di tutti.

Lo scopo dell’iniziativa non è solo dare qualche informazione utile su questi autori e le loro opere, ma anche sfruttare un espediente originale per sensibilizzare i lettori sul tema del pubblico dominio, sempre più bistrattato di questi tempi dai legislatori di molti Paesi (come abbiamo già segnalato). Si legge nel sito:

Una delle sfide di questo calendario è mettere in evidenza le difficoltà derivanti dal modo in cui le leggi sulla proprietà intellettuale attualmente trattano la questione del pubblico dominio.

Se l’anno scorso è stata la volta di Edvard Munch (pittore dell’emblematico Urlo) e di Antoine de Saint-Exupéry (autore de Il piccolo principe, di cui non a caso è uscita una nuova versione cinematografica), il calendario di quest’anno inizia con Maurice Ravel, autore dell’opera musicale Bolero, e prosegue con altri nomi di spicco tra cui Anne Frank, autrice del noto diario e defunta nel 1945. Infatti, stando alla regola dei 70 anni dalla morte dell’autore, è proprio il 1945 (vedi la pagina di Wikipedia con tutti i defunti di quell’anno) che dobbiamo prendere in considerazione per la caduta in pubblico dominio. E tra questi ci sono anche due personaggi che, pur essendo noti per altri motivi, hanno prodotto opere creative di indiscutibile interesse storiografico: Adolf Hitler, autore del famigerato Mein Kampf, e Benito Mussolini, che prima di diventare leader politico era stato giornalista e saggista.

Tuttavia il calcolo (ora verificabile anche attraverso appositi siti come OutOfCopyright.eu) potrebbe non essere così semplice a causa della ennesima complicazione legalese mirata ad allontanare il pericolo, secondo alcuni, del pubblico dominio. Se fate caso, in effetti Ravel non è morto nel 1945 bensì qualche anno prima, nel 1937. E per Anne Frank alcuni sostengono che la scadenza sia invece il 2050.

Da cosa dipende dunque questa incertezza? Ad esempio può dipendere dalla scelta di alcuni legislatori (tra cui anche quello italiano) di recuperare il tempo ritenuto perso durante gli anni della guerra; anni in cui lo sfruttamento commerciale dei diritti d’autore è stato ovviamente limitato dalla situazione di tensione, creando uno svantaggio commerciale rispetto ad altri Paesi meno colpiti dagli effetti del conflitto. Oppure può dipendere da controversie interpretative come nella paradossale vicenda della canzone Happy birthday to you (di cui abbiamo già parlato qui); o ancora a un colpo di scena che recentemente ha riguardato proprio il diario di Anne Frank: secondo la fondazione svizzera Anne Frank Fonds, che gestisce i diritti dell’opera, Otto Frank – padre di Anne morto nel 1980 – è stato coautore del famoso diario.

Ora restiamo in trepidante attesa del 2049, anno in cui probabilmente salterà fuori anche un fratello o un cugino di Anne che l’ha aiutata a correggere le bozze.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribution – Share Alike 4.0.




Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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3 commenti

  1. Erix
  2. Lucio Bragagnolo

    Buon proposito per il 2016: contare fino a dieci ogni volta che c’è di mezzo la SIAE.

  3. ic3d

    Tanizaki è morto nel 1965, perché è nel calendario?

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