Un dito e una T-Shirt

Indossabili e sociali

di

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15

dic

2015

Molte idee che ricadono nel mondo dei maker provengono dal luogo dove il movimento maker ha avuto origine.

La sigla Em-Ai-Ti dovrebbe suscitare un brivido nella schiena di qualunque cultore del fai-da-te tecnologico. Perché è lì, al MIT di Boston, che è nata e nasce una gran parte delle buone idee con ricadute reali sulla vita di ciascuno.

Guardare alle loro fucine tecnologiche è come leggere un buon libro: quanto più ci si immerge nella trama, tanto più si trovano comportamenti condivisibili, fantasie realizzabili, idee che si ricombinano per ripristinare la voglia di produrre qualcosa di nuovo e appagante.

Un esempio? Il dito lettore. Un anello indossabile sull’indice legge al posto nostro il testo che il dito sottolinea. Una vibrazione o un suono a fine e inizio riga indicano il punto per andare a capo, proseguendo la lettura anche se la vista potrebbe non consentircelo.

Lettura con un dito

Tecnologia touch molto meno ovvia dello smartphone, per chi ha difficoltà a leggere.

La fine del codice Braille? Probabilmente no, ma certamente l’estensione alla possibilità di lettura a tutti quelli che il Braille non hanno potuto studiarlo. E sono la maggior parte delle persone con difetti visivi.

Il mercato sembra molto interessato a questo tipo di tecnologie. Ne sono convinti Roy Shilkrot, uno studente del MIT in arti multimediali e scienze (siamo sempre stupiti anche della molteplicità fantasiosa delle facoltà nelle università all’avanguardia) e i suoi colleghi che hanno iniziato il progetto e scritto il codice per fare funzionare il tutto:

Abbiamo avuto molte email e richieste da parte di varie organizzazioni, ma anche semplicemente di genitori dei bambini con problemi di dislessia, per esempio.

A tutt’oggi il complesso algoritmo su cui si basa il sistema gira su un portatile da tenere appresso all’anello, ma sono in corso i lavori per portarlo su uno smartphone. Un sistema articolato, per un’interazione efficace con l’ambiente circostante.

Su questo tema di condivisioni, le considerazioni si sprecano. In un altro laboratorio del MIT MediaLab, inchiostri invisibili che diventano visibilissimi al passaggio di una corrente elettrica consentono di creare magliette o altri accessori per un’immediata interazione con il vicino. In un mondo dove la tecnologia consente facili interazioni a distanza è un buon inizio per sistemi di interazioni di vicinanza, di cui si sente un gran bisogno. I ricercatori fanno osservare che il linguaggio del corpo e gli indizi paralinguistici costituiscono il 93% della comunicazione sociale, da cui l’importanza di una tecnologia indossabile che riconduca l’interazione digitale a essere di maggiore espressione del mondo fisico reale.

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T-shirt parlanti

Non finisce qui. Il nostro guardaroba è sicuramente destinato ad arricchirsi di sistemi sempre più interattivi a lunga e breve distanza. Immaginiamo a fatica gli stilisti che dovranno assumere programmatori, prima che sarti.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

In Rete: viviscienza.it

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