Conta solo il primo

Giri di giostra

di

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14

dic

2015

I siti web moderni fanno quasi tutti girare grandi foto in home page. A ben guardare, però, girano anche ai visitatori.

Ci avrete sicuramente fatto caso, i siti web moderni si somigliano un po’ tutti. Non importa se la tua azienda propone prodotti che costano meno di un euro a confezione (di pasta) o diecimila euro ciascuno (per un bell’orologio), ti senti in dovere di sbattere in prima pagina un po’ di belle foto, di impatto, il più grandi possibile. E le fai girare, l’effetto che nel webdesign viene chiamato carousel e in italiano significa giostra.

Un po’ dipende dal fatto che, nell’era dei siti mobile first, viene naturale erogare contenuti che occupano sempre la stessa proporzione di schermo, su un iPhone 4s o su un monitor da ventisette pollici. Un po’ è moda. Un po’ dipende dal fatto che il web è sempre più controllato dai pubblicitari, i quali hanno vissuto decenni sotto all’insegna del non abbiamo niente da dire, quindi cantiamolo e ora adattano il principio all’Internet. Resta il fatto, il carousel è quasi uno standard; sto per parlarne male ma lo uso anch’io, persino per i siti che scrivo per me stesso…

I carousel sono così diffusi che i navigatori del web hanno imparato a rimuoverli dalla loro percezione attiva, come fanno per i banner e le pubblicità. Nessuno si ferma ad aspettare la rotazione in modo da poter leggere il messaggio che è stato inserito della seconda, terza, quarta slide — e già questo è un danno. Sono sempre di più le persone che neppure prendono in considerazione immagine e testo che appaiono immediatamente. Mica lo dico io: lo dice il gran sacerdote dell’utilizzabilità, il rispettatissimo Jakob Nielsen.

A una utente avevamo assegnato l’obiettivo di rispondere a questa domanda: Siemens offre sconti sulle lavatrici? La signora è arrivata senza problemi sulla pagina home degli elettrodomestici […] Il più grosso riquadro in home – sia per spazio occupato che per dimensione del font – è un’offerta di sconto per cento sterline, affiancata da una foto di una lavatrice. […] Ciononostante, la utente ha fallito nel compito. Dopo una lunga visita sul sito – incluso un lungo tempo passato sulla pagina home – la signora ha gettato la spugna e deciso che Siemens non ha nessuna offerta per lei.

Quando si prova a misurare l’efficacia dei carousel, gli studi scoprono che solo l’un per cento dei visitatori fa clic sul contenuto della giostrina. E di questi, oltre l’89 per cento fa clic sulla prima immagine della sequenza, dimostrando così l’intuizione da cui eravamo partiti e cioè che nessuno sta fermo ad aspettare che le immagini appaiano in sequenza.

Intervista a un famoso esperto di marketing il quale non ha nessun cliente importante. Si può dedurre che è davvero bravo.

Il marketing migliore forse è quello più subdolo.

Come fa notare il sempre arguto Randall Munroe di XKCD, ci sono un sacco di libri sul marketing. Varrà la pena di leggere il più popolare?




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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