3 Commenti

Il software che si mangia il mondo

L’anno dell’open source

di

thumbnail

10

dic

2015

L’affermazione del software libero su tutte le scrivanie non la vedremo nel futuro prevedibile. La vittoria arriva in altro modo.

Uniamo la frase di Marc Andreessen, il software si mangerà il mondo, e la previsione sarà l’anno di Linux sul desktop. Fatta ogni anno e ogni anno fuori luogo, tanto che oramai figura tra i tormentoni e le battute scontate.

Eppure, arrivati in prossimità dei brindisi e degli auguri, è tempo di scriverlo a chiare lettere: il 2016 sarà l’anno dell’open source. Linux sul desktop? No, proprio no. Il software libero si avvia invece a dominare il panorama dell’informatica personale da ogni (altro) punto di vista. Come scrive John Vrionis di Lightspeed Venture Partners, su VentureBeat:

Il software open source (OSS, Open Source Software) sta chiaramente crescendo in popolarità. Negli ultimi cinque anni il numero di dollari investiti in aziende OSS è cresciuto di almeno dieci volte rispetto ai cinque anni precedenti. Il fenomeno non riguarda solo capitalisti di ventura e imprenditori alla caccia di aziende OSS; l’uso di software libero è a livelli record in aziende di ogni tipo e dimensione.

Sottolineo ogni tipo e dimensione. L’open è oramai imprescindibile anche in casa dei giganti che dominano il web e l’informatica personale, non solo startup o piccole aziende specialistiche.

Apple è alla ribalta in questi giorni per avere mantenuto la promessa di rendere open source il linguaggio di programmazione Swift. E poi per una polemica sul linguaggio usato per accreditarsi come azienda meritevole nel mondo open. Comunque stiano le cose va notata l’opportunità, per una Apple, di darsi una immagine positiva a questo livello.

Microsoft ha sorpreso tutti con aperture al mondo open inimmaginabili, dall’utilizzo di applicativi Linux agli accordi con Red Hat sul cloud raccontati dal nostro Simone Aliprandi (cui non è sfuggita IBM con LinuxONE). Windows per il vero resta un bastione proprietario potentissimo e così Office. Ma lo era anche Internet Explorer ed è notizia recente la prossima liberazione del motore JavaScript del nuovo browser Edge. Ancora uno o due anni e anche il browser di Microsoft si accoderà sulla strada open già tracciata da Safari, Chrome, Firefox e tutto il web che (oggi) conta.

Compatibilità browser con JavaScript 6

Da gennaio questa tabella di compatibilità JavaScript sarà tutta open source.

Facebook ha aperto il progetto dei propri server per i centri dati, con Open Compute. E, aggiornamento dell’ultimissima ora, anche la propria architettura di server per condurre elaborazioni di intelligenza artificiale su vasta scala. Google vanta novecento progetti open source con un contributo di oltre venti milioni di righe di codice.

Devo sintetizzare: neanche la più grande delle multinazionali può più permettersi di ignorare o snobbare il software libero. A ogni livello: il nostro Ministero della difesa ha deciso di migrare centocinquantamila macchine a LibreOffice. Se una scelta software oggi non è open, in casa o in ufficio, è certo legittima… ma bisogna che ci sia un vero perché o si rischia di sprecare tempo e denaro.

Nel 2016 il software libero sarà ancora più importante e pervasivo. Chi preferisce arroccarsi nel passato o in vecchi luoghi comuni dovrà farsene una ragione. Esiste una piccola ma agguerrita associazione, LibreItalia, che fa miracoli per promuovere LibreOffice e il software libero in generale. Mi onoro di esserne socio e invito ogni lettore a dare un suo contributo per il prossimo anno. Il software libero non è un sogno di pochi illusi, ma una realtà presente e pesante in qualsiasi strategia degna di un significato.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

Letto 5.667 volte | Tag: , , , , , , , , , ,

3 commenti

  1. Lazza

    È quantomeno curioso che una presa di posizione così positiva verso il FLOSS venga da un fan di Apple.

  2. Lucio Bragagnolo

    Apple ha molto da migliorare in tema di open source, ma ci lavora da vent’anni e da quindici il sistema operativo ha basi fondate sul software libero, senza contare WebKit, ResearchKit e adesso Swift. A parte IBM e parzialmente Hewlett-Packard, non c’è azienda vivente di dimensioni paragonabili con altrettanto open source in tasca. Microsoft ha iniziato a fare molto, ma fino all’anno scorso o quasi era pressoché zero.

  3. CC: l’anno del miliardo | Apogeonline

    [...] l’appena iniziato 2016 sarà l’anno dell’open source (come ci ha spiegato Lucio Bragagnolo), il 2015 verrà ricordato da quelli di Creative Commons come l’anno del miliardo. Sì, del [...]

Lascia il tuo commento