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Prossima frontiera: la raccolta punti

Caffè e Raspberry, grazie

di

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01

dic

2015

Prima o poi ci regaleranno manciate di microcontroller purché ci si metta dentro qualche buona idea. Si riparte da cinque dollari.

Pensavamo si fosse toccato il minimo, ma non è così. Raspberry Pi Zero, appena annunciato, è in vendita a cinque dollari. Due cappuccini con brioche, cinque giorni di caffé a Milano (a Roma costa usualmente un decino in meno).

Si paga di più la pila a stilo a nove volt che potrebbe servirgli per l’alimentazione e con cui è paragonabile in dimensioni.

Eppure Pi Zero contiene tutto: il cuore è lo stesso chip del primo Raspberry Pi, sincronizzato da un clock a un gigahertz e con 512 megabyte di RAM, addirittura più veloce dell’originale Raspberry Pi. Un connettore miniHdmi, due porte microUsb e una slitta per una scheda microSD affiancano la serie di contatti standard di un Raspberry Pi, mentre l’uscita video è su un altro contatto dorato. Quindi c’è tutto, o perlomeno tutto quello che lo rende paragonabile a un computer vero e proprio e non solamente a una piastra di sviluppo per microcontrollori. Un vero componente della famiglia Raspberry, pronto per essere assemblato in oltre 100 mila esemplari, per cominciare.

Più grossa la pila del computer

La pila a 9 V per alimentarlo è più grossa e costosa del computer stesso.

Una grande sfida per l’educazione al coding in tutto il mondo, non solo nel Regno Unito che è la sua patria natale. Eben Upton, CEO della società Raspberry Pi, è fiero di avere innescato il processo di miniaturizzazione di un Raspberry Pi modello A portandone caratteristiche e dimensioni a livelli oggettivamente incredibili. Come lui stesso racconta, quando espresse l’idea alla sua squadra di collaboratori, le reazioni furono miste:

C’è stato entusiasmo e scetticismo. L’entusiasmo di chi sa di potercela fare, come eravamo riusciti a fare grandi cose prima.

Chi fosse abbonato alla rivista MagPi, la rivista ufficiale dedicata a Raspberry in tutte le sue forme, nel numero di dicembre ha trovato allegata la scheda. È la nuova frontiera del gadget: ti regalo un computer, potente e capace di fare tutto. Quello che vuoi. (Nota di servizio: il numero è al momento esaurito e introvabile).

Quale azienda italiana di prodotti di largo consumo accetterà la sfida? Perché non inserirlo nei premi dei punti di una delle tante carte di fidelizzazione delle grandi catene di distribuzione? O come resistere alla possibilità di andare a fare il decimo pieno di benzina e vedersi regalare un computer? Tutto sommato il mio autolavaggio già lo fa: mi regala sei euro ogni dieci bollini. Mi avanzerebbe perfino un euro per festeggiare anche con il caffé.

Scheda logica Pi Zero

C’è tutto l’indispensabile, anche l’uscita video.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

In Rete: viviscienza.it

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2 commenti

  1. Francesco

    No, signori, se alimentate il PI Zero con una batteria da 9V lo bruciate! Va alimentato a 5V, non ha il regolatore interno! (https://www.raspberrypi.org/help/faqs/#powerReqs)

  2. Paolo

    Grazie dell’appunto, Francesco! La protezione sull’alimentazione di un Raspberry è veramente minima e la tolleranza a qualcosa di diverso da 5 volt è decisamente scarsa. Il paragone in dimensioni con una pila a 9 volt non significa che la stessa non possa alimentarlo se adeguatamente condizionata a fornire 5 volt. Così com’è stata messa la didascalia può effettivamente indurre in errore. Ciao!

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