Una novità sotto traccia(mento)

Il corvo e la volpe

di

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23

nov

2015

Il programma che undici anni fa ha dato la stura alla rinascita del web continua a dar fastidio e meritare l’interesse di chi naviga.

Nel novembre del 2004 veniva lanciata la versione 1.0 di Firefox. Il programma riuscì a lanciare e vincere un’importante sfida a Microsoft, che all’epoca dominava il web con il mediocre Internet Explorer. Rinnovare il web introducendo nuove tecnologie, renderlo più sicuro, offrire più scelte ai consumatori: di tutte queste cose dobbiamo essere grati agli autori di Firefox, anche se oggi usiamo Chrome o Safari o Edge al suo posto.

Il browser della Mozilla Foundation continua a non aver paura di attaccar briga con le aziende molto più grosse e aggiunge nella recente versione 42 una interessante novità, che si dispiega quando attiviamo la navigazione anonima o comunque chiediamo al browser di non registrare la cronologia delle visite sul web. La funzionalità, per capirci, che milioni di adolescenti attivano per visitare i siti con le foto delle signorine che distrattamente sono uscite di casa dimenticando di infilarsi le mutande.

Firefox, quando visita Apogeonline con l'antitracciamento acceso, nota la presenza del sistema di statistiche Google Analytics e lo disattiva.

Apogeonline traccia i suoi visitatori e Firefox li scherma? Un attimo e ci arriviamo.

Per capire bene dove sta la novità, facciamo un passo indietro. Ricorderete che i browser moderni possono mandare ai moderni webserver un segnale, chiamato do not track, che significa il mio utente ti chiede di non tracciare i suoi movimenti sul web. I mercanti, i pubblicitari e i loro sicofanti che controllano i siti più trafficati però fanno, comprensibilmente, orecchie da mercante e ignorano del tutto la richiesta. La FCC, ente federale americano che regolamenta i comportamente in rete di Google, Facebook, Yahoo e compagnia cantante il 6 novembre 2015 ha respinto la petizione – proposta da una associazione di tutela consumatori – che avrebbe costretto i grandi del web a rispettare il do not track.

D’altra parte abbiamo recentemente visto che la pubblicità sul web si fa continuamente più invasiva, al punto che la stessa associazione dei pubblicitari IAB comincia a sospettare di aver esagerato. La corda è tesa al punto di spezzarsi. Quando con le buone maniere non si ottiene niente, si passa alle cattive, e così la volpe ha deciso di prendersela coi corvi. L’idea del team di Firefox è semplice: se l’utente chiede di non venire tracciato ma il browser si rende conto che il tracciamento sta avvenendo lo stesso, fa del suo meglio per impedirlo.

Per riuscire a bloccare la trasmissione di informazioni che ci riguardano, gli autori di Firefox hanno realizzato un elenco di siti in mora, una blacklist continuamente aggiornata la cui copia potete consultare qui. Spicca, tra i tanti, il solito Google. È questo è il motivo per cui oggi chi usa Firefox, disabilita il tracciamento, poi visita Apogeonline (ma anche il sito dello scrivente, così come la stragrande maggioranza degli altri) incontra l’avviso che vedete raffigurato qui sopra.

Nel caso di Apogeonline, il blocco riguarda Google Analytics, un sistema sostanzialmente innocuo di computo dei visitatori. Ogni volta che una pagina di questo blog viene visitata, Google raccoglie informazioni sul visitatore e permette ai suoi amministratori di guardarle come statistica: quanti Mac e quanti Windows? Più il lunedì o più il venerdì?

Con Firefox 42 e successivi, dunque, chi arriva su questo sito avendo attivata la nuova funzionalità non viene registrato. Se è tutto chiaro, lo scrivente chiede cortesemente ai gentili lettori di farlo solo quando stanno leggendo i pezzi dei suoi colleghi, così l’editore si convincerà che il sottoscritto è il suo autore più popolare. Grazie, ben gentili.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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