Il telefono da supereroe

Back in BlackPhone

di

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26

ott

2015

Si fa un gran parlare di privacy e un costruttore offre un modello supersicuro di cellulare per quanti vogliono difenderla a tutti i costi.

Ogni tanto ci piace tornare a verificare che piega stanno prendendo le novità che abbiamo catturato in vecchi articoli. Questa volta siamo andati ad acclarare se BlackPhone 2 ha mantenuto le promesse dello scorso febbraio.

Le ha mantenute, ponendo una sempre maggior enfasi sulla sicurezza, e pare in ulteriore evoluzione. Qualche funzionalità merita di ri-avere la nostra curiosa attenzione.

Se acquistate un BlackPhone 2 non state mirando al dispositivo più potente o più cool sul mercato, per quanto discretamente carrozzato (tredici megapixel per la fotocamera sul retro e cinque per quella di fronte, 32 gigabyte di capacità, tre gigabyte di RAM e una batteria definita a livello delle migliori).

AC/DC in Back in Black Tour

Back in Black (qui gli AC/DC): torna BlackPhone con un approccio hard alla sicurezza.

Il valore (per il prezzo) che vi state procurando è costituito dall’insieme di servizi di privacy e sicurezza che manterranno inaccessibili a terzi le vostre comunicazioni e i vostri dati, incluso (ma non solo!) il dispositivo che mette a disposizione i servizi stessi.

Intanto, BlackPhone è un telefono. So di essere stimato per queste grandi verità che di tanto in tanto svelo al mondo. Vanno considerate però le sue funzioni di sicurezza nel comparto voce.

Silent Phone, la sua funzione principale, assicura due tipi di chiamata voce/video: quella completamente cifrata, con un altro utente di Silent Phone, e quella verso altri telefoni, resa sicura da un servizio specifico che funge da ponte verso le normali reti telefoniche. Questo secondo modo d’uso non è corazzato come il primo: le video/telefonate sono ovviamente esposte a possibili intercettazioni, ma almeno localmente, fino all’arrivo dello stream sulla rete, sono più coperte. La trasmissione avviene tra un’app sul dispositivo e un punto di connessione specifico, in Canada per il Nordamerica e in Svizzera (ricordate?) per l’Europa.

Spazio, ultima frontiera

A differenza del primo modello, BlackPhone 2 si apre all’acquisto di App su Google Play, oltre che al privilegiato, proprietario e sicuro Silent Store. Bella possibilità, accedere a tutto il catalogo Google per la varietà e a quello specialistico per la sicurezza. Silent Store ha infatti a catalogo browser, strumenti di cifratura di file e altri tool a corredo per un uso filtrato e prudente delle app.

Tanta sicurezza rischia di diventare rigidità e l’apertura a uno store consumer notoriamente tendente al porto di mare fa temere di introdurre qualche fragilità. Se non ci fossero gli Spaces!

Con gli Spaces potete configurare, sullo stesso dispositivo fisico, quattro ambienti mobile diversi e distinti, ciascuno con i propri livelli di sicurezza. Silent OS non è quindi solo un sistema operativo mobile, ma diventa – fatte le debite proporzioni – un ambiente di virtualizzazione. È la chiave di volta, a ben pensarci.

Più telefoni in uno con BlackPhone 2

Privacy professionale, libertà individuale, cifratura… tutto in un solo BlackPhone 2.

Spaces comporta anche la possibilità di creare spazi virtuali usa e getta. Ne create uno per un particolare progetto, missione, o altro, per poi cancellarlo o resettarlo/ripulirlo, direttamente oppure con sistemi di Mobile Device Management (MDM).

Ovviamente potete anche piallare l’intero telefono, dovesse andare perso o rubato… BlackPhone 2 è compatibile con diversi sistemi MDM, da Android for Work di Google a MobileIron, Good, Citrix e SOTI.

Potete pure abilitare alla gestione via MDM unicamente lo spazio aziendale, per assicurarvi di essere in linea con tutti i relativi requisiti di sicurezza, e mantenere uno spazio privato libero e indipendente, senza esporre a rischi il patrimonio informativo dell’azienda.

Virtualizzazione e spazi ben distinti possono causare ridondanza, per esempio di app. E invece no, perché potete aprire tunnel dimensionali (di questo passo tra poco declamerò un Beam me up, Scotty!) in modo che, se volete avere a portata di dita una app in più di una identità mobile, la potrete installare una sola volta e usarla in spazi diversi, ciascuno dei quali però vedrà solo i dati propri.

Ho bisogno dei miei spazi!

Le funzionalità del Security Center sono ancora più dettagliate e variegate. Intanto, dallo spazio principale (Owner) è possibile determinare il comportamento di sicurezza nell’installazione delle applicazioni a livello di sistema comune. Inoltre è possibile definire in maniera puntuale a quali dati o servizi ogni app può accedere, in modo diverso da spazi diversi.

Come dire che dall’account privato potete consentire alle vostre app social o di servizio di accedere alla rubrica dei contatti di quello spazio, e intanto negarlo nello spazio aziendale per la rubrica specifica ivi contenuta.

Ecco allora servito un dispositivo davvero multiutente. Potete darlo in tranquillità ai vostri figli per giocare senza fare danni, aprendo uno spazio dedicato con soli giochi e niente dati. Oppure prestarlo a terzi in uno spazio separato da quello vostro più intimo, quello con gli SMS, le foto, la posta personale, i contatti e così via.

Con questa versatilità nel gestire tutte le vostre identità mobile, è il telefono perfetto per chi voglia essere supereroe della privacy!

Iron Man

Praticamente l’Iron Man delle comunicazioni confidenziali, telefoniche o via app.




Massimo Cassamagnaga (@Bluemax_), 20+ anni da manager in diverse multinazionali di consulenza informatica, a partire dalle esigenze di business e dalla ridefinizione di processi e organizzazioni. Da anni si diverte con soluzioni di business e di edutainment nel mondo mobile e consulenze organizzative e IT. Lettore instancabile e vorace, viaggiatore, ama la conoscenza in tutte le sue forme. Twitta di vino, libri, cultura, digital + mobile business.

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