Webdesign in pratica: moduli sul web

In perfetta form

di

thumbnail

22

set

2015

Il vostro sito web è all’altezza del tempi? Scopritelo col nostro prestigioso eptalogo a livello minimo di conoscenza web.

Come scoprire se il vostro sito web è stato fatto a norma e regola o se invece programmatori e webdesigner hanno raffazzonato il lavoro? Anche una persona relativamente incompetente di web può verificare facilmente, usando come metro di giudizio la modulistica online. Quasi tutti i siti, infatti, contengono almeno un <form>, i moduli compilabili con cui i visitatori ci mandano informazioni. Richiesta di contatto o iscrizione alla newsletter, anagrafica clienti o commento del blog, il <form> è un caposaldo del web, eppure spesso rabberciato dagli sviluppatori meno capaci e preparati.

Nell'interfaccia web per il lancio di una bomba atomica, l'indirizzo email dell'ufficiale viene chiesto due volte per maggior sicurezza.

Negli USA serve un solo documento per comprare un’arma da fuoco, due invece se pagate con assegno. È interessante scoprire verso quali problematiche si tutelano.

  1. Il campo obbligatorio. Si sono limitati a piazzare una nota (magari un semplice asterisco) nel testo o la compilazione è obbligatoria davvero? Nell’HTML, da dieci anni, è possibile indicare al browser che un modulo non va inviato sinché tutti i campi obbligatori sono compilati, e in caso di compilazione incompleta il browser mostra un avviso standard, dunque immediatamente comprensibile a tutti per abitudine, rifiutandosi di passare alla pagina successiva.
  2. La password sicura. Quando il visitatore deve scegliersi una password, può usare un qualsiasi numero di caratteri, simboli e cifre e può incollarla? Solo in questo caso gli utenti più attenti alla sicurezza possano usare un password manager, che garantisce maggior sicurezza per se stesso e anche per voi.
  3. La password al sicuro. Un limite alla lunghezza delle password è spesso indicazione del fatto che la password non viene registrata in forma di hash nel vostro database: in soldoni, il database è fatto con una parte del corpo normalmente deputata allo stare seduti e la sua sicurezza è inqualificabile.
  4. La verifica della mail. L’indirizzo o’malley@nic.email, perfettamente valido, viene accettato anche se contiene un apostrofo e un suffisso inusuale? Dovrebbe.
  5. La tastiera per la mail. Inoltre, quando l’indirizzo email viene digitato su un iPhone, deve apparire automaticamente la tastiera con il tasto @ in evidenza e se questo non accade il vostro webdesigner non conosce gli standard introdotti dieci anni fa. Ah, richiedere che vada inserito due volte è, come dicono in Toscana, una bischerata.
  6. Rispettiamo i compilatori. Spesso il contenuto del modulo va verificato dal server prima di venire accettato: non vogliamo che un indirizzo email venga registrato due volte, per esempio, e sarebbe bene rifiutare indirizzi come nome@dominio-inesistente.it, ci vuole pochissimo. In questi casi, è importante che l’utente si trovi di fronte il medesimo modulo, precompilato con i dati che ha appena inserito (sia quelli validi che quelli inaccettabili) e un messaggio d’errore che indica quale campo è problematico e perché. Lasciarlo davanti a un modulo in bianco o a un messaggio d’errore su altra pagina è un insulto e uno spreco al tempo che ha impiegato compilando.
  7. Le date. Google Chrome e Microsoft Edge offrono un componente standard che produce un calendarietto a comparsa per digitare una data. Negli altri browser lo sviluppatore deve includere una delle numerose soluzioni gratuite che si trovano in giro per risolvere il problema, di modo che persone con culture differenti possano inserire anno, mese e giorno nell’ordine che trovano più naturale.

Notate che le lavorazioni da 1 a 5 sono banalità da pochi secondi ciascuna, quindi non ci sono scuse se il webdesigner non adempie.

Nel suo ultimo articolo pubblicato su queste pagine, lo scrivente ha definito WordPress la Fiat Panda del web: una soluzione economica ma non certo di punta. Esercizio per il lettore: sapendo che questo sito usa WordPress, verificate il form per i commenti che trovate qui sotto e appuntatevi quanti tra i principi sopra esposti non vengono rispettati. È un modulo molto semplice e sono applicabili solo i criteri 1, 4, 5 e 6. Quali non vengono rispettati?

Soluzione: non vengono rispettati i criteri 1, 4, 5 e 6.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

Letto 2.719 volte | Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Lascia il tuo commento