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Anche Firefox abolisce i plug-in

Tempo di estensioni

di

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09

set

2015

E prendere a pugni un PC solo perché è stato un po’ bloccato, sapendo che quel che brucia non era disegnato…

…e chiudere il tab per fermare, qualcosa che, è dentro te, ma dentro il sito suo non c’è. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, estensioni.

C’era una volta Netscape Navigator. Il primo browser ad ampia diffusione della storia introdusse il concetto di plug-in: un blocco di codice installabile dentro al browser stesso che ne modifica il comportamento e elabora i dati ricevuti dal sito prima che vengano visti dall’utente. Idea potente e flessibile, tanto che il secondo browser ad ampia diffusione della storia, Internet Explorer, la adottò pedissequamente al punto di poter eseguire i plug-in di Navigator senza modifica alcuna.

Nel 2009 Google provò a ripensare i plug-in, introducendo il modello Pepper, sulla carta studiato per venire adottato da tutti i browser ma rimasto nella pratica una esclusiva di Chrome e quindi ben poco diffuso. L’idea però non era peregrina: il plug-in è troppo potente, troppo insicuro, usato da hacker e brutti ceffi per installare malware nei computer della gente. Pian piano s’è diffusa l’idea che il plug-in vada del tutto pensionato e rimpiazzato con una più semplice e innocua estensione scritta in HTML, Javascript e CSS, come le pagine web. Chrome e Safari sono stati i primi browser ad abbracciare questa pratica. Microsoft ha annunciato che seguirà la medesima falsariga in Edge (alias Spartan). La notiziona di agosto 2015 sta nel fatto che Firefox segue la medesima strada.

Anticipiamo subito la conclusione: è buona cosa. Il linguaggio Javascript, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, negli ultimi anni è diventato flessibile, potente e velocissimo. Eppure mantiene caratteristiche di sicurezza del tutto uniche, rendendone quasi impossibile l’abuso da parte degli hacker — hai detto niente. Un cambiamento che rende (molto) più sicura la navigazione degli utenti meno esperti e smaliziati, una modifica che rende impossibile l’installazione di malware quando un navigatore viene ingannato a fare due clic su un file scaricato, è un cambiamento davvero eccellente.

Cadono, lungo la strada verso la virtù, vecchi attrezzi come Adobe Flash e Microsoft Silverlight (a mai più rivederci). A qualcuno mancheranno, ma se il prezzo del progresso è questo, è davvero piccolo da pagare.

Una volpe lecca una finestra bagnata e resta incollata per la lingua.

Firefox ha incontrato problemi inattesi con Windows.

A margine: miglioramenti come questo, o come l’attesissimo sistema Elettrolisi che assegna a ogni finestra del browser un processo indipendente, sono bei passi avanti per Firefox, ma sono anche semplici rincorse di quanto gli altri hanno già fatto in passato. Dispiace un po’ vedere arrancare il browser che ha fatto ripartire il web dopo gli anni bui del monopolio di Internet Explorer, ma i fatti sono incontestabili. Gli utenti se ne sono accorti e le percentuali di Firefox scendono. Non aiuta la scelta di Microsoft di dimenticare nel passaggio a Windows 10 la preferenza accordata da molti ai browser di terze parti, riassegnando come standard il programma di casa. O, nelle parole del CEO di Mozilla:

Quando abbiamo visto per la prima volta come funziona l’aggiornamento a Windows 10, e abbiamo sperimentato come esso elimina le preferenze degli utenti a proposito del browser web e di altre app, abbiamo contattato il team di sviluppo Microsoft per discutere la questione. Sfortunatamente, non ne è seguito nessun progresso significativo. Da ciò è seguita la decisione di scrivere una lettera aperta.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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3 commenti

  1. MG55

    I due paragrafi iniziali sono da applausi ;)

  2. Luca Accomazzi

    Grazie. Ammetto che mi sono costati tanto tempo quanto tutto il resto dell’articolo ;)

  3. Statico oppur dinamico | Apogeonline

    [...] può anche dire che, dopo vent’anni, stan tornando di moda i plugin, visto il successo delle estensioni e il fatto che la critica più rivolta a Microsoft Edge è proprio la sua incapacità di [...]

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