Aggregazione o irrilevanza

Addio edicola, di nuovo

di

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09

giu

2015

Assemblare contenuti si popolarizza: dopo Facebook che lo eleva a piattaforma, Apple lo porta a livello di sistema.

L’apertura della Worldwide Developer Conference Apple terrà banco per settimane tra OS X El Capitan, iOS 9, watchOS 2, Apple Pay, Apple Music, Swift prossimamente open source, iTunes in arrivo per Android eccetera.

Spenta la diretta tuttavia, vogliamo concentrarci sui pochi minuti di Apple News presenti nelle due ore e venti di evento.

All’inizio era Google Reader, la prima iniziativa di aggregatore che metteva un marchio sopra la tecnologia dei feed RSS: trasmissione di contenuti da fonti che il lettore sceglieva in base ai propri gusti e interessi. Poi è giunta Flipboard: aggregatore capace di riconfezionare graficamente le fonti e ricordare visivamente l’esperienza di una rivista classica.

Il passo successivo consiste negli Instant Article di Facebook il quale, constatata la lentezza con cui carica gli articoli da fonti esterne, decide di farle diventare interne e di fatto si offre come distributore di contenuti, con un mercato potenziale di un miliardo e passa di lettori con cui tentare editori e inserzionisti.

Arriviamo a ieri, dove Apple ha pensionato la languente app Edicola (Newsstand) modellata sull’ugualmente languente modello fisico – un posto dove trovare le riviste – a favore del nuovo corso degli aggregatori, disposto ad accogliere articoli singoli così come sono, trasmessi da un feed RSS o Atom, oppure allestiti in un formato che permette animazioni, impatto grafico particolare e tipografia sofisticata:

Con Apple News Format si possono creare impaginati di gradevole fattura con tipografia personalizzata e ricchezza di animazioni, video e gallerie fotografiche. News ottimizzerà il contenuto per tutti gli apparecchi iOS. Sarà possibile collegare a News gli attuali sistemi di gestione dei contenuti e accedere a una suite di strumenti per misurare il coinvolgimento degli utenti.

Il contenuto sarà semplicemente gratuito, per esempio per un editore professionale che intende promuovere le sue pubblicazioni: il New York Times presenterà un articolo al giorno e Condé Nast presenterà contenuti da più di una dozzina di testate. Potrebbe anche essere presente pubblicità nativa, i cui proventi andranno interamente all’editore, o altrimenti inserzioni create con il sistema di Apple iAd, nel qual caso l’editore incasserà il 70 percento.

Ma le stesse opzioni valgono anche per testate locali e anche per blog individuali, come si è visto durante la presentazione nella quale la personalizzazione di News affiancava allo stesso livello la testata Wired e Daring Fireball. Per fare parte di Apple News, almeno in linea di principio, basta volerlo e ci sono già le indicazioni tecniche.

Edicola addio

Come di consueto Apple non inventa alcunché; l’aggregatore che impagina è tutto tranne che una novità. Però Apple, quando ci prende, popolarizza e se Facebook ha spinto il concetto a livello di piattaforma, News lo porta a livello di sistema. La stessa quota dei libri, delle app, della musica.

Si può scegliere di essere app e presentare la propria offerta in competizione con giochi, utility, applicazioni, film, album. Oppure si può competere direttamente sui contenuti, tra produttori di contenuti. Per quanto sussista ancora la finzione del canale con il nome della testata, la rivista in quanto tale si avvia alla dissoluzione. Si va verso la valorizzazione – anche monetaria – dei contenuti sulla base di ciascun singolo contenuto; la rivista come aggregazione di contenuti, oggi, nasce e cambia nelle mani del lettore attraverso la selezione personale di ognuno.

Apple News

Apple News permette per esempio di inserire una animazione in apertura dell’articolo.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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