L’Europa contro la net naturality

Candeggio neutro

di

thumbnail

22

mag

2015

La presidenza starebbe remando contro l’idea di Internet senza favoritismi e privilegi. I nostri “campioni” non aiutano.

Ha del miracoloso come Internet sia riuscita negli ultimi vent’anni a erogare informazione e servizio in modo egualitario a due miliardi di persone nonostante gli interessi che le ruotano intorno e le miopie dei governanti.

Pare tuttavia che la vigilanza nei confronti di questi ultimi mai si possa allentare. L’allarme arriva dal sito La Quadrature du Net e da un documento a uso interno che sarebbe stato preparato dalla presidenza (lettone) del Consiglio d’Europa.

Il documento sarebbe stato redatto in preparazione al prossimo trialogo (incontro informale tra Presidenza, Parlamento e Commissione) in programma per il 2 giugno sul tema del mercato singolo europeo delle comunicazioni elettroniche con l’obiettivo – forse sarebbe meglio dire il sogno – di arrivare al Connected Continent, senza barriere, senza lacci e lacciuoli, senza rendite di posizione, senza giochi nascosti a favore di questo o quell’altro soggetto interessato ai soli propri interessi (operatori cellulari per cominciare).

A parte l’introduzione, la partenza del documento lascia già l’amaro in bocca, con lo spostamento dell’abolizione delle tariffe di roaming interne all’Europa al 2018, dal 2016. Ma c’è ben altro e La Quadrature du Net ha compilato un elenco riassuntivo che riporto qui sotto.

  • Articolo 1: cancellazione di tutti i riferimenti alla salvaguardia dei diritti dell’utente finale e al trattamento non discriminatorio del traffico.
  • Articolo 2: cancellazione della definizione di net neutrality e di tutti i riferimenti alla net neutrality.
  • Rimozione dell’articolo 23-2 voluto dall’Europarlamento sui servizi specialistici [impedire la discriminazione di servizi online erogati da piccole e medie imprese e avere uguaglianza competitiva in rete].
  • Articolo 3-2: autorizzazione ai provider Internet di stipulare accordi specifici con utenti finali, forieri di discriminazione tariffaria e di violazione della net neutrality.
  • Articolo 3-3: assenza di misure a protezione dei diritti degli utenti rispetto alla possibilità che i provider ispezionino internamente i pacchetti in transito sulla rete e li discriminino di conseguenza.

Se il documento è autentico, è un candeggio aggressivo dell’idea di neutralità della rete dall’Internet europea. La net neutrality afferma che tutti i bit hanno pari dignità sulla rete. Per mille ragioni, prime fra tutte soldi censura sorveglianza e potere, c’è chi vuole bit orwellianamente più uguali degli altri. Tra questi – come avevo spiegato – c’è il nostro campione dei campioni digitali, Riccardo Luna:

Se il traffico di dati in rete è tutto uguale, che accade se la rete si intasa perché molti stanno guardando YouPorn mentre un ospedale cerca di accedere alla tua cartella sanitaria per una emergenza?

La risposta lunga è nell’articolo linkato: quella breve è che l’argomento, subdolo e demagogico, serve a giustificare e promuovere l’inadeguatezza del servizio. Se c’è la giusta banda per tutti, nessuno si deve fermare.

Tutto si raccorda. La net neutrality viene naturale (net naturality!) quando si investono le giuste risorse nella giusta infrastruttura. C’è interesse economico a mantenere l’infrastruttura inadeguata, che consente di creare rendite di posizione, proteggere interessi privati, mantenere situazioni inique (e creare il bisogno di campioni digitali che mascherino le inadempienze della politica, ma è un altro discorso). I governi si allineano a protezione dei potenti che in cambio ne nutrono l’ambizione. La net neutrality, dopo essere stata affermata dai parlamentari per salvare la forma, viene confidenzialmente seppellita.

Si può fare qualcosa se c’è abbastanza attenzione pubblica sul tema e se vengono sufficientemente messi sotto pressione i nostri sedicenti rappresentanti a Bruxelles. In gioco non c’è la salvezza di Internet, come afferma la pagina relativa al problema; però bisogna difenderla da chi vuole che diventi come la fila all’ingresso della discoteca, i VIP con accesso esclusivo al privé e i qualunque selezionati all’ingresso.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

Letto 3.035 volte | Tag: , , , , , , , , , , , ,

Lascia il tuo commento