Uno spirito forte

Inebriati da Arduino

di

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21

mag

2015

L’aperitivo prodotto in stile maker è una di quelle idee che pensavi potessero venire solo avendo alzato eccessivamente il gomito.

Hai ordinato un cocktail per dimenticare? A ricordare almeno la ricetta oggi ci pensa The Inebriator, generatore di beveroni perfettamente asservito a un controller Arduino Mega 2560 che non sbaglia una goccia.

La composizione dei cocktail, per la curiosità dei più tecnici, è affidata a un file in formato standard XML. Nella pratica qualcosa che si può produrre in mille modi, a partire da un programma di scrittura o da un foglio Excel. Lo si memorizza su una schedina SD, per intenderci la stessa degli apparecchi fotografici, e la miscelazione è a prova di sbaglio.

Le bottiglie sono capovolte su una struttura illuminata da LED multicolore, così l’effetto scenico è assicurato. Un motore di spostamento del bicchiere, sotto le bottiglie, è accelerato e decelerato da una logica che sfrutta diversi sensori di posizione per evitare fuoriuscite indesiderate di preziosi alcolici. Questi, sospinti dalla pressione generata da una bombola di gas atossico regolata tramite opportune elettrovalvole, vengono spruzzati nel bicchiere, con precisione digitale.

Inebriator

Inebriator, non così scontato.

Certo, un fantasioso barman umano potrebbe storcere il naso per la mancanza di quel tocco in più che una sapiente miscelazione potrebbe produrre, oltretutto mancando la parte scenografica d’uso dello shaker che volteggia nelle mani del barista. Non parliamo poi di scelte che vorrebbero usare a volte la versione Boston, piuttosto che quella francese o infine il cobbler suddiviso in tre parti con tanto di tappo che funge da colino.

Roba che appare ancora fantascienza per un semplice Arduino, ma siamo sulla buona strada. Anche perché tutto questo è stato prodotto da due ragazzi che così si definiscono:

due appassionati di elettronica del Regno Unito. Ian Cooper è un tecnico in ingegneria elettrica e Jake Osborne un consulente IT […] Jake fa tutta la programmazione, Ian la maggior parte della meccanica e siamo al 50 percento sul fronte dell’elettronica, compresi il sistema di controllo, i sensori, gli aspetti elettromeccanici, la progettazione del circuito stampato e la produzione.

Non c’è che dire, un bell’esempio di spirito (!) imprenditoriale, che dovrà comunque fare i conti con parecchi altri progetti concorrenti. Alcuni dei quali sono già in avanzata fase di ingegnerizzazione, come Somabar o asserviti ai social, ovvero come ubriacarsi via Twitter o ancora completamente open source, come il progetto Barobot che assomiglia a una stampante 3D. Una collezione di aggeggi che vedremo presto diffondersi, assieme al buonumore.

Somabar

Una app ad alta gradazione.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

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