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Che cosa c'è dietro una grande app

La rosa delle ventidue

di

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30

apr

2015

Una tutta aziende, l’altra tutta consumatori, unite su un obiettivo comune e circoscritto. IBM, Apple e accordi di cui si parla poco.

A otto mesi dall’annuncio bomba, come sta procedendo la partnership mobile tra Apple-IBM? La promessa di superare le cento app sembra rivelarsi solida, almeno a giudicare dagli aggiornamenti dell’offerta IBM MobileFirst.

Chi sa contare dice che siamo arrivati a ventidue. Dopo i rilasci della prima ora, arrivano nuove soluzioni per i mondi sanitario, della produzione industriale, del trasporto aereo e altri. Ficcanasiamo per qualche minuto.

La salute prima di tutto

Le proposte in mobilità di IBM per la sanità sono state lanciate dal palco della HiMSS conference 2015 (Healthcare Information and Management Systems Society). Sulla carta sono app interessanti. Certo, forse un filo futuribili, se viste dallo Stivale. Come Hospital RN (dove crediamo che RN stia per Registered Nurse).

Sarà come avere in tasca la storia clinica dei propri degenti, localizzati sulla mappa dei reparti, con scadenze, prescrizioni, fino alla possibile gestione delle dimissioni (bum!, diranno i nostri affezionati, ma italiani lettori: peraltro è recente l’annuncio dell’integrazione dentro HealthKit, il framework software Apple per il trattamento dei dati sulla salute negli apparecchi iOS e Apple Watch, delle cartelle sanitarie di ottantamila pazienti da parte dell’ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles). Ciliegina tecnologica è il funzionamento con iBeacon, per identificare al passaggio le stanze dei pazienti e vedere in automatico i dati della degenza.

Della suite farà parte un’app per supportare le RN nelle terapie domiciliari, argomento molto attuale in Nordamerica, per una rinnovata attenzione alla qualità possibile di vita nelle malattie croniche o terminali, evitando ospedalizzazioni e terapie forzose.

Hospital Lead

Hospital Lead, altra app della suite Apple-IBM, coordina il lavoro infermieristico.

Aziende, a bordo

La nuova app destinata al trasporto aereo non fa emozionare (Ancillary Sale, per vendere a bordo servizi e prodotti mirati ai passeggeri: un estratto di Customer Relationship Management per la customer loyalty/intimacy… esercizio tecnico, niente di più). Troviamo invece interessanti un paio di app tra quelle della prima ondata.

In un mercato in cui il carburante è stimato pesare tra il 30% e il 40% dei costi operativi, Plan Flight fornisce ai piloti uno strumento analitico – con informazioni oggettive – per aiutarli a decidere quanto carburante discrezionale imbarcare sulla base di una complessa serie di fattori (distanza, ovvio, ma anche condizioni atmosferiche, tempo di rullaggio, assetti di volo, dati storici eccetera).

A chi viaggia in aereo sarà capitato di essere su un volo in ritardo che rischia di compromettere la coincidenza col volo successivo (negli Stati Uniti i dati 2014 parlano di 221.434 voli in ritardo e 54.751 cancellati).

Con Passengers+ il personale di bordo può finalmente essere d’aiuto, trovando e prenotando un’alternativa di volo… in volo… al volo! Il passeggero riceve il suo e-ticket per posta. Basta pagare tariffe VIP…

Il sistema in tasca

Sono tutti esempi classici di quanto andiamo argomentando da queste colonne sul tema mobilità: la rivoluzione mobile per il business mette il sistema informativo in tasca agli utenti, all’insegna della consumerization of IT che porta in ufficio apparecchi e tecnologie già presenti a casa.

Il valore fondamentale sta nell’integrazione (o almeno nell’integrabilità) con i sistemi core. Di valore soprattutto per IBM, perchè integrare ha un prezzo e non farlo è stupido.

Ribadiamo un concetto stranoto: il successo di un’offerta commerciale dipende da molteplici fattori, tra i quali e solo in parte la qualità dell’offerta stessa. Quello che fin dall’inizio, comunque vada, ci è piaciuto qui è la visione dell’immenso patrimonio informativo (rieccoli, i Big Data) storicamente implementato da IBM finire letteralmente nelle mani degli utenti di ogni livello. Poche altre aziende hanno un asset paragonabile.

Dietro un’app di successo c’è sempre un grande back-end.




Massimo Cassamagnaga (@Bluemax_), 20+ anni da manager in diverse multinazionali di consulenza informatica, a partire dalle esigenze di business e dalla ridefinizione di processi e organizzazioni. Da anni si diverte con soluzioni di business e di edutainment nel mondo mobile e consulenze organizzative e IT. Lettore instancabile e vorace, viaggiatore, ama la conoscenza in tutte le sue forme. Twitta di vino, libri, cultura, digital + mobile business.

In Rete: it.linkedin.com/in/massimocassamagnaga

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Un commento

  1. Back in BlackPhone | Apogeonline

    [...] tanto ci piace tornare a verificare che piega stanno prendendo le novità che abbiamo catturato in vecchi articoli. Questa volta siamo [...]

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