1 Commento

Nome da malattia, ma grandi promesse

Sei Javascript!

di

thumbnail

25

mar

2015

Il linguaggio per programmare il web si chiama ufficialmente ECMAscript. E ha qualche sorpresa in serbo.

Se frequentate questo spazio da qualche tempo mi avrete sentito scrivere che un giovane programmatore farebbe solo del bene a se stesso nel considerare JavaScript al momento di scegliere il suo primo linguaggio di lavoro.

Il linguaggio che nella sua prima versione era nato come una semplificazione, lenta e incompleta, del più potente Java, è diventato un colosso. Andrebbe chiamato, per correttezza, ECMAscript — dal nome dell’ente che lo ha standardizzato, anche per sottolineare quanto sia cambiato in meglio dalla nascita ad oggi, dimenticando Java. Non che foneticamente sia un gran bel nome, per carità. Anzi, Brendan Eich che di questo linguaggio è il papà una volta scrisse che ECMAscript gli sembrava un nome adatto semmai a una malattia della pelle. Ma tant’è.

Oggi quasi tutti lo usano nella sua versione 5, standardizzata nel 2009 e rifinita nel 2011. ECMAscript 5 è uno dei pilastri di HTML5 e del web moderno. La bella novità è che tra pochissime settimane nascerà ECMAscript 6, nome in codice Harmony.

Cartello di benvenuto nel comune di Harmony, che per coincidenza è anche il nome di una piccola comunità negli USA

Benvenuti in JavaScript 6.

Ci vorrà, poi, un altro po’ di tempo prima che lo si possa usare a fondo sul web, in quanto la sua inclusione nei browser è ancora agli inizi. Considerate però che Google ha rilasciato uno strumento chiamato Traceur che trasforma un codice sorgente ECMAscript 6 in ECMASCript 5, permettendoci di scrivere già oggi un programma ultramoderno, eppure usarlo subito.

Il laureato in informatica che è in me a questo punto ulula e scuote la gabbia in cui lo tengo chiuso, perché vorrebbe venir lasciato libero di disquisire sulle novità: classi e funzioni freccia, costanti e moduli, promesse e scope (non sto parlando delle ramazze, ma del tempo di vita delle variabili).

Non vorrei però allontanare i lettori tecnicamente meno propensi, e del resto conosco almeno una casa editrice che, ci scommetto, si affretterà a sviscerare le tematiche in un volume o due. Quel che mi preme sottolineare qui è che il linguaggio nato povero ma cresciuto bene non sta fermo e migliora ancora. Un ottimo sintomo della buona salute del web. Quasi quasi per adesso quella famosa gelateria non la apro ancora.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

Letto 4.139 volte | Tag: , , , , , , , , , , ,

Un commento

  1. Il JavaScript scatenato | Apogeonline

    [...] siamo scollegati, videoconferenza dentro al browser e le mille altre meraviglie del web moderno solo tre mesi fa festeggiava la nuova versione 6, e ancora non si [...]

Lascia il tuo commento