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"Software will eat the world"

Allarme a Hollywood

di

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23

gen

2015

L’industria dell’intrattenimento verrà sovvertita dall’ecosistema delle app, che già guadagna di più e dà lavoro a più persone.

Il titolo è di un film misconosciuto firmato da Steven Spielberg nel 1979, su californiani in preda a una crisi di nervi che si preparano a un inesistente sbarco giapponese sulla costa losangelina, dopo Pearl Harbor.

Un altro allarme, più concreto, è suonato negli studi delle major alla notizia che Woody Allen dirigerà una serie televisiva su commissione di… Amazon. Per i dettagli c’è da aspettare, specie a giudicare dalla dichiarazione del regista americano inserita nel comunicato stampa:

Non so come sono finito in questa cosa. Non ho idee e non so bene da dove cominciare. La mia opinione è che Roy Price [Vice President degli Amazon Studios] rimpiangerà la sua scelta.

Quale che sia nei contenuti, la produzione ignorerà i canali televisivi tradizionali per essere invece diretta agli abbonati al servizio Amazon Prime. Prodotto da Amazon per i clienti Amazon.

La notizia è la punta di un iceberg che Marc Andreessen, fondatore di Netscape e oggi investitore, ha sintetizzato con la frase software will eat the world, il software si mangerà il mondo.

La disruption del mondo dell’intrattenimento a causa del software è stata illustrata dall’analista Horace Dediu in un articolo dove mostra come l’industria delle app sia diventata più grande di Hollywood:

Nel 2014 gli sviluppatori di app per iOS hanno guadagnato più che l’industria del cinema ai botteghini americani.

Sembrerà una contrapposizione parziale, visto che esiste cinema anche fuori dagli Stati Uniti. Ma esistono app anche fuori da iOS e comunque le due grandezze, una delle quali nata neanche dieci anni fa, sono del tutto comparabili. Secondo Apple, l’indotto di iOS occupa 627 mila posti di lavoro, contro 374 mila per Hollywood. Secondo Dediu, lo sviluppatore medio guadagna più dell’attore medio.

Soprattutto, da anni gli introiti del cinema americano sono più o meno costanti. Quelli delle app sono in piena crescita, con oltre dieci miliardi di dollari guadagnati dal complesso degli sviluppatori sul solo iOS.

Un medium del tutto nuovo stanno cambiando completamente il mercato dell’intrattenimento ma se ne parla molto poco, in una situazione che Dediu definisce di asimmetria informativa per l’entità dei numeri rispetto a quella dei commenti.

È un fenomeno misconosciuto, come il 1941 di Spielberg. I grandi titoli arriveranno con l’equivalente di E.T.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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5 commenti

  1. Fra X

    Sarò vecchio e tradizionalista, ma preferisco un libro e un film a stare giusto cosi davanti al telefono! XD

  2. Fra X

    “vecchio”

  3. Lucio Bragagnolo

    Certamente! Tuttavia è innegabile che il nostro tempo passato sulle app sia (mediamente) in aumento.

  4. In cerca di altro successo | Apogeonline

    [...] lo zio consiglia di rivolgersi proprio a questo mercato. Non è un segreto che l’intero settore abbia abbondantemente superato il fatturato dell’industria cinematografica; soprattutto è il genere che vende di più sugli app [...]

  5. L’anno dell’open source | Apogeonline

    [...] la frase di Marc Andreessen, il software si mangerà il mondo, e la previsione sarà l’anno di Linux sul desktop. Fatta ogni anno e ogni anno fuori luogo, tanto [...]

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