Nuoce gravemente al gradimento

Deciso a macchina

di

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21

nov

2014

Se sia opportuno basare la produzione di ebook liberi da copyright sugli algoritmi che danno fastidio nei videogiochi.

Nel machine learning, apprendimento meccanizzato, il computer accumula dati e mediante algoritmi sintetizza nuova conoscenza. È utile: per esempio un software di Google descrive testualmente una immagine. Si pensi ai non vedenti.

Per Blizzard Entertainment, l’apprendimento meccanizzato è una jattura che nuoce al gradimento del suo gioco di carte Hearthstone: i giocatori umani, impegnati nell’assemblare il mazzo più competitivo per vincere premi e riconoscimenti, si vedono bastonare da giocatori software e tendono a perdere interesse. Anche se Deep Blue ha battuto Garry Kasparov, i Mondiali di scacchi si tengono tra umani (ed è in vantaggio Carlsen).

Secondo Allen Riddell del Dartmouth College, l’apprendimento meccanizzato sarebbe di grande beneficio per gli enti come Project Gutenberg, che producono versioni digitali libere delle opere i cui autori sono deceduti da tempo sufficiente a fare scadere il copyright.

Ogni Capodanno ricorre il Public Domain Day e una nuova annata di libri evade dalla prigione dei diritti d’autore. Ma tante sono le opzioni e limitate le risorse. Come scegliere? Riddell ha creato un algoritmo che studia un enorme archivio di libri di dominio pubblico e poi Wikipedia: lunghezza e longevità delle pagine per ogni autore, visite giornaliere stimate, data dell’ultima modifica e via dicendo, per arrivare a una classifica meccanizzata di valore degli autori.

Se il sistema prenderà piede nascerà la disciplina del SEO degli autori defunti, come anticipava Umberto Eco nel Pendolo di Foucault. La casa editrice Garamond aggiornava annualmente una Enciclopedia degli Italiani Illustri che serviva a irretire gli Autori a Proprie Spese. Il problema era calibrare bene l’ordine alfabetico e non sciupare spazio per gli scrittori celebri. Per esempio, la lettera L:

LAMPEDUSA, Giuseppe Tomasi di (1889-1959). Scrittore siciliano. Visse a lungo ignorato e divenne celebre dopo la morte per il romanzo Il gattopardo.

LAMPUSTRI, Adeodato (1919- ). Scrittore, educatore, combattente (una medaglia di bronzo in Africa Orientale), pensatore, narratore e poeta. La sua figura giganteggia nella letteratura italiana del nostro secolo. Il Lampustri si è rivelato sin dal 1959 col primo volume di una trilogia di ampio respiro, I fratelli Carmassi, vicenda disegnata con crudo realismo e alto affiato poetico di una famiglia di pescatori lucani. A quest’opera, che venne insignita nel 1960 del premio Petruzzellis della Gattina, seguirono negli anni successivi I benserviti e La pantera dagli occhi senza ciglio, che forse ancor più dell’opera prima danno la misura del vigore epico, della sfolgorante immaginazione plastica, del respiro lirico di questo incomparabile artista. Solerte funzionario ministeriale, il Lampustri è stimato nel proprio ambiente come personalità integerrima, padre e sposo esemplare, finissimo oratore.

Qualcuno sostiene che eliminare i turchi meccanici dai videogiochi sia un errore, in nome del progresso dell’intelligenza artificiale e anche del gusto di giocare: gli umani potrebbero approfittare dei bot per apprendere e migliorare le proprie tattiche. C’è del vero.

Sarebbe opportuno riprodurre i classici in digitale unicamente sulla base di quanto è lunga e quanto spesso viene aggiornata la pagina dell’autore? Ne dubito. E nel dubbio mi concedo una partita a Hearthstone, dove si può ancora trovare qualche umano.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

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