Cotto, mangiato, analizzato

Comandati a bacchetta

di

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23

ott

2014

Se Pico della Mirandola avesse mangiato cinese e posseduto uno smartphone, magari sarebbe morto di vecchiaia.

Anche Baidu, il gigante cinese dei motori di ricerca, all’attacco dell’Internet of Things nell’impero dei (nostri) sensi. A new way to sense the world, un nuovo modo di percepire il mondo secondo Robin Li, amministratore di Baidu.

Intanto con Baidu Eye, per catturare quello che colpisce la vista e condividerlo nell’impero digitale, mandando eventuali risultati di ricerca sullo smartphone. Funziona anch’esso con voce e gesti ma non possiede un visore per le informazioni, a differenza di Google Glass.

La scelta è perfettamente in linea con la visione di Li secondo cui nei prossimi cinque anni le ricerche per immagini e voce surclasseranno quelle testuali. Per quanto concerne il dirompente potere di georeferenziare e conoscere che cosa stanno vedendo i portatori di occhi e occhiali spia, lascio spazio alla fantasia più o meno orwelliana di ciascuno.

Assieme agli occhiali ha colpito le testate specialistiche, e non, il concept delle search chopstick (筷搜 – Kuaisou), bacchette da cibo che valutano la qualità dell’olio usato per friggere.

La notizia ha seguito un pesce d’aprile riguardante bacchette in grado di elencare tutti gli ingredienti del cibo presente nel piatto e compiere analisi come il livello di acidità di un liquido. Solo burla oppure un fake esplorativo ben costruito? Ascoltiamo Kaiser Kuo, direttore delle comunicazioni internazionali di Baidu, nel suo repertorio di equilibrismo verbale così come riferito da Engadget:

Siamo effettivamente al lavoro su qualcosa dalle funzioni di base simili a quanto è stato descritto in un articolo di Sina Tech e altre fonti giornalistiche cinesi; i resoconti erano essenzialmente corretti sebbene alcuni dettagli fossero inesatti (imprecisioni che potrebbero essere ascritte a un pesce d’aprile frainteso!). Il nome interno del progetto è Baidu Eye. Non sappiamo se sarà quello definitivo. Stiamo conducendo test interni su piccola scala e valutando i possibili sviluppi. Ecco perché non abbiamo effettuato alcun annuncio ufficiale.

Come Baidu Eye, le bacchette sono insomma ancora prototipi e per quello che dichiarano di fare possono sembrare utili gadget dalla ristretta (seppur preziosa) funzionalità. Non è un caso infatti che l’idea sia nata in Cina dove il tema della scarsa sicurezza e qualità alimentare è un problema molto, molto serio.

Ma la strada è intrapresa e spianata! È “solo” analisi chimico-fisica, bellezza. Collegate via Wi-Fi con lo smartphone, le bacchette o chi per loro potrebbero cominciare a rivelare temperatura, componenti, pH, salinità dei liquidi e un mondo di notizie nutrizionali, a salvaguardia di alimentazione e salute. E i giganti del web che già sanno molto di noi, sapranno anche cosa assumiamo.

Tocca correre a copiare i cinesi, stavolta.




Massimo Cassamagnaga (@Bluemax_), 20+ anni da manager in diverse multinazionali di consulenza informatica, a partire dalle esigenze di business e dalla ridefinizione di processi e organizzazioni. Da anni si diverte con soluzioni di business e di edutainment nel mondo mobile e consulenze organizzative e IT. Lettore instancabile e vorace, viaggiatore, ama la conoscenza in tutte le sue forme. Twitta di vino, libri, cultura, digital + mobile business.

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