But I crowdsource it

It’s Only Rock’n’Roll

di

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17

set

2014

I tre pilastri per realizzare qualcosa di valido su Internet, dimostrati attraverso un innocuo (oggi) passatempo generazionale.

Generazionalmente connesso alla musica rock, fino a ieri trovavo consolazione in rete soprattutto tramite Music Vault, iniziativa frutto di due anni di restauro e rimasterizzazione dei materiali in possesso di Concert Vault, che poi è proprietà di Wolfgang’s Vault. Lo scorso luglio Music Vault ha fatto notizia per avere riversato su YouTube oltre dodicimila filmati di concerti dal vivo di artisti e band di indubbio spessore.

Argomento ristretto, contenuti di alto livello e però coinvolgimento mediocre. YouTube è tutto tranne che una piattaforma di vera condivisione e qualcuno ha chiesto conto dell’orrore dei commenti sul sito persino a Quora, con questa risposta:

I frequentatori di YouTube sono poco motivati a lasciare commenti interessanti. Non ci sono conseguenze nel pubblicare brutti commenti.

Della moderazione di YouTube interessa poco; premeva di più annunciare una forma interessante di coinvolgimento, tradotta nella comparsa di Rocking all Over the World, app per iOS che costruisce via crowdsourcing una mappa delle località rilevanti nella storia del rock.

È ancora da migliorare – per esempio la musica in sottofondo si interrompe solo con mezzi hardware a va bene il rock, ma non sempre – ma è il bello del crowdsourcing: se c’è partecipazione, la app verrà sicuramente arricchita.

Inutile dire che l’Italia è tutta da riempire. La mappa attuale mostra *tre* segnaposti: lo stadio Delle Alpi di Torino in quanto luogo di numerosi concerti, il Palazzo dello Sport di Roma per via di un concerto mancato di Lou Reed nel 1975 e l’Etna, location di un video dei Coldplay.

C’è un sacco di lavoro da fare. Il locale in provincia di Milano dove è leggenda urbana che abbiano suonato Genesis e Deep Purple; la laguna veneta come location di uno dei concerti più controversi di fine secolo; il concerto palermitano di Frank Zappa interrotto a colpi di lacrimogeni (senza contare il paese delle sue radici).

E questi – contenuti di qualità, tema circoscritto, crowdsourcing – sono i tre ingredienti della ricetta infallibile per fare qualcosa di valido sulla rete.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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