Industrie fuori tempo

In cerca di disruption

di

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11

set

2014

Nuovi computer da tasca, nuovo sistema di pagamento di prossimità, nuovi orologi; le cose interessanti non sono i prodotti.

Di come sia cambiato radicalmente il mondo dell’informatica, soprattutto a livello portatile e tascabile, è dimostrazione evidente l’evento planetario durante il quale Apple ha svelato Watch, Pay e i nuovi iPhone 6.

Chiaro che le liste della spesa di componenti e le lenzuolate di specifiche suscitino ancora attenzione; sono il residuo fisso di quarant’anni di informatica personale affamata di risorse. Generazioni hanno atteso con ansia il processore più adeguato o il disco più capiente e applicano l’ansia al presente che non ha più bisogno, come certi nonni che organizzano cene pantagrueliche perché a quei tempi non c’era ancora il benessere.

Tutto ciò è di fatto irrilevante. Se iPhone 6 e iPhone 6 Plus si venderanno, o meno, non dipenderà dalla diagonale dello schermo o dalla sigla del processore, tanto meno dall’essere arrivati primi o secondi a proporre il sensore barometrico o il bordo arrotondato. Questo tipo di analisi oramai va bene al massimo per la satira di The Onion:

Fotocamera a tredici megapixel per inquadrature cristalline del polso; permette a chi lo indossa di attivare e bloccare lo scorrere del tempo; disponibile in una ampia gamma di colori e stili per esprimere la propria sottomissione verso l’azienda tecnologica dominante sul pianeta; tutta la comodità di un orologio tradizionale da ricaricare ogni dodici ore; circuiteria miniaturizzata capace di raddoppiare i suicidi tra gli operai cinesi; facilita al mariuolo l’individuazione di tecnologia costosa; un altro schermo da inserire nella rotazione delle cose da guardare.

La cosa da chiedersi di un annuncio Apple è se ci sia potenziale di disruption: rottura degli equilibri, apertura di nuovi mercati, azione di contropiede che sbilancia colossi industriali all’apparenza inattaccabili. È accaduto con iPod nel 2001, iPhone nel 2007, iPad nel 2010 (da solo fattura più di Yahoo, Facebook, LinkedIn, Groupon e Tesla messe assieme).

Per il primo iPhone la risposta, tra gli sfottó dell’inconsapevole Steve Ballmer di Microsoft, era un clamoroso. La sesta iterazione di iPhone migliora il prodotto senza sconvolgere alcunché. Per quando riguarda il sistema di pagamento contactless Apple Pay, diciamo a lungo termine.

Le società di carte di credito sono entrate nella stessa spirale dei provider di telefonia cellulare. Conducono business passati, lenti, macchinosi che le Apple, le Amazon, le Google, le Facebook lavorano inesorabilmente per aggirare. Se Apple (o Amazon) decidesse di garantire la transazione da sola, forte di centinaia di miliardi in cassa, che accadrebbe? Un pensiero notturno al futuro lo dovrebbero fare anche i banchieri.

C’è disruption in Apple Watch? Forse. iPhone ha sconvolto il mercato mettendo un computer al posto del cellulare. Il gioco è lo stesso, con gli orologi, solo più difficile perché uno smartwatch ha limiti fisici notevoli. Non sottovaluteremmo tuttavia la minaccia. Se il nuovo orologio diventa veramente il terminale per tracciare i dati di salute e fitness, si arricchisce di *app* irrinunciabili e contemporaneamente rimane uno status symbol… in Patek Philippe avranno seguito queste notizie con aristocratico distacco, ma in Suunto, Casio, Tissot l’atmosfera potrebbe essere diversa. L’analisi di Hodinkee in merito è eccellente e raccomandata.

Un’altra disruption, più ridotta, è certa e riguarda le aziende produttrici dei vari braccialetti della salute, da FitBit a Up by Jawbone, che dovranno pensare strategico e in fretta.

Per questi motivi giudico l’evento settembrino di Apple marginalmente interessante nel breve termine, con beneficio del dubbio per il 2016: se l’anno prossimo Watch trovasse qualche decina di milioni di acquirenti, un’industria storica potrebbe trovarsi ad avere fatto il suo tempo.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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