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Un genio nei pantaloni

Un’assunzione Singolare

di

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28

mag

2014

Il recente addio di Vic Gundotra a Google ha suscitato il giusto clamore. Non altrettanto l’arrivo di Ray Kurzweil. Che lo merita.

Chi esce dalle cornici del nostro conosciuto, ragionevole o consueto, ha idee che non sappiamo valutare. Alieni. Ai posteri l’ardua sentenza, Time will tell eccetera sono i nostri modi per dire che non abbiamo gli strumenti per giudicare.

Ma anche secondo questa logica prudentemente attendista dobbiamo ammettere che quel “noto folle” di Ray Kurzweil ci ha preso diverse volte, nelle sue precedenti previsioni sul futuro.

Tra le dozzine di prodotti usciti dalle sue aziende ricordiamo il primo scanner piatto, il primo programma in grado di riconoscere i caratteri tipografici e il primo lettore di testo con sintesi vocale, poi messo tutto insieme per creare un lettore per non vedenti. Era il 1976.

In tempi non sospetti, nel 1990, aveva previsto che un giorno i computer sarebbero stati in grado di battere i campioni di scacchi.

Da sempre alfiere dell’intelligenza artificiale, è uno dei sommi sacerdoti della teoria della Singolarità Tecnologica che in soldoni è quel momento nel futuro (per i precisini, entro il 2029 secondo Kurzweil) in cui intelligenza umana e artificiale convergeranno e la seconda supererà il Test di Turing. Kurzweil non ha mai modificato le sue previsioni e ha tenuto a dichiararlo al Guardian in una recente intervista:

Oggi mi trovo nel flusso di ciò che pensano gli esperti di intelligenza artificiale con il consenso del pubblico. È perché il pubblico ha visto cose come Siri – parlare con il computer – e i veicoli autoguidati di Google. Il mio punto di vista non è più radicale. Io però sono rimasto coerente. È il resto del mondo che sta cambiando il suo modo di vedere.

Il curriculum e la lista delle convinzioni singolari (!) di quest’uomo sono tanto articolati da non stare in cinque articoli come questo. Dall’altra parte c’è Google, che non vi racconto. I due si frequentavano da molto tempo ed insieme alla Nasa hanno fondato la Singularity University,

con l’intento di ispirare e supportare i leader nell’applicazione dei principi e delle pratiche della tecnologia esponenziale per risolvere le grandi sfide dell’umanità.

Se è sfuggito, vi dico (eventualmente ricordo) che Google negli ultimi mesi è stato molto, molto attivo nel fare shopping di tutte le più brillanti realtà sul mercato specializzate in robotica, intelligenza artificiale e tecnologie per l’apprendimento, fino ad acquisire persino un business di termostati intelligenti.

Da sempre Google sta realizzando un’opera di raccolta di tutte le informazioni possibili in tutte le loro forme. Ora è il momento di portare il patrimonio al punto di ebollizione e produrre conoscenza. Un’accelerata (!) verso la Singolarità.

Ma la storia non sembra finire qui in termini di potenza profusa nell’iniziativa. Un segreto di pulcinella soffia leggero nell’etere e riferisce che tutto questo è considerato dai principali protagonisti il progetto Manhattan dell’intelligenza artificiale. Bum.

Se vorranno condividere anche una minima parte del risultato con noi comuni mortali, ritroveremo il prossimo genio universale nella nostra tasca, a portata di pollice.

La realtà sta diventando la matrice? Dovevo capirlo quando mi hanno digitalizzato il Subbuteo




Massimo Cassamagnaga (@Bluemax_), 20+ anni da manager in diverse multinazionali di consulenza informatica, a partire dalle esigenze di business e dalla ridefinizione di processi e organizzazioni. Da anni si diverte con soluzioni di business e di edutainment nel mondo mobile e consulenze organizzative e IT. Lettore instancabile e vorace, viaggiatore, ama la conoscenza in tutte le sue forme. Twitta di vino, libri, cultura, digital + mobile business.

In Rete: it.linkedin.com/in/massimocassamagnaga

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Un commento

  1. L’umanità è a 32 bit | Apogeonline

    [...] credo nell’idea di singolarità di Ray Kurzweil. Riconosco tuttavia che l’inciampo di YouTube e più seriamente l’avvento di IPv6, oltre che [...]

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