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L'ecosistema è l'anima del commercio

Il requiem di Nokia

di

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16

mag

2014

Chissà se verrà mantenuto, come forma di doveroso tributo, quel passaggio di tredici note del Gran Vals di Francisco Tárrega.

Mentre non riesco a immaginare che Disney possa toccare il tema di Guerre Stellari, forse lo spoiling system dei conquistatori di Microsoft cancellerà la suoneria eseguita ventimila volte al secondo in tutto il pianeta.

Musica a parte, l’annuncio del completamento sostanziale dell’acquisizione di Nokia Devices and Services avvenuta di recente toglie anche l’ultimo alibi potenziale a Microsoft e al suo fedele emissario Stephen Elop: ora non ci sono più scuse per non fare sul serio.

Sappiamo tutti che Microsoft è da sempre anche una azienda hardware (dai tempi del mouse; era l’83) ma qui l’agone è diverso, se si vuole combattere la battaglia degli smartphone venduti. Posto che questo sia il vero obiettivo, visto dai miei occhi ingenui.

Ci hanno provato e ci stanno provando in tanti, ma sembra che nel breve i tentativi di scalfire lo strapotere Samsung e la posizione (fino a ora) solida di Apple siano impresa velleitaria.

Android come grimaldello

Dell’acquisizione non fanno parte solo i Lumia con Windows Phone, ma anche gli Asha e i dispositivi della famiglia X, che dietro le piastrelline colorate simil-Windows 8 (fragile, o solido? ponte verso l’interfaccia utente della Casa) nascondono niente meno che… Android!

Varie recensioni ne sottolineano le basse prestazioni: ma questa sembra proprio l’intenzione, considerata la fascia di costo in cui si collocano. La versione di Android è un po’ datata, ma forse è necessario per funzionare su un equipaggiamento hardware ugualmente superato.

Non ci sono Google app dietro questa iniziativa. La famiglia X esce, nelle sue varie versioni, con precaricati le mappe HERE e l’app store di Nokia e poi OneDrive, Skype, Bing e Outlook di Microsoft. Il mio sguardo comincia a perdere di fuoco, a focalizzarsi su una nuova domanda che forse a Redmond si pongono così:

È più importante che gli utenti passino attraverso l’ennesima versione di Windows Phone, pronipote dei vari Windows Mobile dal parto travagliato, o vengano accompagnati in un ecosistema di servizi?

Semmai le vendite di questi apparecchi basic dovessero andare a scapito della fascia alta (ma io non ci credo), quella forse sarebbe più una preoccupazione di un produttore di telefonini che non della galassia Microsoft, concentrata piuttosto sull’introdurre alle proprie piattaforme (software e cloud) nuovi utenti, affluenti dagli immensi mercati emergenti.

La pigrizia degli utenti non-geek farà il resto per tenerli agganciati a questo mondo di servizi. Se ricordate da dove è partito Google, ricordate che non c’era hardware nell’offerta iniziale di Android. L’hardware non è centrale ma funzionale all’obiettivo e il concorrente nel mirino non è un costruttore puro (sostanzialmente) come Samsung.

Sono invece le piattaforme, gli ecosistemi di Google e Apple che stanno continuando ad acquisire nuovi utenti fedeli a scapito del precedente monopolista. Che cosa poteva fare costui per correre ai ripari? Cambiare musica cambiando strategia. Forse pure la suoneria per antonomasia.

Stay (Microsoft) Tuned!

Aggiornamento: Uno dei brand più forti della storia piallato in pochi mesi… quod erat demonstrandum. Good night… and good luck!




Massimo Cassamagnaga (@Bluemax_), 20+ anni da manager in diverse multinazionali di consulenza informatica, a partire dalle esigenze di business e dalla ridefinizione di processi e organizzazioni. Da anni si diverte con soluzioni di business e di edutainment nel mondo mobile e consulenze organizzative e IT. Lettore instancabile e vorace, viaggiatore, ama la conoscenza in tutte le sue forme. Twitta di vino, libri, cultura, digital + mobile business.

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Un commento

  1. Si aprono le finestre | Apogeonline

    [...] presa di coscienza l’avevamo riconosciuta nella decisione di equipaggiare una linea di smartphone con Android. Il cambio di direzione è [...]

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