Cronache di migrazioni, dalla Baviera

Riviste e municipalità che non sono comuni

di

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12

mag

2014

Altri dettagli e testimonianze su come una grande municipalità tedesca è diventata un avamposto del software libero.

Vale la pena di tornare sei mesi dopo sulle tracce del passaggio di Monaco di Baviera al software libero, per via di un articolo dedicato alla vicenda da Linux Voice, che aggiunge alla vicenda particolari e approfondimenti inediti.

Linux Voice è una rivista creata a supporto della comunità del software libero, che devolve metà dei suoi proventi alla causa del FLOSS e dopo la pubblicazione iniziale libera i propri contenuti tramite una licenza Creative Commons. Questo articolo è presente sul numero due della testata, datato maggio 2014.

Gli autori hanno intervistato Peter Hofmann, il principale protagonista della migrazione di quindicimila dipendenti pubblici della città bavarese da Windows a LiMux, una versione appositamente personalizzata di Debian (successivamente Kubuntu). Migrazione che ha richiesto un decennio ed è iniziata nel 2001, quando certamente l’open source non aveva il seguito e l’autorevolezza attuali. Ciononostante Hofmann e compagni si chiesero se esistessero alternative alla dipendenza da Microsoft e la risposta, dopo avere valutato varie alternative ibride, fu che la scelta vera stava tra la soluzione Microsoft e quella libera, anche sfidando qualche luogo comune:

Se avessimo considerato primariamente il lato finanziario, avrebbe vinto l’alternativa puramente Microsoft; se l’enfasi fosse stata posta sul lato strategico, l’alternativa open source avrebbe prevalso.

Esattamente: i costi di una migrazione prevista su cinque anni, in termini di personale addetto, supporto tecnico, formazione eccetera sono considerevoli. Ma i calcoli non possono solo essere quelli monetari e ci si pose per esempio il problema della privacy, di quanti e quali programmi Microsoft chiamassero casa, trasmettessero dati sull’utenza, senza avvisare. L’incertezza sul livello di fiducia che si poteva riporre in Windows e Office fu determinante.

La vicenda fece volare a Monaco addirittura l’allora amministratore delegato di Microsoft Steve Ballmer, al quale il sindaco di Monaco temeva di non poter sottoporre argomenti abbastanza raffinati, per la non sua perfetta padronanza dell’inglese. L’interprete gli consigliò di affidarsi a una frase semplice: che cosa potete offrire ancora?, sufficiente a fare rientrare Ballmer a mani vuote.

Per quest’anno a Monaco è prevista una nuova versione di LiMux Client, basata su Kubuntu 12.04, versione LTS (Long-Term Support, supporto a lungo termine) indicata per un ente pubblico, come ha scritto Simone Aliprandi. L’articolo merita la lettura integrale e nota molte altre cose, compreso il fatto che al momento il successo di Monaco non si è propagato ad altre grandi città europee.

Noto in aggiunta che una rivista dedicata al software libero anche nella ripartizione dei profitti è una bella notizia, che merita pubblicità e supporto. Auspicando di vedere qualche Monaco in più nella nostra pubblica amministrazione.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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