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Il pollice di gradimento

APPrezzabili. Però

di

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09

apr

2014

Per fare entrare un sito dentro una manciata di pollici di schermo su uno smartphone, vale la regola dei tre secondi.

Un euro per ogni persona cui ho spiegato (con alterne fortune) che è fallimentare incastrare a martellate un sito web in un’app e saremmo a fumare sigari e bere rhum ai Caraibi sul nostro yacht Thanks, dumbs!, caro @misterakko.

L’articolo Appocalisse ha una bella fettona di ragione e intendo prendere spunto da esso per ragionare in logica positiva.

Non devo certo vendere l’utilità di app che usate e ab-usate ogni giorno (WhatsApp? Twitter? Instagram? le mappe? l’e-mail? il meteo? e via interrogando…) ma già da quelle capite la chiave del successo – se non economico – e della gioia d’uso da parte degli utenti.

Per realizzare un’app utile al pubblico devo pensare mobile!

Non porto il sito delle ferrovie o di una compagnia aerea su uno schermo da quattro pollici, ma creo una struttura apposta, pensando alle dimensioni, alle modalità d’interazione tipiche e naturali del dispositivo, alle informazioni che voglio avere sempre pronte in tasca.

E la User Experience (UX) è diversa se sto usando uno smartphone col solo pollice o un tablet in multitouch.

Col pollicione voglio cercare gli orari, vedere quanto ritardo porta il mezzo (country dependent! :-D), eventuali news importanti per il mio viaggio (scioperi, blocchi eccetera). Basta. Full stop. Non devo stupire! Devo servire, informare.

Ma anche per le app più creative. Prendiamo per esempio quelle per aggiungere qualche effetto alle foto? Un solo dito, quattro tocchi, bella e chiara preview, facile cancellare l’effetto. Save, send, social. Fine.

Se poi sono uno sceriffo e amo la fotografia avrò la mia bella digitale e Photoshop o similia.

Cominciate a buttare via tutto quello che non si può raggiungere con pochi tap del pollice e che richiedebbero più di tre secondi di lettura. Il primo passo per pensare mobile, but one giant leap for mankind, un grande passo per l’umanità.

Mi sta venendo voglia di scrivere un libro… Lo Zen e lo sviluppo delle app che si lasciano usare

Ho volutamente glissato sull’immenso e fantastico mondo del gaming, per stavolta, per rimanere sul mondo delle app utili. Ma non ve la caverete per sempre.




Massimo Cassamagnaga (@Bluemax_), 20+ anni da manager in diverse multinazionali di consulenza informatica, a partire dalle esigenze di business e dalla ridefinizione di processi e organizzazioni. Da anni si diverte con soluzioni di business e di edutainment nel mondo mobile e consulenze organizzative e IT. Lettore instancabile e vorace, viaggiatore, ama la conoscenza in tutte le sue forme. Twitta di vino, libri, cultura, digital + mobile business.

In Rete: it.linkedin.com/in/massimocassamagnaga

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Un commento

  1. In cerca di successo | Apogeonline

    [...] Se sapessi davvero con certezza come si fa a inventare (fondamentale!) e poi sviluppare un’app di successo, non sarei qui a scriverne; starei piuttosto leggendo Apogeonline, questa volta dalla mia villa, sempre ai Caraibi. [...]

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