17 Commenti

L'enciclopedia senza semi

Wikipedia al mandarino

di

thumbnail

08

apr

2014

C’era una volta la stampa informatica in edicola. Avrebbe valore enciclopedico. Chi ne validerà le voci?

Prima di Internet, le notizie informatiche arrivavano attraverso i mensili specializzati: in America Byte, in Italia Bit, che fu una delle voci più autorevoli nel settore. Solo di recente è apparsa su Wikipedia la voce relativa.

In cima alla pagina appare il commento di uno dei mandarini che amministrano l’enciclopedia sedicente libera nel nostro Paese: solo una fonte in nota: un po’ poco.

Avendo lavorato nella redazione di Bit da ragazzino, ho ricevuto giorni fa una email da un caro amico, anch’egli protagonista – in tono maggiore – di quell’avventura editoriale:

Ho notato che è apparsa questa scheda in Wikipedia. Mi piacerebbe correggerla e ampliarla adeguatamente. Cheddici, mettiamo giù qualcosa, creiamo scansioni delle copertine più significative, scriviamo di editoriali, Bitest e di altro? Coinvolgiamo anche qualcun altro e arriviamo a una definizione comune della storia?

Lo farei estremamente volentieri, solo che ho davanti il commento: servono fonti. La mia memoria degli eventi è viva; saprei disporre le scrivanie e attribuirle ai rispettivi occupanti, elencare collaboratori e articoli. Ho i contatti dei collaboratori e tutto sarebbe un gran divertimento. È che per il mandarino tutto questo vale zero.

Dovremmo aprire un blog, scrivere tutto lì e poi citarlo come fonte su Wikipedia. Funziona alla grande. Mentre chiunque potrebbe denunciare come falsa la scansione di una copertina originale presa dagli scatoloni in cantina, ahimé fuori dal web che tutto certifica e convalida.

Spero che chi altri ha vissuto l’esperienza di Bit la pensi diversamente da me e si dedichi all’impresa. Ha certamente valore enciclopedico, forse non all’altezza del torneo di doppio femminile a Zagabria nel 2011, però il bello del digitale è proprio avere spazio per tutti.

Per parte mia non ho voglia di confrontarmi con il mandarino e la sua idea di Wikipedia: una spremuta di cultura da cui escludere con puntigna (tigna e puntiglio) i semi.

Aggiornamento del 4 novembre 2015: la pagina su Bit in Wikipedia è stata eliminata.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

Letto 5.054 volte | Tag: , ,

17 commenti

  1. pequod

    Ciao Lucio,
    sono Pequod, un anonimo utente di wp.

    Ho letto questo articolo e ho letto gli articoli a cui rinvia. Mi permetto un commento nello specifico e in generale. Premessa generale: criticare è una funzione importante dei nostri intelletti, ma è importante che le critiche siano ben aderenti ai problemi che cercano di emendare. Nei tuoi articoli noto un approccio secondo me pregiudiziale (in negativo). Secondo me è perfettamente legittimo avere un approccio complessivamente negativo su qualcosa e non voglio mettere in discussione i tuoi pregiudizi: i pregiudizi sono anche condizione dei giudizi. Avere pregiudizi è come avere una bussola. Cercare di non averne è generoso, credere di non averne affatto è velleitario. Su Wikipedia (velleitariamente) credo di non avere troppi pregiudizi, perché vi collaboro da diversi anni. Ci sono tanti punti critici, ma troppo spesso in rete vedo critiche abbastanza pasticcione e non capisco a chi possano far del bene.

    Detto ciò, nelle tue critiche mi sembri che mescoli cose che senza diretto rapporto l’una con l’altra, come per fare corpo. Per esempio, alla fine di “L’enciclopedia entropica” butti lì il riferimento al numero esiguo di utenti donne. Che c’entra con lo scandalo Bamkin? Diciamocelo: nulla.

    Ma stiamo a “Wikipedia al mandarino”.

    1) “uno dei mandarini che amministrano l’enciclopedia”. L’utente che ha inserito l’avviso è Erostrato1991 (https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bit_%28rivista%29&diff=65008394&oldid=64792800), il cui primo contributo a wp risale a febbraio 2014. Non è un amministratore. E anche lo fosse stato?

    2) l’avviso è infatti pienamente legittimo. Su wp cerchiamo di circostanziare le affermazioni, supportandole con fonti autorevoli. Riteniamo che questo sforzo (dai risultati ineguali) sia doveroso. O pensi che una wp migliori debba partire da una rinuncia alle fonti, per rivolgersi, in questo caso, alla memoria personale dei membri della redazione di Bit? E anche ammesso che questo sistema possa andare bene, come può la comunità essere sicura che chi la modifica anonimamente sia davvero un pezzo della redazione di Bit? Wp potrebbe solo riprendere informazioni già validate altrove. Se persone riconoscibili come autorevoli sull’argomento aprono un blog o creano altro genere di fonte valida, la solidità e sostenibilità dell’informazione è garantita. Perché scrivi “Funziona alla grande”?

    3) “per il mandarino tutto questo vale zero”: quali sono le tue fonti? Come lo sai? Scrivi “Per parte mia non ho voglia di confrontarmi con il mandarino e la sua idea di Wikipedia”, quindi forse semplicemente rifiuti il meccanismo naturale di wp, fatto di fonti e di collaborazione. Qual è la tua idea di wp? Erostrato1991 non merita un confronto perché ha il difetto di essere un wikipediano? Giusto per capire. Scrivi: “Non vorrei essere frainteso. Wikipedia è patrimonio dell’umanità e [...] stiamo tutti meglio ora che c’è”. Se è un patrimonio dell’umanità è anche perché funziona in un certo modo. La sua autorevolezza dipende dalle fonti terze che cerca di rielaborare, il suo funzionamento di fondo è la scommessa sulla saggezza della folla.

    4) “Solo di recente è apparsa su Wikipedia” la voce su Bit. Veramente esiste da quattro anni e mezzo. La prima versione: https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bit_%28rivista%29&oldid=26433917.

    5) Sì, su wp si scrive anche di tennis. E allora?

    Ti ho scritto perché penso che wp meriti e abbia bisogno di critiche: è quindi importante che chi la critica lo faccia con attenzione o diventa un esercizio di feci e ventilatore. Non ti scrivo quindi per far polemica e spero che accetti il confronto, anche – perché no – per aiutare Bit ad avere lo spazio che merita su wp, per il bene dei lettori. Che è quanto ci interessa.

    Un saluto e grazie per lo spazio eventualmente concesso.
    pequod

  2. Lucio Bragagnolo

    Ciao Pequod,
    questo spazio di commento non è adatto a dissertazioni lunghe e neppure è mio feudo personale, per cui devo attenermi a una certa sintesi. Se non sarò esaustivo ti invito a contattarmi anche per posta se credi. Intanto grazie per il tuo messaggio.

    Parto quasi dal fondo: non definirei quattro righe buttate in sandbox una pagina. Per semplicità ammetto di essermi comunque sbagliato sulla data della pagina di Bit.

    In sintesi: la critica a Wikipedia è ben diversa dalla critica ai wikipediani. L’istituzione Wikipedia è un patrimonio dell’umanità e lo ribadisco. Anche a Pompei tuttavia c’è gente che si comporta come a casa propria senza rispetto per il luogo e per gli altri. Che questi siano pochi è una nota positiva, la quale però non giustifica la tolleranza nei loro confronti.

    Sull’autorevolezza delle fonti ho voluto lanciare una provocazione: come si fa a dire che le copertine che tengo in cantina sono vere? Chi, dentro il gruppetto autonominato, può veramente decidere che io sono una fonte autorevole su Bit? La risposta temo sia nessuno. Se invece io le avessi buttate su un sito, sarebbero una fonte, che qualche wikipediano privo di qualsiasi nozione su Bit passerebbe senza problemi. A titolo personale mi riservo di rifiutare questa assurdità che è lampante sul piano logico. Che Wikipedia contenga numerose falsità fatte passare per vere perché le ha scritte un giornale di parte è situazione quotidiana.

    Conosco la persona che goliardicamente ha attribuito su Wikipedia al generale Mac Mahon la paternità della maionese. Quello scherzo è rimasto sulla pagina abbastanza a lungo. Fosse entrata nel giro degli amministratori autonominati di Wikipedia, probabilmente sarebbe ancora lì.

    La parola chiave è autonominato. Io rappresento me stesso e rispondo di quello che scrivo. Tu fai cose su Wikipedia di cui non rendi conto a nessuno e nessuno, oltre che te, ti ha scelto per lavorare su Wikipedia. Non offenderti, ma quando gioco a calcetto mi metto in porta, perché mi piace. Questo non fa di me un portiere e gli altri mi lasciano lì non perché sono un bravo portiere, ma perché a loro stare in porta non piace.

  3. pequod

    Ciao Lucio e grazie per la risposta.

    Piccola precisazione: quella che ho linkato è solo la prima versione e non è una sandbox: il template:sandbox era stato messo erroneamente dall’ip che ha creato la voce, ma era una voce a tutti gli effetti. Ti ho mostrato la prima versione, ma già tre mesi dopo era giunta quasi alle dimensioni attuali. Ma questo è un dettaglio.

    Sul problema delle fonti, non vedo la connessione tra il fatto (vero) che da certi giornali vengano impropriamente cavati dati e il fatto che wp abbia in generale bisogno di fonti. Il primo punto ci dice che i giornali spesso sono fonti inadeguate. Il secondo verte su una questione complessa, sulla quale è certo giusto avere buonsenso. Se ho in mano un numero di Bit mettiamo del 1999 e sulla voce sta scritto che chiuse nel 1998, direi che intervenire non è una “ricerca originale”. In ogni caso questo è un tema interessante, a cui è buona cosa che tutti coloro che guardano con affetto a wp possano partecipare. Non mi sembra insomma il caso di dare addosso a un volontario che ha fatto una cosa normalissima, cioè indicare che una voce senza fonti è… senza fonti.

    Scusa se mi diffondo qui, ma non mi sembra male intrattenere un dialogo a piè del tuo articolo, però ovviamente se non va bene dimmelo. Scrivo allora quattro cose veloci su comunità e amministratori:

    1) gli amministratori sono eletti dalla comunità, l’elettorato attivo, per intenderci, deve avere certi requisiti… insomma, non sono autonominati.

    2) sembra però che tu estenda il concetto di “autonominato” a tutti gli utenti di wp in genere. È vero, uno sceglie di partecipare e si autonomina “enciclopedista”. Scusami, non capisco che problema c’è in questo. Il patrimonio dell’umanità è stato creato appunto da tutti coloro (registrati o meno) che si sono autonominati “volontari”.

    3) gli amministratori sono più di 100. Difficile pensare che siano un “giro”. Penso sia importante entrare nel merito delle questioni, imputando specifici errori a specifici utenti. Sennò si fa il proverbiale di tutta l’erba un fascio.

    Grazie ancora per lo spazio e fammi sapere per il prosieguo di questa comunicazione che spero possa essere per entrambi e per chi legge utile e costruttiva. Ciao! :)

  4. Lucio Bragagnolo

    Il problema non è dare addosso al volontario, per quello che ne so potrebbe essere il massimo esperto di Bit al mondo. E ha ragione, una fonte sola è troppo poco. Il problema che ponevo è un altro: quelli che hanno lavorato, collaborato, prodotto, finanziato, collezionato Bit non sono una fonte valida. Tu dirai, chi si fida, potrebbero millantare, inventare, la memoria fa brutti scherzi, poi magari hanno cattive intenzioni.

    Nel frattempo scrive Luca Sofri sul suo blog:

    Quando è morto il grande storico francese Jacques Le Goff, martedì scorso, diversi siti di giornali hanno scritto che tra le altre cose illustri della sua carriera, aveva collaborato alla scrittura di un romanzo fantasy che aveva ispirato la serie televisiva “Il trono di spade”. La notizia era del tutto falsa, l’aveva scritta qualcuno per scherzo sulla pagina italiana di Wikipedia dedicata a Le Goff, e molti siti l’avevano ripresa da lì senza verificarne il fondamento.

    Tu dici, colpa dei giornali che dovevano verificare. Certo. Io aggiungo: colpa anche di Wikipedia, perché i giornali hanno scritto acriticamente una sciocchezza, ma non l’hanno inventata; Wikipedia l’ha inventata e l’ha diffusa. Dirai, non è colpa degli amministratori. Non saprei: succedesse su questo sito, mezz’ora dopo ci sarebbe un responsabile dell’accaduto che dovrebbe rendere conto. Wikipedia è l’enciclopedia senza responsabilità.

    Risultato: un testimone di prima mano non può scrivere su Wikipedia; un burlone sì.

    Sulla dialettica elettorale di Wikipedia non sono preparato. Mi limito a constatare che nella pagina Amministratori/Elezioni compaiono oggi due candidati, che diventeranno amministratori con una maggioranza a favore dell’80 percento su un quorum di 61 voti. Una votazione ha poco più di sessanta voti, una poco meno. Questo è un giro di pochi per pochi. Indovino giusto se suppongo che molti dei votanti siano a loro volta amministratori?

    Ciao e grazie!

  5. pequod

    Ciao di nuovo. No, io sono certo che gli ex membri della redazione di Bit hanno intenti perfettamente costruttivi. Il problema che ponevo è che nel momento in cui si registra su wp l’utente “Tizio Caioskij” e afferma di essere un ex redattore di Bit noi non abbiamo nessuno strumento per verificarlo. È dunque politica di wp prescindere da questo genere di affermazioni. Questa scelta è anche nell’interesse di Bit. Il caso recente di Philip Roth ha avuto questo stesso sapore: un ip dichiara “I am his biographer”. Chiunque potrebbe farlo, ma la gente si è stupita che la comunità di wp abbia scelto di prescindere da questa affermazione non verificabile. E i giornalisti si sono lanciati in facili critiche a wp (dico “facili” perché per i giornalisti è relativamente facile operare ricostruzioni fantasiose: ad esempio Pomella sul Fatto ha scritto un sacco di cose sbagliate, a maggior gloria di chi? vedi http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/cara-wikipedia-sono-philip-roth/347661/ ).

    Sul caso di Le Goff. La sciocchezza sarebbe stata inventata da wp. Mah. Più correttamente va detto che è stata inventata da un anonimo che ha voluto fare uno scherzo: il vandalismo è sopravvissuto poco più di due ore. (vedi: https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Jacques_Le_Goff&diff=65087776&oldid=65085161). apogeonline non è liberamente modificabile da chiunque: immagino dobbiate moderare i commenti… Wp funziona in un altro modo. È certamente legittimo rifiutare questo sistema: basta non dire che è “un patrimonio dell’umanità”, perché questo è un approccio strabico. Non puoi guardare con un occhio alle buone voci e con l’altro ai vandalismi: appartengono alla stessa idea. Neppure è troppo vero che wp sia “senza responsabilità”. Non ha un comitato editoriale, non una redazione, ma la singola persona che modifica una pagina è responsabile in prima persona. Se ci sono rilievi penali, un responsabile è individuabile. Per questo è sbagliato dire che “wp ha inventato una sciocchezza”. “wp non ha responsabilità” nel senso che non ha una redazione o un editore responsabile. Responsabili sono le singole persone: quindi a “inventare” sono singole persone. Un testimone di prima mano e un burlone possono scrivere entrambi su wp: in un tempo x i contributi di entrambi verranno annullati. Il tuo “risultato” semplicemente non è autentico: non funziona come dici. Peraltro escludi che siano i giornalisti a inventare. Perché? Chi ti dice che non siano gli stessi giornalisti a modificare (vandalizzare) le pagine di wp per poi scriverci sopra una non-notizia? Un panorama del genere non è improbabile, stando alla leggerezza con cui i giornali fanno riferimento a wp (o ad altre fonti, come accennato da Sofri). Per chiudere sul tema “responsabilità”: esiste su wp una responsabilità individuale (se vandalizzi o commetti reati) e una responsabilità diffusa, per cui tutti sono in condizioni in qualsiasi momento di scegliere cosa fare di questo “bagno pubblico”, se curarlo o se sporcarlo. E gli amministratori hanno strumenti supplementari per evitare che i vandali prendano il sopravvento.

    Sulla dialettica elettorale: un giro di pochi per pochi. Sì, purtroppo i contributori attivi o molto attivi su it.wiki sono pochi. Questo è motivo di dispiacere, ma non credo di scandalo. Se gli amministratori fossero eletti da una minuta schiera a fronte di milioni di utenti attivi, allora sì che sarebbe strano. Siamo invece pochi. Non siamo gelosi della nostra “posizione”: speriamo di essere subissati da nuovi contributori volontari.

    Una stima mia a spanne: gli utenti attivi, il nucleo del progetto, assommerà a circa 500 persone. Gli amministratori sono circa 110, di cui sensibilmente attivi (con un edit “amministrativo” al giorno di media) solo meno della metà. (Naturalmente si possono scegliere altri modi per leggere queste statistiche, attribuendo all’aggettivo “attivo” altri numeri). Sì, molti dei votanti sono amministratori, ma è importante comprendere che gli amministratori non sono al di sopra della legge o del consenso necessario per fare delle scelte. Il punto è che sono i soli a poter fare certe operazioni tecniche, ma sono anche – per il resto – utenti normali e si distribuiscono liberamente tra i favorevoli e i contrari di fronte ad una nuova candidatura. Anche qui, ripeto, non penso che sia “doveroso” dire “wp è meravigliosa”. È del tutto legittimo dire “wp fa schifo”, “la detesto” o “non mi piace perché…”. Io per primo, che vi partecipo attivamente, trovo che dire “patrimonio dell’umanità” sia solo uno spunto retorico, e ciò per una ragione fondamentale: è un progetto giovane (poco più di 10 anni) e, almeno nel caso di it.wiki, che conosco meglio, ha tali margini di miglioramento che per parlare di “patrimonio” sarebbe saggio aspettare un po’ di tempo. Il suo funzionamento invece mi piace e lo trovo promettente, ma non esente da importanti aporie, una per tutte il rapporto tra la comunità dei volontari (sostanzialmente anonimi) e la fondazione americana che raccoglie le donazioni.

    Nel complesso, esistono enciclopedie come sapere.it o treccani.it, da un lato, e wikipedia.org, dall’altro. Hanno caratteristiche diverse: io sono contento che esistano entrambe, ma mi rendo ben conto che per dare addosso liberamente a deagostini o a treccani ci vuole un certo coraggio, che con wp serve meno. ;-)

  6. Lucio Bragagnolo

    Che coraggio ci vuole a parlare della Treccani? Lo abbiamo già fatto. Quando parlo nelle scuole spiego che in aula Wikipedia va scritta invece che copiaincollata, come fortunatamente qualcuno capisce.

    Proprio per evitare che si prenda come valida una iniziativa dove un giornalista potrebbe scrivere una falsità dentro una voce per avere una non-notizia da sfruttare, falsità che rimane per ben due ore a diffondere ignoranza. Problemi per l’autore dello scherzo? Nessuno. L’enciclopedia senza responsabilità, amministrata in modo autoreferenziale da una quantità di votanti e voti a livello di bocciofila.

    Patrimonio dell’umanità non è spunto retorico, perché la nozione non è per forza positiva. Il Colosseo è patrimonio dell’umanità anche se è stato usato per uccidere migliaia di persone. Oggi ha un valore storico inestimabile; peccato che sia pattugliato da finti centurioni che si autonominano guide e attrazioni turistiche a uso dei turisti più sprovveduti.

    Il problema che ponevo è che nel momento in cui si registra su wp l’utente “Tizio Caioskij” e afferma di essere un ex redattore di Bit noi non abbiamo nessuno strumento per verificarlo.

    Se quanto sopra sembra normale per un’entità sedicente enciclopedica, che poi pretende di valutare autorevolmente l’enciclopedicità delle proprie voci, è chiaro che la logica non è ancora morta, ma non si sente tanto bene.

  7. pequod

    Il mio riferimento a Treccani era relativo ad eventuali contestazioni nel merito dei testi, rilevando cioè imprecisioni (mettiamo, in una voce di chimica). Invece per dare addosso a wp virtualmente è sufficiente vandalizzare una pagina o inventarsi un poeta e poi criticare, dichiarandosi o meno l’autore dello scherzo. Oppure, dire più genericamente che wp è “inaffidabile” (in Italia non va bene la versione in italiano e si magnifica inopinatamente la versione in inglese).

    Mi fa piacere che tu inviti a scrivere wp. Essere una bocciofila non è una colpa. Io contribuisco in buonafede (e non solo io, ma la maggioranza degli utenti che vedo all’opera da anni), sono stato amministratore per un anno e mezzo, cercando anche in questa forma di dare il mio contributo. Cerco solo di trasmetterti la frustrazione di chi offre il proprio tempo per donare sapere libero e sente vituperato con una certa leggerezza il progetto a cui partecipa. Come ti ho scritto, la responsabilità dei danni è individuale: wp, come hai giustamente intuito, è un organismo senza testa, ma non è organizzata per promuovere l’irresponsabilità culturale e scientifica. Oltre a scrivere, la comunità si occupa (anche attraverso strumenti appositi affidati agli amministratori) di combattere chiunque maltratti l’enciclopedia e quindi, indirettamente (ma non tanto indirettamente), chi la legge. Siamo una bocciofila? Non ce ne facciamo un vanto, ma non vedo dove stia la colpa. La quantità servirebbe per migliorare il servizio *volontario* che facciamo alla comunità, talvolta ingrata e spesso ignara: non serve per conquistare il mondo o una preminenza intellettuale o, peggio, preminenza di un punto di vista contro gli altri. Scusami, ma dal merito dei tuoi appunti sembra che, a prescindere da cosa facciamo in concreto, se fossimo dieci volte quelli che siamo per te andrebbe bene!

    Su “patrimonio dell’umanità” allargo le braccia. Il Colosseo non è un patrimonio dell’umanità *perché* vi si organizzavano naumachie e neppure *nonostante* ciò. E poi, scusami ancora, è ben chiaro che non possiamo giocare con le parole. Avevi scritto che è un patrimonio dell’umanità, ma che anche a Pompei qualcuno si comportava male. Allora bisogna essere chiari: forse per te wp è un patrimonio dell’umanità “in negativo”, ma questo non è il significato primario di “patrimonio”: è un significato molto tuo, alquanto personale e un po’ cervellotico. Nessuno guarda alla collezione di cappelli di Hitler come a un “patrimonio dell’umanità”. Reciprocamente, Castel del Monte o il centro storico di Firenze sono patrimoni dell’umanità UNESCO e a questi fini non importa se in questi luoghi qualcuno ha preso a scoppole un bambino o un altro vi è stato torturato. Allora, non giochiamo con le parole: se uno vuole dire che wp gli fa schifo, dica che gli fa schifo, non dica che è “un patrimonio dell’umanità”, perché questo è un modo evidentemente obliquo di porre la cosa. E se fa schifo, perché invitare i ragazzi a parteciparvi?

    Su Caioskij: se vuoi parlare di logica, dovresti esplicitare dove manca la logica. Francamente non capisco. O, in questi tempi di “logica magra”, enciclopedia significa “servizi segreti”? Puoi spiegarmi cosa trovi di incongruo nel passaggio che citi?

    Io voglio solo aiutarti a capire – mia somma pretesa di cui ti prego di scusarmi – che è ingenuo e sostanzialmente sbagliato comporre frasi con “Wikipedia” per soggetto: Wikipedia ha detto, Wikipedia ha fatto, Wikipedia pretende di… sono frasi senza senso. Wp è infatti il *prodotto* di una comunità estremamente permeabile di volontari (comunità composta da coloro che volontariamente contribuiscono, da coloro che volontariamente danneggiano, da coloro che ne testano la tenuta per dire agli amici che il vandalismo prodotto ha avuto una durata record). Si può parlare invece di wp come “oggetto”, analizzandone la qualità in sincronia o in diacronia, oppure – cosa ancora più importante – cercando di valutare la sua idea di fondo, magari per dire che “un’enciclopedia creata dal basso non va bene perché…”. La stessa parola “enciclopedia” non ha niente di enfatico: è solo la ragione sociale di questo progetto. Vogliamo fare un’enciclopedia. Vogliamo che abbia caratteristiche specifiche: aggiornamento veloce, riutilizzabilità secondo la licenza CC-BY-SA, punto di vista neutrale, modificabile da tutti. Evidentemente per te questa non è una buona idea, ad esempio perché determina il rischio che una persona venga “defunta” per un paio d’ore. Trovo che questo punto di vista sia assolutamente legittimo e lo rispetto con la massima serietà. Ed è appunto per questo che pretendo che chi critica wp lo faccia su basi fattuali. Non intendevo quindi mettere in discussione il tuo coraggio o quello di apogeonline: mi riferivo all’atteggiamento medio dei blogger e delle testate sulla rete, spesso accompagnato da encomi altrettanto generici. Sostengo invece, nel mio piccolo, critiche e apprezzamenti informati, realistici e costruttivi. Darci della bocciofila o dare ad un utente del mandarino, dicendo che è un amministratore (una colpa grave…) quando non lo è… scrivere che la logica “non si sente tanto bene”… Sopporto, sopporteremo, ma è lecito sperare in qualcosa di meglio.

  8. Lucio Bragagnolo

    Wikipedia per me è una bellissima idea, coraggiosa e rivoluzionaria. Un patrimonio. Poi ci sono cose che non funzionano. Per esempio, come hai detto tu un testimone di prima mano e un burlone sono equiparati. Il suo sistema di autogoverno è intrinsecamente misogino, ristretto, chiuso, farraginoso e autoreferenziale. Invito gli studenti a partecipare su Wikipedia perché il mio sogno è che il numero di collaboratori esploda. Così smetterà di essere autoreferenziale e governata da mandarini com’è ora. Magari le votazioni semiclandestine sulle pagine non finiranno con punteggi da partita di calcetto, ma almeno da partita di basket.

    La bocciofila in sé non è una colpa, ma dov’è l’autorevolezza? L’amministratore di Wikipedia può essere in teoria un ignorante globale degli argomenti dei quali sentenzia l’enciclopedicità. L’amministratore di Wikipedia teoricamente inabile al compito ma tanto amico degli altri amministratori, in numero sufficiente, conserva il suo ruolo. Responsabilità, dall’amministratore all’ultimo degli anonimi, su Wikipedia è una parola completamente vuota. L’enciclopedia senza responsabilità. Chi giudica l’operato degli amministratori? Gli amministratori. Sì, se gli amministratori fossero dieci volte gli attuali, ci sarebbe meno arbitrio.

    Se non ci sono i mezzi per distinguere la validità di una fonte su una voce, per logica non si dovrebbe avere l’autorità di giudicare in merito a quella voce. Se non so distinguere carne di canguro da carne di struzzo, con che faccia decido se un piatto australiano è cucinato o meno secondo le regole? Perché è il ristorante dove faccio il volontario?

  9. pequod

    Grazie mille, mi sembra che ci capiamo di più e che il nostro colloquio si è chiarito e si è fatto più interessante per entrambi. :-)

    Al solito cerco di commentare i tuoi punti.

    Non direi che il testimone di prima mano sia equiparato al burlone. Non accettiamo testimonianze di prima mano per ragioni collegate alla costitutiva debolezza della nostra posizione di contributori. Siamo solo volontari, ognuno con un suo diverso retroterra culturale e una diversa istruzione. È importante che le fonti che usiamo siano “buone, quelle giuste” (non entro di più nello specifico). Qualcuno ha detto: siamo passacarte. Una testimonianza di prima mano la dovremmo valutare in prima persona. (E con “noi” intendo chiunque voglia partecipare, perché la comunità non è chiusa, semmai è selettiva secondo termini che possono essere discussi, che sono concordati e condivisi in rete, che non mi sembrano incongrui, irrazionali o addirittura disonesti). Nel merito di Bit, si tratta di una pubblicazione registrata, quindi possiamo ben sperare di arrivare ad una soluzione soddisfacente, ma in generale il rifiuto per le testimonianze di prima mano va riferito alla solidità delle informazioni che riportiamo: wp – ma lo stesso si può dire delle altre enciclopedie – non è esattamente il luogo dove pubblicare paper o rivelare nuovi dati sperimentali. E mi sembra ragionevole. In gergo parliamo di “ricerche originali”. Se vuoi approfondire (non so se conosci già il punto), la pagina è https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Niente_ricerche_originali. Possibilmente è un tema da sviluppare criticamente in un post dedicato. In ogni caso, ripeto, la questione riguarda Bit solo in relazione al punto “la memoria personale degli ex redattori”. I burloni vengono respinti per ragioni distintissime. A chi propone fonti di prima mano vengono rifiutati i contributi in questione, ma certo non vengono respinti negli stessi termini dei burloni, i quali vandalizzano. E comunque ogni singolo atteggiamento in cui puoi incappare è responsabilità del singolo volontario: i wikipediani non si conoscono reciprocamente (certo può capitare, ma in genere no), non sono “compagni di merende”, non si frequentano in grotte aspromontine.

    Sistema farraginoso? È un problema che ci poniamo anche noi. Provare a semplificarci l’esistenza fa parte dei contributi che offriamo al progetto. Anche qui, bisogna entrare nel merito specifico. Di norma risolviamo molto di più attraverso il confronto che attraverso le “regole”, quindi non direi che il sistema sia così esplosivamente farraginoso. Ci ispiriamo a https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Buon_senso e a https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Non_ci_sono_regole_fisse (il nostro quinto pilastro). Ti ricordo comunque che si tratta di una enciclopedia, con tutto l’apparato di questioni che un’opera del genere si porta dietro. Quindi una misura di complessità è fisiologica.

    Intrinsecamente misogino? Scusa, ma cosa vorrebbe dire?

    Ristretto? Chiuso? Mah, a me sembra che tu hai deciso di pensare così, la classica profezia “autotelica”, voglio dire, con la realizzazione incorporata. Tutti i wikipediani attivi oggi sono stati dei novelli ad un dato momento della loro vita. Per esempio io non ho avuto nessun problema, sono stato accolto bene, con gentilezza e disponibilità, e riservo lo stesso atteggiamento a tutti i nuovi. Poteva andarmi peggio, certo, ma sarebbe un errore guardare alla comunità dei wikipediani come ad un gruppo omogeneo, nel segno di wp.

    Autoreferenziale? Sarebbe? A me pare molto autoreferenziale la parola “autoreferenziale”, usata ormai a proposito di tutto. Sarà per la composizione neoclassica, che certamente dà un tono. Quando tutti gli studenti che avrai coinvolto faranno parte del progetto, quanto ti giochi che qualcun altro darà loro dei mandarini? :D

    Sul tema dell’enciclopedicità. Sicuramente è uno dei temi aporetici, perché liminale. Scusa i paroloni :-) però siamo là: cosa è enciclopedico? cosa no? Personalissimamente è uno dei problemi che meno mi appassiona di wp. Per me un’enciclopedia è fatta dagli argomenti “sicuramente enciclopedici”: Gengis Khan, Immanuel Kant, la tavola periodica, Pitagora, Napoleone, il Don Chisciotte, Miyazaki… i temi sicuramente enciclopedici costituiscono la sfida più importante per questa enciclopedia. Ti ho fatto solo qualche esempio per intenderci: come puoi ben immaginare, non si tratta di una porzione minuta dell’intero sapere (persino di un sapere “pop” come è quello wikipediano). Dov’è l’autorevolezza? Guarda, non ne vogliamo nessuna. Noi cerchiamo l’autorevolezza di fonti terze, cerchiamo *di proposito* di evitare di rifarci a opinioni personali, cerchiamo di costruire criteri, quando possibile, che servano a risolvere la generalità dei casi e non a liquidare casi specifici. Per es., per stabilire se un film è enciclopedico o una autoproduzione cui non dedicare spazio non ci mettiamo a dire “Mah, secondo me… ho studiato cinema… sono amico di…”. Ci rifacciamo alle fonti di settore. E stiamo molto bene così.

    Gli amministratori di Wikipedia non sentenziano sulla enciclopedicità degli argomenti. Sei male informato. Se ti interessa, approfondiamo, ma così a grandi linee l’enciclopedicità viene discussa da chiunque voglia (anche se non registrato). Ci basiamo sulle argomentazioni, non sulla decisione arbitraria di un amministratore, che per noi non è certo un superuomo. In genere si discute e si risolve, qualche volta si arriva a votare (un tempo si votava e basta). In qualche rarissimo caso, per particolarissime condizioni, un amministratore può scegliere di fare una scelta in capo alla propria responsabilità, ma comunque coerentemente al sistema. Non so dove hai letto che gli amministratori “sentenziano”: in genere si limitano ad *applicare* la decisione della comunità (un’operazione tecnica, non di merito).

    L’amministratore tanto amico di altri amministratori. Sì, è una vecchia storia quella della “cricca”. Il problema può certamente profilarsi: una comunità può subire la “cappa” di un gruppo amministratori che si eleva abusivamente a difensore di non-so-cosa, ma è il caso di comunità piccolissime, non certo di quella italiana, composta da centinaia di persone (senza contare l’infinità di contributi che provengono da IP anonimi, che costituiscono il grosso delle cose scritte su it.wiki). it.wiki è stata accusata di essere in mano ad un gruppo comunista o fascista, sionista o antisionista, complottista o anticomplottista… a seconda del Solone di turno.

    Detto ciò, anche io mi auguro che il gruppo degli utenti aumenti. Per ora che è relativamente piccolo, resta completamente indimostrato che a) in genere gli amministratori (e la comunità appresso a loro) faccia soprattutto cose sbagliate e b) che difendano questi errori in chiave di consorteria. A meno che uno non voglia supporre, come pure è stato fatto, che centinaia di persone italofone collaborino tra di loro attivamente per affermare la loro megaideologia rivoluzionaria (o conservatrice?): quale ideologia? Non è dato saperlo, ma l’accusa di “cricca” fa un sacco di effetto su un sacco di disinformati avversi a wp perché hanno un cugino che gli ha detto…

    “Se non ci sono i mezzi per distinguere la validità di una fonte su una voce…”. Ci sono eccome. Non funziona sempre, ma una cosa la sappiamo bene: ricordi e testimonianze di prima mano non ci interessano. Ancora non ho capito quale enciclopedia auspichi questo genere di procedura nella propria ricerca scientifica. La redazione di una Treccani, per dire, non si isola dalla comunità scientifica e cerca di sublimare un sapere consolidato. La particolarità dei wikipediani è che sono ancora più “pavidi”, nel senso che cercano di inventarsi il meno possibile, anzi virtualmente nulla, perché cercano di rifarsi solo a fonti certe e solide. Quindi, sì, quando potremo trovare informazioni affidabili su Bit *fuori* da wp, da parte di soggetti riconoscibili come autorevoli sul tema, avremo i mezzi per riportare quei dati. Ho paura che non ho spiegato bene il punto dell’IP che si spaccia per “ex redattore di Bit”. È semplice: domani un soggetto malevolo si sveglia, viene a scrivere su wp affermando di aver fatto parte della redazione di Bit, chiedendoci di fare conto sulla sua “memoria” e rovesciando su Bit le peggio nequizie *false* sul conto dei veri ex redattori. E noi dovremmo dire “grazie, meraviglioso!, non aspettavamo altro!”? La più elementare prudenza ci ha spinto ad altre scelte. La wp, bellissima idea, coraggiosa e rivoluzionaria, funziona così in tutte le lingue, non solo nella versione in italiano. Ovviamente basta un po’ di buonsenso per distinguere chi cerca solo di ingannare da chi, come nel caso di Bit, è in buonafede. Ma la politica deve restare la stessa o finiremmo nel sacco di malevoli particolarmente furbi. Ti prego di valutare con posatezza questa politica che hai avuto modo di bollare come “illogica”.

    Grazie ancora per lo spazio che mi concedi/concedete. Ti prego anche di perdonare le mie punzecchiature: ricorro solo ad un pizzico di enfasi, ma l’intento è meramente retorico: serve insomma solo a elaborare il discorso in termini più articolati. Non intendo attaccarti, insomma, né essere insolente. Nel caso lo sia stato, ti chiedo venia. Ciao! E buone vacanze! :-)

  10. Lucio Bragagnolo

    Wikipedia è l’enciclopedia scritta da maschi. Lo spiega il New York Times e Sue Gardner, che a Wikipedia ci lavora, offre le motivazioni. In queste si rintraccia tutto il resto: chiusura, ristrettezza, farraginosità eccetera.

    L’autoreferenzialità, se guardiamo l’organizzazione e non l’enciclopedia, è un fattore estremamente positivo, che quasi definirei il sesto pilastro: dà vita a una struttura relativista, inattaccabile, responsabile di niente e con mani libere su tutto. Non esistono regole fisse, appunto: si fa una regola ad hoc per ogni problema e questo permette di negare in modo assai efficiente il problema. Ma qui si va sul filosofico. Piuttosto:

    Gli amministratori di Wikipedia non sentenziano sulla enciclopedicità degli argomenti. Sei male informato.

    Ho discusso diverse volte con diversi amministratori. Sentenziano e come. Mi dirai che ho incontrato gli amministratori sbagliati. Regola ad hoc. :-)

    Esorto gli studenti a scrivere Wikipedia perché l’idea è formidabile e merita tanti, tanti, tanti amministratori fino al punto di non essere più misogina, ristretta e autoreferenziale. Se finiranno per chiamarli mandarini (che non è offensivo, o lo è meno del burocrati usato internamente) potrebbe essere che sono arrivati i peggiori, oppure che è il meccanismo a rovinarli. In entrambi i casi ci si potrebbe porre delle domande, ma non in Wikipedia, dove si stenderà una regola non siamo mandarini e tutto andrà avanti come prima.

  11. pequod

    Ciao di nuovo. Quindi le donne sono costitutivamente aperte, magnanime, coerenti. Mi scuserai, ma mi sembra un ragionamento un tantino schematico. Piuttosto rifletterei sulle redazioni delle enciclopedie cartacee e sul loro modo di selezione. Su Wikipedia conta il merito: di molti non si sa neppure il sesso. In ogni caso tu hai scritto che il sistema wp è “intrinsecamente misogino”, come se ci sia qualcosa di intrinsecamente misogino nella logica della contribuzione dal basso. È un pensiero oracolare che non potrei falsificare neanche volendo.

    Più pertinente mi sembra il tuo punto sul legame tra contribuzione *libera* dal basso. In un periodo di crisi dell’informazione, mi sembra che sia puro balsamo. Con i suoi rischi, certamente. Ritorna la logica del “bagno pubblico”. Trovarlo lindo e ordinato oppure sporco e trascurato. È la dinamica delle finestre rotte. A me sembra che ad oggi il sistema funzioni. Ci sono più finestre che finestre rotte. Il difetto fondamentale di un progetto simile – e qui cerco di accogliere la tua obiezione sulla “autoreferenzialità” – è che l’unico modo di intervenire è appunto partecipare: questa condizione è un po’ “tirannica”. Per quanto i wpediani si possano sforzare di tendere le orecchie alle critiche (di varia natura), operativamente è molto più fattivo entrare e fare. La tua visione della comunità odierna mi pare invece pienamente aneddotica: “ho discusso diverse volte con diversi amministratori”. Se per te anche Erostrato1991 era un amministratore, mi perdonerai, ma sono convinto che la tua è una visione aneddotica elevata a potenza e con dati di partenza abbastanza aleatori. Possiamo invece dire che un “non-wikipediano” (questa nuova categoria dell’essere :P ) percepisce chiunque incontri su wpedia come un “amministratore”: dunque qualunque utente un minimo navigato è percepito come “amministratore”. Ci sta. Una visione del genere aiuta anche a capire che non c’è tutta la distanza che si vuole dare a intendere tra un amministratore e un wikipediano non amministratore. Gli amministratori non hanno “pareri potenziati”: se argomentano male o se avanzano pareri “errati”, semplicemente la comunità fa altre scelte. Nessuno sente una deminutio perché non è amministratore.

    Gli “amministratori” che hai incontrato sentenziano? Be’, magari di te avranno pensato la stessa cosa. La Rete è piena di gente che ha avuto qualche sparuta esperienza negativa con qualche utente e ha deciso che la comunità di wp è brutta e cattiva: dall’aneddoto all’assoluto, e chiunque incontro è un “amministratore pistolero e stronzo”. Io che sto assiduamente su wp da 7 anni ti sorprenderò con un parere più compassato: come nella vita reale, gli stronzi ci sono, magari qualcuno pensa di me che sono uno stronzo, ma sia come sia gli stronzi (come nella vita reale) sono una minoranza episodica. Naturalmente fanno più chiasso della gente per bene (come nella vita reale), secondo la vecchia massima di Russell.

    “si fa una regola ad hoc per ogni problema e questo permette di negare in modo assai efficiente il problema.” Ci dipingi come una manica di villains, dediti a coltivare la loro malafede. Per questo è inevitabile che, quando tutti gli studenti che coinvolgi nel progetto saranno parte integrante di esso, anche loro, per mero contatto, diventeranno persone abituate a nascondersi dietro ad una regoletta. WP ammorba chi vi partecipa, è un laboratorio di disonestà intellettuale. Se è il meccanismo a rovinarli, allora l’idea non è tanto formidabile.

    Sai cosa succede, secondo me? L’ambiente è questo: un gruppo abbastanza vasto di persone che cercano di mettere su un’enciclopedia. Per questo esiste un’alta probabilità di imbattersi in supponenza e pedanteria. Capita anche che uno si svegli con la luna storta e che questo si rifletta nella sua interlocuzione. Capita anche di vedere alcuni utenti di esperienza recente che acquisiscono sicurezza, si gasano e aggrediscono nuovi arrivati (come a dire, la vertigine del comando, certo un netto fraintendimento della natura della comunità). Ma tutte le storture vanno addebitate ai singoli: sono i singoli che scaricano il loro peggio in un dato luogo di discussione dell’enciclopedia; magari sono gli stessi che in altre occasioni fanno qualcosa di buono o di grande (anche in termini di rapporti personali). Se vai invece dal singolo al complesso della cosa, al sistema, a me pare un’idea bella, come tu stesso dici, che spinge la gente a mettere insieme il meglio che hanno da dare, per inciso anche invitando ad una forma di relazione molto positiva (https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Presumi_la_buona_fede).

    “ci si potrebbe porre delle domande, ma non in Wikipedia”: e certo, quello è un pozzo di nefandezze… suvvia, ammettilo, hai un pregiudizio negativo su questa comunità. Se la conosci quanto conosci il progetto, direi che il tuo è un pre-giudizio. Ti ho già scritto che mi piacciono i pregiudizi, che sono in parte la condizione per giudicare (in senso kantiano), ma mi sembra che tu non voglia “contenerti” (nel senso di non giudicare cose che non conosci). E a tal proposito, mi permetto di farti notare che “burocrate” non è un “nome interno” per gli amministratori, ma un altro genere di figura. Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:B. Ma fare la recensione di un libro che si è letto veramente? No eh?

  12. Lucio Bragagnolo

    Ho citato un articolo di Sue Gardner di Wikipedia, sulle donne e Wikipedia. Mai scritto che gli amministratori sono chiamati burocrati, ma che l’organizzazione prevede una figura con quel nome. Se scrivo di avere parlato con amministratori significa che ho parlato con amministratori e non con Erostrato1991, con cui mai ho parlato. Tutto quello che scrivo viene parafrasato e trasformato in qualcosa che non ho affermato. I giudizi negativi che formulo sono frutto della mia esperienza. Scrivi tutte le storture vanno addebitate ai singoli. Wikipedia sarebbe quindi priva di storture. Nella mia modestissima opinione, qui cascherebbe l’asino. :-)

  13. pequod

    “Tutto quello che scrivo viene parafrasato e trasformato in qualcosa che non ho affermato”. Scusami, non era mia intenzione fraintenderti: parafrasarti sì, è normale quando si discute. Comunque, non voglio assillarti, semplicemente se Erostrato1991 è diventato “uno dei mandarini che amministrano l’enciclopedia”, mentre non è un amministratore, sorge il dubbio che per te chiunque agisca da “insider” non diventi per ciò stesso “amministratore”. La sensibilità che io volevo in qualche modo promuovere è quella per cui chiunque decida di occuparsi di wp la sta amministrando (si occupa, cioè, dei bagni pubblici). Molto spesso accade che le persone approcciano wp per occuparsi “della loro cosa”, del loro tema, e nel dibattito sull’enciclopedicità di detto tema nasce un diverbio e la generalizzazione (wp in italiano è afflitta da una comunità di antipatici mandarini, non come quella in bulgaro!, ah!, quelle sì che son brave persone, “quelli giusti”…).

    Burocrati. Ti cito: “[...] Wikipedia [...] merita tanti, tanti, tanti amministratori [...]. Se finiranno per chiamarli mandarini (che non è offensivo, o lo è meno del burocrati usato internamente) potrebbe essere [...] etc. etc.” Bon, magari ti ho frainteso, ma da questo testo, seguendo la meccanica dei pronomi, m’era sembrato che nella tua testa “burocrate”=”amministratore”. In ogni caso scusa per il mio “in cauda venenum”. :-)

    Conosco il tema sollevato da Sue Gardner, avevo dato a suo tempo una scorsa al suo post. Come scrive Sue Gardner: “Please note I’ve only included quotes from women, and I’ve aimed to limit the selections to first-person stories more than general speculation and theorizing.” Quindi la base è aneddotica. Attenzione, non dico che il problema della contribuzione al femminile non esista, dico che il problema non è “wp è intrinsecamente misogina”: quell’”intrinsecamente” non significa nulla, secondo me, e appare come una mera detonazione verbale. Se la misoginia fosse una proprietà intrinseca del progetto, nessuno avrebbe discusso di come risolvere quello che invece è visto come un “problema”. Una lavatrice è intrinsecamente umida, non è intrinsecamente rotta.

    “tutte le storture vanno addebitate ai singoli. Wikipedia sarebbe quindi priva di storture.” Cerco di spiegarmi meglio. C’è un piano (individuato dai pilastri di wp) e un altro piano (il comportamento dei singoli utenti). Possono esistere problemi relativi a pilastri, regole, pletoricità/ridondanza delle regole, da un lato, e problemi relativi al comportamento degli utenti, dall’altro. Il comportamento degli utenti è innanzitutto singolare (idiomatico). Quando diventa “collettivo”, nel senso che il singolo atteggiamento viene informato dalla proposta etico-regolativa proposta dal sistema, entra in contatto con propositi come “non mordere i nuovi arrivati” o “presumi la buonafede”. Questi principi possono anche non piacere e allora uno discuta di questi. Se invece uno li ritiene ragionevoli, la mera aneddotica di incontri spiacevoli consente commenti sui singoli che si è incontrato, non sui pilastri di wp. In rete spesso si fa questa confusione: 1) entro in wp per creare la pagina su “mio cuggino”; 2) entro in contatto con un “insider” (amministratore o meno, non importa: importa il fatto che è uno che ha una certa esperienza del sistema); 3) sviluppo la discussione nei termini “ma scherziamo?!?!”; 4) esco scornato; 5) vado in giro per la rete a dire “wp fa schifo perché…”. Fa schifo perché “mio cuggino”… da un intento micragnoso nascono giudizi che neppure Trevor-Roper. Wp merita critici, ma non così controversi. Possiamo ovviamente fare anche un’ipotesi diversa: 1) entro in wp per scrivere una cosa vera (effettivamente vera) o correggere un errore (un vero errore); 2) entro in contatto con un “insider” (amministratore o meno, non importa) che fraintende o ignora l’importanza di quanto vorrei scrivere o dell’errore che vorrei correggere; 3) per quell’insider il mio punto è meno importante delle sue regole e sembra che wp può “regolarmente” ospitare un errore; 4) esco deluso (giustamente) da quella discussione; 5) vado in giro per la rete a dire “wp fa schifo perché…”. Fa schifo perché “quel tale”… Quindi cavo delle conclusioni di vasto respiro da pura aneddotica (anzi, un solo fatto). Dopotutto ho solo incontrato qualcuno che, per quanta esperienza possa avere delle regole di wp, è preda della lettera di esse, ma non sa cavalcarne lo spirito (per questo esiste il quinto pilastro, “ignora le regole”, per questo esiste la pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Buonsenso).

    Se sei giornalista e consulente in comunicazione e media, e sei interessato a wp e a scrivere di wp, dovresti andare a caccia di utenti che sono stati su wp *anni* e poi ne sono usciti sbattendo la porta. Forse loro potrebbero darti informazioni su alcuni aspetti particolarmente controversi del sistema (forse “intrinsecamente” controversi). Io stesso potrei e di alcuni ti ho fatto qualche cenno. Ti faccio un altro esempio, di sfuggita: wp è intrinsecamente conservatrice, perché cerca un sapere consolidato. A queste condizioni, è possibile che wp “difenda” un errore al proprio interno, in ossequio alla sua aderenza ad un sapere consolidato (in questa ipotesi, consolidato ma errato). Un altro cenno: alcuni temi su wp possono essere soggetti ad una “guardiania” di utenti con un forte punto di vista sul tema, che non lasciano spazio ad altri (accade tipicamente nel caso di sovranità contestate, revisionismi storici, campanilismi, istanze autonomiste, difesa di antichi “patrimoni imperialistici”…). Non voglio insegnarti il mestiere, ma per un giornalista le *fonti* dovrebbero essere più importanti delle proprie impressioni (pur importanti). Io sono una fonte: ti sto dando tanti insight e ti invito a prenderli sul serio. Essi daranno un qualche tipo di corpo alle tue impressioni, talvolta smentendole, talvolta confermandole. I miei insight sono relativi a ragionamenti sul meccanismo di funzionamento del progetto: è un piano diverso rispetto alla aneddotica tua e di Sue Gardner: “first-person stories”, ma nota anche “a couple of people on Twitter are commenting that a lot of the reasons cited here by women also apply to men. That’s absolutely true. I think Wikipedia needs to become more welcoming and accessible to everyone”: altro che “intrinsecamente misogina”! Ancora, wp merita critiche e critici, ma spesso ha per le mani solo polemici molto superficialmente informati, tutti tesi a ingigantire a assolutizzare la loro aneddotica. Wp non è priva di storture, tutt’altro! Ma le vere storture sono invisibili a chi sta solo sviluppando la propria agenda mentale.

  14. Lucio Bragagnolo

    Aneddoto (!) del fine settimana, legato al mio post originale. Mi scrive un amico, che fu proprio collaboratore di Bit: ho letto il tuo post. Se vuoi puoi usare come fonte primaria la pagina del mio sito dedicata a quel periodo.

    Ringrazio, leggo la pagina. Tra le informazioni compare una clamorosa svista. Sono quasi tentato di contribuire alla pagina, inserendo lo sfondone così com’è. C’è la fonte primaria, chi la contesterà?

    Non lo farò, perché amo Wikipedia, da soffrirne. Si può amare solo in modo assoluto e Wikipedia è relativista; il (mio) problema è qui. Amo meno i mandarini: appartengono tutti a una casta particolare, sono indipendenti da ogni controllo popolare, e sono persuasi che il buono e misericordioso dio dei cinesi abbia creato apposta la Cina e il popolo cinese perché fosse dominato dai mandarini.

  15. pequod

    Mi piace molto il tuo ultimo commento. :)

    Resta il mio invito “primevo”: quando vorrai pensare ad una pagina per Bit, conta sul mio aiuto.

    I mandarini non sono fuori dal controllo popolare! :) Al contrario, lì è tutto a vista: in modo trasparente ciascuno si qualifica o squalifica per quello che fa. Mandarini ne esistono certamente! Solo ti raccomando di non generalizzare: su it.wiki c’è tantissima gente per bene e “de core”, se mi passi l’espressione. Magari la raccomandazione è di troppo: va bene così, anzi meglio così.

    E’ stato bello confrontarsi con te. Da quello che scrivi appare una persona “multifaceted”. Sembra che tu stesso non sappia tutto quello che sei. Questo è bello. Ti ringrazio e alla prossima.

  16. Lucio Bragagnolo

    Grazie a te. :)

  17. Lucio Bragagnolo

    La pagina per Bit è stata cancellata da Wikipedia.

Lascia il tuo commento