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Pagare moneta, vedere garanzia

Denaro virtuale, consumi concreti

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06

mar

2014

Qualche problema ancora da risolvere prima dell’affermazione delle valute digitali. A parte le vulnerabilità bancarie.

Flexcoin, autoproclamatasi la prima banca mondiale di Bitcoin, è stata rapinata di denaro elettronico per l’equivalente di seicentomila dollari veri ed è stata costretta a chiudere i battenti dopo tre anni di attività.

Di tutte le rivoluzioni che può portare la rete, quella finanziaria è probabilmente la più dirompente in assoluto, per motivi ovvi: non è mai accaduto che esistessero valute autogovernate, determinate da regole matematiche. Il furto con destrezza invece si somiglia in tutte le epoche:

[Il rapinatore si è registrato e ha depositato denaro elettronico.] I soldi sono stati lasciati in deposito fino a raggiungere sei conferme di validità della transazione. A questo punto è stata sfruttata una falla nel codice che permette trasferimenti di denaro tra frequentatori di Flexcoin. Inviando migliaia di richieste simultanee, il rapinatore è riuscito a “spostare” denaro da un account a un altro fino a quando l’account di partenza è rimasto scoperto e però prima che i saldi venissero aggiornati. La manovra è stata ripetuta più volte su più account fino ad accumulare 896 Bitcoin, dopo di che il denaro è stato incassato.

Flexcoin sostiene che parte della valuta elettronica in deposito da parte dei suoi clienti si trovi in computer isolati da Internet e per questo, forse, qualcuno riuscirà a rivedere il proprio denaro. Non andrà altrettanto bene per chi si appoggiava a Mt. Gox, banca molto più grande, chiusa all’improvviso sotto i colpi di un assalto informatico in grande stile. O forse, non è chiarissimo, vaporizzatasi una volta portata a termine una truffa da quattrocento milioni. L’analisi più completa è per ora quella di Emin Gün Sirer, che opta per la malafede dell’istituto.

Bisogna essere cautamente ottimisti, perché i problemi si risolvono, e ottimisticamente cauti come in certe aree di servizio autostradali dove ancora si trovano i venditori di occasionissime: l’infrastruttura e il software evolvono in fretta ma oggi sono tutt’altro che a prova di bomba.

La moneta elettronica si affermerà. Bisognerà comunque risolvere due problemi fondamentali: chi garantisce in caso di eventi sfavorevoli, non esistendo una banca centrale; e soprattuto quanto e come si debba pagare tutti il prezzo delle avventure pecuniarie di pochi. L’aspetto davvero sottovalutato di Bitcoin è che il meccanismo è progettato per accrescere la potenza computazionale necessaria man mano che aumenta il valore della moneta.

In altre parole, sarà anche moneta virtuale, ma ha una ricaduta estremamente misurabile e quantificabile sul mondo fisico. E attualmente ci sono meccanismi per aderire anche con entusiasmo eccessivo, ma nessuno per chiamarsi fuori.

Più valgono i Bitcoin, più energia necessita per la loro amministrazione.

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Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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  1. [...] via Virtual money, real consumption by Lucio BRAGAGNOLO. The following is a wretched, ad hoc Google Translate from Italian to English. [...]

  2. Se uno vale cinquantuno | Apogeonline

    [...] della moneta virtuale Bitcoin prosegue con le conseguenti crisi di crescita. Dopo le banche rapinate concretamente della valuta virtuale, siamo a un punto critico: la possibilità del cosiddetto attacco del 51 [...]

  3. [...] The following is my mediocre, ad hoc Google Translate translation from Italian to English of an excerpt from Lucio Bragagnolo’s original article, Denaro virtuale, consumi concreti: [...]

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