Font minimali, pesanti grammature

Alla maniera dei Comuni

di

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20

nov

2013

Forse il mercato della lettura soffre non di contrazione della domanda, bensì di un diversificarsi ancora inadeguato dell’offerta.

Nei giorni successivi alla vendita al gruppo americano Blackstone della storica sede di via Solferino da parte del gruppo RCS, con relative proteste e scioperi dei comitati di redazione, interrogarsi sull’editoria torna naturale.

Un po’ come provocazione, un po’ come segno da interpretare, un po’ come fatto incontestabile, voglio accennare all’articolo Hit Print pubblicato dal New York Magazine, con la sua introduzione che dice già tutto:

L’idea di avviare un periodico (non digitale) in questi giorni e in questa epoca appare senza mezzi termini insana. Eppure, per quanti tengano il conteggio davanti all’edicola, negli ultimi anni ne sono apparsi a decine. (Si scopre che una idea intelligente accoppiata a un font visibile e minimale e a grammature pesanti può percorrere molta strada su Kickstarter).

Nulla di questo ha a che vedere con grandi quotidiani nazionali o gruppi editoriali capaci di spostare le sorti di un Paese: l’elenco proposto offre per esempio trimestrali sportivi, nuove idee attorno al viaggiare con uscita ogni quattro mesi, addirittura una rivista annuale dedicata alla tipografia, il tutto con prezzi per numero dai cinque ai venti dollari.

Riguarda un altro modo di pensare l’editoria periodica, senza perdersi nel digitale-contro-cartaceo come fosse davvero quello il problema; di concentrarsi su opzioni creative e alternative di finanziamento (con tutte le startup che ci sono, dove sta il Kickstarter italiano, con analoga presa, fama, riuscita?), temi che catturino una fascia precisa di lettori, attenzione alla confezione oltre il progetto grafico chiesto con fastidio al creativo improvvisato, e che costi poco o nulla.

Smettiamo anche di usare il solito parallelo tra dinosauri e mammiferi. Forse l’Italia dei Comuni alla virata dell’anno Mille, contrapposta ai vecchi imperi? Quale che sia l’analogia, è indubbio che occorra pensare più creativamente e dinamicamente al lavoro di pubblicare. Il risultato potrebbe superare la mera conservazione dell’esistente.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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