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Incollare molecole, rinnovare istituzioni

Il marmo e il maker

di

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18

nov

2013

Un progetto italiano e un’iniziativa d’oltreoceano dimostrano come fare del riciclo di cose vecchie uno spunto per innovare.

Accomuniamo due iniziative con una forzatura di fantasia nella quale il carbonato di calcio, volgarmente chiamato marmo, fornisce nuova materia prima agli italiani e idee diverse per vecchi ambienti di lavoro agli americani.

Il primo progetto è realizzato da una squadra tutta italiana di maker e creativi che vuole fare marmo con la polvere che si sprigiona dalla sua lavorazione, una base di partenza per innovative stampe in 3D. Mentre nelle polverose sale delle biblioteche d’oltreoceano, che supponiamo sovrabbondanti di manufatti marmorei scolpiti dai maker di secoli passati, nuovi creativi ne sfruttano gli ambienti.

Stampante 3D per il marmo

Una stampante 3D anomala, che lavora con polvere di marmo.

Così i primi, nati e cresciuti in un’operosa regione italiana che fa del marmo un tassello fondamentale di pesanti lavorazioni industriali, hanno lanciato la piattaforma Marble EcoDesign dove la polvere di scarto delle lavorazioni, rifiuto speciale di difficile smaltimento, viene miscelato ad altri materiali e consolidato alla luce ultravioletta, per diventare materiale da estrudere in stampanti 3D opportunamente adattate allo scopo. Un’alternativa pregiata alle attuali materie plastiche e un contributo allo sfruttamento intelligente di una sostanza altrimenti malamente scartata. Questo è il riassunto che i maker italiani fanno della loro iniziativa:

La melma e gli sfridi che si creano diventano infatti una polvere sottile, molto difficile e costosa da smaltire. Eppure si tratta di materiale praticamente puro. Attraverso il nostro progetto, vogliamo creare un percorso di sostenibilità ambientale che rilanci il comparto in maniera ecologica.

I secondi, bibliotecari americani, hanno lanciato Make It @ Your Library, coinvolgendo Instructables e la American Library Association, con idee per creare all’interno delle biblioteche spazi, anche minimi, di laboratori per realizzare progetti maker interattivi con ragazzi e adulti. Lo definiscono l’unico modo per dare agli istituzionali depositi del vecchio sapere una possibilità di sopravvivenza, forse l’ultima.

Bibliotecarie americane

Bibliotecarie americane diventano un po’ maker.

Il sistema è semplice: chi vuole segnalare un progetto Instructables fattibile nei tempi rapidi di una visita in biblioteca e interessante per ragazzini curiosi, lo segnala sulla piattaforma. Tutte le idee pervenute sono valutate e, se ritenute valide, agglomerate in temi e riproposte a tutti. È l’uovo di Colombo, ma potrebbe affiancare egregiamente anche in Italia le ore di lettura delle fiabe, proposte da molte biblioteche comunali. Con un vantaggio secolare di sviluppo della creatività.

3D MARBLE ECODESIGN di MarbleEcoDesign su Vimeo.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

In Rete: viviscienza.it

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2 commenti

  1. [...] Continuate a leggere come l’italia e l’america sono riusciti a creare un altra volta progresso e innovazione. Leggete l’articolo su http://www.apogeonline.com/webzine/2013/11/18/il-marmo-e-il-maker [...]

  2. Cinisello come Chicago | Apogeonline

    [...] proposito delle biblioteche lo auspicavamo e possiamo constatare che in questi mesi le novità in Italia non sono mancate: da Pistoia a Desio [...]

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