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Libero, più libero e troppo libero

Il curioso caso delle licenze di The Dark Mod

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07

nov

2013

Quando il rigore sulle licenze open source impedisce la distribuzione di un gioco open source, c’è qualche cosa da rivedere.

Che il mondo dei videogame stia iniziando seriamente a sposare la causa dell'open source lo abbiamo scoperto già poche settimane fa, quando abbiamo parlato di una console Linux per videogiochi. Oggi ci troviamo alle prese con un curioso caso di complicazione da licenze relativo ad un gioco rilasciato con licenza GPL3 per quanto riguarda il lato software e con licenza Creative Commons sulla parte grafica.

La GPL è una licenza appositamente pensata per il rilascio di codice; dunque è la stessa Free Software Foundation a consigliare l'utilizzo di altre e più appropriate licenze per opere non software, come appunto le Creative Commons o la GFDL per la documentazione.

Un po' quello che successe qualche anno fa con Maemo, interessante sistema operativo Linux-based per dispositivi mobili, la cui documentazione è sotto GFDL e la parte grafica è invece Creative Commons.

Questo è il modello seguito anche dai creatori di The Dark Mod, gioco genere stealth rilasciato liberamente online e disponibile anche per sistemi GNU/Linux. Il problema è che, tra le sei licenze CC disponibili, è stata scelta la BY-NC-SA, la quale, contenendo la clausola non commercial, rende il progetto non conforme al livello di libertà voluto dai puristi. Tra questi principalmente vi è la community di Debian, storica distribuzione GNU/Linux, che ha tra le sue linee guida (le Debian Free Software Guidelines) il seguente punto 6:

Nessuna discriminazione nei campi di impiego.

La licenza non può porre restrizioni all'utilizzo del programma in uno specifico campo di impiego, per esempio all'uso commerciale o nella ricerca genetica. Ne consegue che, se vogliamo pacchettizzare il gioco e distribuirlo come un tutt'uno (software + grafica), la licenza applicata alla parte grafica risulterebbe in conflitto con le citate linee guida e il pacchetto non potrebbe quindi comparire sui repository ufficiali di Debian.

Il problema è tecnicamente risolvibile senza grossi problemi scaricando il gioco da altre fonti, o anche utilizzando una distribuzione GNU/Linux diversa da Debian (ad esempio Ubuntu, che di Debian è comunque un derivato). Ciò nonostante la questione di principio sulla scelta di una licenza non commercial è stata sufficiente per generare qualche flame nei forum della community.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

 




Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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Un commento

  1. [...] Tratto da Apogeonline [...]

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