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Per uffici più liberi

Un tassello importante per LibreOffice nella PA

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11

ott

2013

Migrare un’amministrazione pubblica a LibreOffice è un’operazione che necessita di supporto. Ci sono novità.

Un’azienda vicentina, Studio Storti, è entrata nell’Advisory Board di The Document Foundation e aprirà una Divisione LibreOffice per l’Italia (vedi comunicato originale). L’obiettivo è contribuire attivamente allo sviluppo del progetto, anche realizzando soluzioni ancor più vicine alle esigenze italiane; ma soprattutto costituire un centro di competenza altamente specializzato per guidare le pubbliche amministrazioni nella migrazione da pacchetti per l’ufficio proprietari verso la nota suite libera.

Questo è stato uno dei temi chiave della LibreOffice Conference tenutasi a Palazzo Marino a Milano lo scorso 25 settembre e nella quale gli illustri relatori hanno più volte puntato il focus sull’ormai ineludibile transizione a tecnologie open e interoperabili nel settore pubblico.

Ho chiesto a Paolo Storti, fondatore dell’azienda, quali sono, sulla base della sua esperienza concreta sul campo, le principali difficoltà che si incontrano nella migrazione:

Il vero ostacolo all’adozione dell’open source è la mancanza di certezze e sicurezze che il cliente, soprattutto pubblico, vede nel mercato. Dunque agli occhi di una pubblica amministrazione, uno dei punti essenziali è l’identificazione di un partner di provata esperienza di cui potersi fidare per affrontare il processo in modo professionale e non sperimentale.

La sfida non è certo delle più semplici. Ho avuto modo di misurare (attraverso le mie attività di divulgazione e formazione) quanta distanza ci sia tra la teoria e il concreto abbandono dal lock-in tecnologico tipico delle soluzioni proprietarie; un percorso spesso lento e impervio, costellato di resistenze tecniche, burocratiche e giuridiche quasi sempre sorrette da un atavico istinto di conservazione e da una sotterranea paura del nuovo.

Paolo sembra però molto determinato e ci racconta quali saranno i primi passi della neocostituita Divisione LibreOffice italiana:

In questo momento stiamo lavorando con The Document Foundation sulla definizione dei nostri protocolli di migrazione, formazione ed assistenza in base a quella che sarà l’imminente certificazione di processo. Inoltre stiamo radunando tutte le migliori figure professionali con esperienza sul territorio per renderle parte, a vario titolo, di questo progetto. Infine stiamo iniziando un importante percorso di divulgazione che ci porterà a presentare LibreOffice e i nostri relativi servizi a tutti gli eventi sull’open source per la Pubblica Amministrazione in programma per quest’inverno.

Il primo appuntamento sarà il prossimo 23 ottobre presso l’assemblea annuale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Quale migliore occasione per tenere un intervento di sensibilizzazione che risulti davvero efficace e di ampie vedute?

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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