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Dammi tre parole

Che parlino i numeri

di

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18

lug

2013

Il digitale permette di lasciare vecchie abitudini inefficienti a favore di nuovi sistemi più amichevoli. In teoria.

Si discuteva a inizio anno dell’insensata e inutile lunghezza dei codici, dal fiscale all’IBAN, che acidificano la giornata e potrebbero agevolmente essere sostituiti da convenzioni molto più efficienti, da fare amministrare al software.

Questo dibattito ha un altro capitolo: affidare la complessità ai computer di modo che loro possano restituire a noi umani semplicità e mnemonicità. Pensiamo alla notizia recente di What3Words, una startup che si propone di eliminare i codici di avviamento postale da tutto il mondo:

Invece di una sigla di lettere o numeri difficile da ricordare, hanno creato sequenze di tre parole più facili da condividere e memorizzare, almeno nelle intenzioni.

Il sistema avrebbe una risoluzione di tre metri su tutta la superficie del globo. A What3Words hanno già assegnato a titolo esemplificativo circa undicimila di questi spazi da nove metri quadrati: collegandosi da un browser italiano si viene portati su una mappa di Roma, dove tra via Ludovico Muratori e via Labicana sorge la mattonella shelter.rooted.firmly.

L’azienda intende vendere sequenze di tre caratteri, anche personalizzate: annibale.rossi.idraulico, monumento.ai.caduti, gelateria.ingresso.posteriore. Possono esistere sequenze doppie, purché sufficientemente distanziate.

L’idea vincerà se saprà minare meccanismi profondamente radicati, buona o cattiva che sia. Non è neppure originale: Pinliban fa la stessa cosa, con due parole e precisione analoga, per il territorio libanese e The Hyperlocal Foundation teorizza un algoritmo per l’identificazione univoca di qualsiasi singolo punto geografico degli Stati Uniti.

Se dobbiamo guardare a un altro precedente, l’Internet Time di Nicholas Negroponte e Swatch, nato per eliminare il problema dei fusi orari, è rimasto una curiosità buona al massimo per il marketing degli orologi.

Che la complessità resti in mano ai computer – avere un nome per ogni nove metri quadri di Civitavecchia è più utile di uno 00053 buono a nulla – e a noi ne vengano semplicità e sveltezza è uno scopo vincente e da perseguire. Dopotutto, a chiunque conviene ricordare il nome apogeonline.com rispetto a un tremendo 212.239.45.42.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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2 commenti

  1. Paolo

    ESISTONO GIA’ LE COORDINATE, UNIVOCHE PER LA LOCALIZZAZIONE

  2. Lucio Bragagnolo

    Esistono anche diversi sistemi di coordinate. Il punto è un altro: come creare un sistema di coordinate facili da ricordare?

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