Decreto del fare: un continuo parlare

Eufemisticamente riparte l’Agenda Digitale

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21

giu

2013

Il nuovo governo decreta; la vecchia informatizzazione della Pubblica Amministrazione forse finalmente si muove.

Lo aspettavamo ed è arrivato, il primo intervento normativo del governo Letta che si occupa di Agenda Digitale. In realtà si tratta solo di alcuni articoli di principio inseriti all’interno del più ampio Decreto del fare. Non possiamo eseguirne un’analisi rigorosa e dettagliata dato che per ora si dispone solo del comunicato stampa rilasciato da Palazzo Chigi.

Tre sono comunque le novità messe in evidenza nel comunicato stesso:

  • Domicilio digitale (carta d’identità elettronica e casella di posta elettronica certificata)
  • Razionalizzazione dei Centri elaborazione dati (CED)
  • Fascicolo sanitario elettronico (FSE)

Come abbiamo già scritto in passato, e significando agenda – in latino – cose da fare, è positivo che si torni a parlare del tema delicato della digitalizzazione del Paese proprio all’interno di un decreto del fare. Dovrebbe quindi essere la volta buona! In cui finalmente si passi dalla dichiarazione di nobili principi alla previsione di concreti provvedimenti attuativi. Voglio per una volta essere ottimista.

Ciò nonostante, i pareri in rete in questi primi giorni sono stati in gran parte critici, proprio sull’aspetto dell’efficacia operativa e della effettiva novità (si veda principalmente quello del collega Ernesto Belisario):

L’immagine più efficace per descrivere l’azione del Governo è quella mitologica della “tela di Penelope”, la regina di Itaca che aveva subordinato la scelta del suo nuovo marito all’ultimazione di un lenzuolo ma che – pur di impedire che ciò accadesse – la notte disfaceva ciò che aveva tessuto di giorno.

I più hanno fatto notare che, a partire da quei tre punti proclamati come novità, di slancio innovativo non ce n’è molto, dato che semplicemente si reimpastano concetti già presenti nella regolamentazione italiana. Da quanti anni ormai si parla di domicilio digitale e di PEC? Poi c’è il famoso e ancora poco chiaro riferimento alla liberalizzazione del Wi-Fi come negli altri Paesi europei (evviva!)… quando però, di fatto, grazie all’eliminazione della controversa legge Pisanu nel 2010, il Wi-Fi è già libero. Certo, forse è meglio esplicitarlo con apposita legge e fornire una dettagliata regolamentazione. Siamo in Italia, il paese del non faccio un passo se non esce un regolamento che mi dice come muovere il piede.

Last but not least, c’è la nomina di Francesco Caio alla carica (in verità un po’ fantasiosa) di Mister Agenda digitale, colui che, riferendo direttamente al Presidente del Consiglio, dovrà coordinare i lavori. Non lo conosco e non posso quindi esprimere un parere diretto; ma confido nella sua azione, spero efficace e incisiva, e gli faccio i miei migliori auguri. Credo gli servano.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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