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Nuove biblioteche fanno da schermo alla realtà

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04

giu

2013

La digitalizzazione complica procedure secolari come il prestito dei libri. La soluzione è il giusto mix di carta e digitale.

L’ultimo – in senso lato – aneddoto sulla digitalizzazione della lettura arriva da Anthony W. Marx sul New York Times del primo maggio, molto newyorchese e altrettanto sintomatico di che cosa stia succedendo e in che direzioni.

L’articolo si intitola E-Book e democrazia e questo è l’incipit:

Nel lottare con il mio quotidiano sulla metropolitana, mi sono accorto della donna accanto a me che leggeva un libro sul proprio smartphone. “Deve darle fastidio agli occhi”, ho commentato. Senza scomporsi ha replicato, in perfetto stile New York, “il mio font è più grande del suo”. Aveva ragione.

L’articolo prosegue con una questione di libertà di accesso alla lettura, centrata sulle biblioteche e sull’opportunità che forniscano o meno libri elettronici: i sei grandi dell’editoria (Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin Group, Random House, Simon & Schuster) che detengono i due terzi delle vendite americane hanno accettato tutti l’idea, con Hachette ad arrendersi per ultimo circa un mese fa.

Il problema non sembra essere il digital divide come si ripete spesso dalle nostre parti, bensì la vitalità delle istituzioni: dal 2008 la circolazione dei libri nel sistema bibliotecario della Grande Mela è aumentata del 44 percento e se la natura e le condizioni della lettura cambiano, le biblioteche devono tenerne conto.

E l’accesso per chi non ha le risorse? I costi? La BBC ha dedicato un articolo alla nuova BiblioTech della contea di Bexar, progetto low-cost per i sobborghi relativamente poveri di San Antonio, Texas:

Avrà cento e-reader a disposizione e decine di schermi dove i visitatori potranno navigare, studiare e acquisire skill digitali. Tuttavia è probabile che la maggior parte degli utilizzatori accederanno ai libri dalle proprie abitazioni.

Spesso molto lontane geograficamente dalla biblioteca (San Antonio conosce una recente esplosione della popolazione all’esterno della città), che sarà da quest’estate la prima completamente digitale degli Stati Uniti.

Il resto dell’articolo spiega che avere una biblioteca digitale non significa per forza costi minori, altri esperimenti di offrire solo ebook si sono conclusi tornando all’offerta mista di carta e e-reader, nel caso dei libri rari è importante anche l’oggetto oltre che il suo contenuto, dove la densità della popolazione è elevata – e la biblioteca conta come luogo fisico – i libri di carta semmai saranno ancora più presenti.

Tutto sacrosanto. Pensare manicheo, l’analogico o il digitale, l’atomo o il bit, è una deformazione del problema. La carta ha ancora molto senso. La vera novità è che ci sono luoghi dove ne ha meno e finalmente si può procedere con il digitale. A differenza di San Antonio centro, Bexar County non aveva mai avuto una biblioteca pubblica.




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Un commento

  1. La BiblioTech alla prova | Apogeonline

    [...] trascorso un semestre abbondante dall’accenno su queste pagine alla biblioteca interamente digitale, priva di libri e di scaffali, in corso di realizzazione presso un sobborgo della texana San [...]

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