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Imprevedibilità statistiche

La differenza tra bene e male la spiega il baseball

di

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22

apr

2013

Se un programma fa in modo che tutto vada bene, si trova sulla strada per diventare perfetto. Esattamente all’inizio.

Se consideriamo lo sport un campo applicativo e i regolamenti come programmi, si constata che i regolamenti stessi sono software di straordinaria solidità, grazie al continuo collaudo e all’amplissima base installata.

Lo shortstop dei Brewers di Milwaukee, Jean Segura, è stato protagonista di un case study di baseball a oggi unico nella storia del gioco:

Ha rubato la seconda base. Poi ha cercato di rubare la terza ma ha dovuto riparare in seconda, dove ha pensato di essere eliminato a causa dell’arrivo di un altro battitore. Invece era ancora in gioco e quando se ne è accorto, mentre tornava verso il dugout, non ha potuto fare altro che tornare in prima base.

Per un appassionato del batti-e-corri la situazione diventerà chiarissima dopo un’occhiata al video della Major League. La parte interessante è quanto è successo ai software che raccolgono quasi ossessivamente le statistiche in tempo reale degli sport americani: nessuno, incredibilmente, è stato in grado di riportare correttamente l’accaduto, che pure rientra nelle regole codificate.

In Nordamerica questa è lesa maestà: per le statistiche sportive a qualsiasi livello c’è una autentica venerazione. È agevole recuperare ogni tipo di dato possibile sul campionato di baseball del 1871 e l’impresa degli Athletics di Oakland, che nel 2002 assemblarono una squadra vincente con pochissima spesa grazie a un uso accorto dei big data, viene citata nelle pagine della più famosa società mondiale di consulenza.

Qualsiasi programmatore sa che un buon programma fa in modo che tutto vada bene e, invece, un programma perfetto fa in modo che niente possa andare male. La differenza tra le due condizioni può essere immensa e riguarda tutti gli aspetti cruciali del mondo digitale odierno, la sicurezza in prima fila. A dimostrarlo è bastato il baseball.

Perfino come autori ed editori di libri, oggi pagine cucite tra due copertine e domani assemblaggi di media digitali tramite linguaggi di marcatura e scripting, fare andare tutto bene oppure fare sì che niente possa andare male segnerà differenze sostanziali. Per non parlare del lettore perplesso davanti alla scelta del proprio ereader di preferenza.

Ci fossero dubbi, Segura ha subito tentato di rubare nuovamente la seconda base. È stato eliminato.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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Un commento

  1. Elusivo engagement | Apogeonline

    [...] della comprensione dei fenomeni stessi. Se parliamo di sport americano, i rilievi statistici iniziano già nel Diciannovesimo secolo. Da allora siamo arrivati a metriche molto sofisticate, alcune comprensibili solo dopo una lettura [...]

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