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Basi lunari, case terrestri

Edificare il mondo, stampandolo

di

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14

mar

2013

Progetti avveniristici con un’idea di sostenibilità: l’esperienza del movimento makers contagia il pianeta. E anche il suo satellite.

Si può trasferire la stampa 3D in una macroscala per creare oggetti grandi come una casa. Difficile, non impossibile. Per spettacolarità si deve dare atto che il progetto adottato dall’Agenzia Spaziale Europea è il più rappresentativo.

Calibrando opportunamente l’apparecchio di un caparbio ingegnere toscano, Enrico Dini, sarà possibile costruire una base lunare direttamente sul suolo e con il suolo del nostro satellite:

Per prima cosa dobbiamo mescolare terreno lunare simulato con ossidio di magnesio, per trasformarlo nella “carta” con cui stampare. Come “inchiostro” strutturale applichiamo un sale legante, che converte il materiale in forma solida come pietra. La nostra stampante attuale produce circa due metri di materiale ogni ora e la sua prossima generazione dovrebbe arrivare a tre metri e mezzo, per completare un edificio nel giro di una settimana.

L’essenza del sistema è una stampante 3D di grandi dimensioni, simile a un enorme plotter, che occupa tutto lo spazio necessario e sufficiente per spruzzare dosaggi calcolati di materia prima, ricavata in loco. Fino a veder crescere dei veri e propri edifici a forma di igloo e adatti all’ospitalità di uomini e materiali. Senza bisogno di stampi, casseforme e centine, che vuole dire con costi abbattuti in misura prossima al 90%.

La colonizzazione della Luna potrebbe passare dalla stampa delle strutture abitabili.

La colonizzazione della Luna potrebbe passare dalla stampa delle strutture abitabili.

Il secondo è un progetto altrettanto italiano, anch’esso creato dal sogno di un uomo deciso a lasciare un’impronta, Massimo Moretti, che si esprime con Wasp, World’s Advanced Saving Project. Un obiettivo ambizioso salvare il mondo, ma la forza è data dallo scopo: distribuire anche in situazioni disagiate una stampante 3D per costruire abitazioni in argilla cruda, con costo tendente a zero.

Sarebbe una rivoluzione per milioni di persone in paesi emergenti e ancora costrette a vivere in baraccopoli e bidonville o in precari villaggi, eretti senza alcuna minima tecnica ingegneristica. Con una caratteristica in più: a Wasp può partecipare chiunque approvi l’idea e la faccia propria, apportando conoscenze che andranno ad arricchire e rendere realtà il sogno di Massimo e del suo team, dare una mano a una bella fetta di umanità svantaggiata.

Una specie di open source dell’abitabilità, non solamente pratica ma anche metaforica: siamo costretti su questa pallina di roccia lanciata nell’universo a folle velocità. Cerchiamo almeno di renderci il viaggio qualitativamente passabile.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

In Rete: viviscienza.it

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  1. Stampati la casa. sulla Luna e sulla Terra | Tech²

    [...] è Wasp, World’s Advanced Saving Project di Massimo Moretti. Le abbiamo scoperte qui, su Apogeonline I VOSTRI COMMENTI 0 Per poter commentare i post devi essere registrato [...]

  2. [...] “ Leggi l’Articolo Source: [...]

  3. Problemi importanti, eppure senza gravità | Apogeonline

    [...] è già esplorata la possibilità teorica di costruire una installazione abitabile direttamente sul suolo lunare, grazie a una stampante 3D di dimensioni sufficienti capace di usare come inchiostro il terreno [...]

  4. Stampati la casa. Sulla Luna e sulla Terra | BacciAPezziTech

    [...] Parliamo ancora di makers, gente che con le stampanti 3d (plotter per costruire oggetti) cambierà l’economia e il mondo. Solo il mondo? Anche la Luna. Per esempio se si installa sulla Luna la grande stampante plotter concepita dall’ingegnere toscano Enrico Dini e si usa il suolo lunare come “inchiostro” legato con un sale, si può spruzzare un edificio 3d della forma di un igloo a una velocità sui 3 metri l’ora. Insomma la luna colonizzata con una stampante evitando troppi viaggi. È un progetto dell’Eda (European Space Agency ). Se la Luna vi sembra troppo lontana, ecco le case per i dannati della Terra, stesso principio per ricostruire abitazioni d’argilla dove ora ci sono bidonville: questo è Wasp, World’s Advanced Saving Project di Massimo Moretti. Le abbiamo scoperte qui, su Apogeonline [...]

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