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Senza saperlo, Ernest Hemingway

Vine come vincolo

di

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08

feb

2013

I video stile social non portano né avanti né indietro. Tutto già visto e semmai un palcoscenico (potenzialmente) creativo in più.

Vine e i suoi minifilmati da sei secondi completano una sorta di trilogia dell’informazione breve, nata assieme ai centoquaranta caratteri di Twitter e cresciuta con il frenetico scatta-filtra-pubblica che caratterizza Instagram.

Il rischio è prendere questi veicoli di comunicazione sincopata come a suo tempo gli SMS, o le calcolatrici tascabili che avrebbero ostacolato l’apprendimento aritmetico dei ragazzi. Una generazione dopo, milioni di adulti hanno una calcolatrice nel cellulare e faticano con l’italiano; se c’era un problema, riguardava altro.

Da evitare anche il pensiero che sia Internet ad avere portato l’amore per la brevità. Prima dei messaggini e di Whatsapp c’erano i telegrammi e le cartoline. Nel 1948 Félix Fénéon pubblicò i Romanzi in tre righe:

Il 21 dicembre la “Loira” partirà dall’isola di Aix per la Guyana con 490 condannati, di cui 265 forzati.

Centocinque caratteri, più breve di molti tweet. E Il Diario degli errori di Ennio Flaiano? Steso tra il 1950 e i primi anni settanta, inserito in un moderno content management system figurerebbe come un perfetto blog:

6 settembre. Mare stupendo. Vento di tramontana, sole caldo. Spiaggia deserta. Bagno forte e nuoto.

La prossima estate Vine darà a migliaia di bagnanti tardivi sei simili secondi di autocelebrità a lungo agognati e fa niente se Andy Warhol, con i suoi quindici minuti, si dimostra miope.

Vine è già arrivato su web ed è stato colto da venditori di uova, ministri di culto, musicisti e anche da chi si occupa di libri:

Questa è semplicemente la nascita di un nuovo vincolo; paletti di stimolo alla creatività. Analogo alla dodecafonia o al Dogme 95 cinematografico. Semmai delude la scelta della ripetizione continua automatica, che richiama le GIF animate presenti sul web dalla notte dei tempi.

Se sei secondi sembrano pochi, si dice che Ernest Hemingway andasse fiero della sua risposta alla sfida di scrivere un racconto in sei parole:

Scarpe per bimbo vendonsi. Mai usate.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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3 commenti

  1. george

    la molteplicità dei mezzi di comunicazione, dei veicoli di informazione, è un bene innegabile! Considerazioni sparse: 1)l’acqua è indispensabile alla vita
    2)nell’acqua si può affogare!
    mutatis mutandis:
    oggi il tenersi aggiornati/informati su questa molteplicità di possibili mezzi di informazione (anche se tipi diversi di informazione) può far mancare il tempo (se va bene) e/o la capacità/abitudine (se va male) di fruire/elaborare l’informazione stessa; può andare a scapito della riflessione sull’informazione… Non vorrei che il parlare dei mezzi di informazione soppiantasse o facesse ombra all’informazione stessa! Come sempre, la quantità va a scapito della qualità, ma non solo, la quantità eccessiva rende anche più difficile trovare la qualità! Si potrebbe continuare parlando delle strategie adottabili per minimizzare, individualmente, queste disfunzionalità… ma non la finirei più! Avendo abbondantemente superato i 140 caratteri… ci do un taglio.

  2. Lucio Bragagnolo

    Più che dover usare e padroneggiare tutti i mezzi di comunicazione a disposizione è probabilmente fruttuoso dirimere tra quelli utili (a sé e alla propria causa) da quelli inutili. Ovviamente il giudizio di altri potrà essere radicalmente diverso in funzione di differenti aspettative.

  3. george

    … è quello che intendevo! senza arrivare a padroneggiare e usare tutti i mezzi di comunicazione è il dirimere (tenersi informati su…) che sta diventando un fine, il “tenersi informati” sui diversi tipi di media per “dirimere” può rubare troppo tempo… forse è meglio contare sulla “retrocompatibilità” dei nuovi media e prestare la dovuta attenzione alle informazioni… almeno finchè la fine della “retrocompatibilità” non ci costringerà a passare a nuovi media!

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