Da tradizione antica a nuova frontiera
Il coccodrillo digitale

24
gen
2013
Insolito leggere comunicazione istituzionale sincera e spietatamente concreta da un prestigioso gruppo editoriale.
La transizione dell’editoria al digitale si capisce meglio se di tanto in tanto, oltre che ai docenti universitari con grande tempo libero, si dà la parola a quelli che devono guadagnarsi lo stipendio o tenere in piedi una azienda.
Per esempio il comunicato stampa – occhiello: Nuovi modelli di business – pubblicato dal quotidiano inglese Guardian per spiegare la propria nuova edizione digitale australiana:
Il lancio […] illustra le opportunità e le sfide poste a un’industria del quotidiano che attraversa un periodo di rivolgimenti drammatici. […] Il Guardian era il nono quotidiano britannico e in dieci anni è diventato il terzo sito di quotidiano al mondo. Nello stesso periodo, la circolazione cartacea è declinata inesorabilmente e con essa il relativo fatturato pubblicitario. […] La vera sfida rimane resta trovare un modello di business che supporti la transizione al digitale. […] La differenza nei prezzi che gli inserzionisti sono disposti a pagare su stampa, televisione e online semplicemente non ha senso quando questi formati si fondono. […] Il punto centrale della nostra strategia è investire sulla crescita del nostro pubblico (inteso come i lettori) e del nostro fatturato digitale, mentre ottimizziamo il contributo del quotidiano in termini di formula e prezzo e, cruciale, regoliamo i nostri costi a un livello sostenibile nel lungo termine.
La sintesi spinta non rende giustizia alla lucidità e alla franchezza della comunicazione, lontana dalla comunicazione istituzionale classica fino quasi alla spietatezza, dove si ammettono la fortuna di basarsi sull’appoggio finanziario di Scott Trust e la condizione di chi si trova nel secondo anno di un piano di cinque volto a ridurre i costi di 25 milioni di sterline.
Gli elementi fondamentali del quadro tuttavia sono chiari: tendenza inevitabile, opportunità da esplorare e perseguire con coraggio e decisione, consapevolezza degli squilibri dovuti alla transizione, ricerca della sostenibilità e nel contempo strategia di crescita.
Un kit ideale da consegnare nelle mani di certi editori quotidiani che vedono solo la gallery piccante/morbosa, il taglio selvaggio e l’investimento zero. Con l’obiettivo, Winston Churchill docet, che il coccodrillo li mangi per ultimi.



Hai proprio ragione: i giornalisti hanno tanto tempo libero; se studi, il tuo tempo non è libero, è grande – lo userò
Non generalizzerei. :-)