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In "Fahrenheit 451" non digitalizzavano

Resistere è futile

di

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04

gen

2013

L’opposizione dura e pura alla lettura digitale non aiuterà gli estimatori del cartaceo, in mancanza di strategie serie.

Tanti segnali ufficiali e personali mostrano che potrebbe essere l’anno degli ebook. Preferirei parlare di anno della lettura digitale, perché tutti sappiamo dove siamo diretti, ma il come è una incognita notevole.

Quello che certo non sarà, o sarà inutilmente, è l’anno della resistenza a prescindere, in quanto tale, fine a se stessa. Quella segnalata da Mario Rizzi nel proprio blog MultiFinder a proposito del giornalista Gianni Mura, che tesse l’elogio – condiviso – di Ray Bradbury e loda la sua riottosità alla pubblicazione digitale, togliendogli anche mezzo punto perché infine ha capitolato pure lui. Il commento è condivisibile:

pensiamo a un musicista che si fosse rifiutato di ripubblicare le proprie opere su CD, o, ancora più indietro, a uno scrittore che avesse preteso che i suoi libri non venissero stampati in grandi tirature — vuoi mettere il piacere di tenere in mano una pergamena miniata rispetto a un volgare libro?

Come sarà la lettura digitale? Il panorama cambia quasi ogni settimana: IHS iSuppli azzarda che i computer a tavoletta potrebbero portare alla lenta marginalizzazione degli ebook reader. Parlando di tavolette, su Tools of Change for Publishing Joe Wikert racconta di averne resuscitata una vecchia apposta per fruire di NextIssue: dieci o quindici dollari al mese secondo il piano, accesso all-you-can-eat a 75 periodici di grande diffusione. Non tramite l’edicola, va da sé.

Grande è la confusione sotto il cielo, però una cosa è chiara: il digitale non se ne va trattenendo il fiato e pestando i piedi per terra, neanche se ci si chiama Gianni Mura. Resistere è futile, piuttosto pensiamo a come fare meglio. C’è posto.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti ed esperto di comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie dal 1982, con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, naviga e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali l'ultimissimo OS X 10.8 Mountain Lion.

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10 commenti

  1. jan

    Però resistere a oltranza è proprio quello che sta facendo l’editoria italiana (trade e anche soprattutto testi scolastici) perché sa perfettamente che oggi verrebbe divorata da Amazon e Apple (specie la seconda).

    E’ un comportamento comprensibile per chi è profondamente ignorante come l’editore medio italiano, perché prendendo tempo spera di avere qualche alternativa in futuro rispetto alla debacle certa di oggi.

    Avrebbero potuto prendere in mano il mercato due anni fa (solo da qualche mese Mondadori spinge sul digitale con il Kobo), non lo hanno fatto per paura di perdere il controllo sul proprio minuscolo orticello.

  2. Lucio Bragagnolo

    Sono molto d’accordo. Mi permetto una aggiunta sul discorso Amazon-Apple: il business musicale continua a flettersi sulla parte “analogica” e a crescere sulla parte digitale, per quanto i totali siano negativi. Un’osservazione banale è che rischia di accadere lo stesso con i libri. Apple vuole la sua fetta, Amazon vuole tutto e delle problematiche connesse si discute anche qui da tempo. Certo l’unica tattica destinata all’insuccesso garantito è chiudere gli occhi e sperare che spariscano.

  3. luigi

    A me sembra un dibattito un po’ surreale. Il mercato dell’ebook, soprattutto in Europa, è ancora una nicchia della nicchia. In Italia parliamo di un 1% circa di quota di mercato, con il 2% di persone che hanno letto almeno una volta un ebook. Negli Stati Uniti sono arrivati, a sei anni dal lancio di Kindle, a circa il 13% di quota di mercato e il 2012 è stato caratterizzato da un drastico rallentamento delle vendite di ebook, segno che forse ci si sta avvicinando alla saturazione. Per questo direi agli amanti della carta di stare sereni: la carta rimarrà ancora per moltissimi anni il supporto di lettura prevalente. E direi anche agli amanti degli ebook di stare ugualmente tranquilli: i libri digitali non sono e non saranno una “rivoluzione”. Si tratta solo di uno strumento in più, comodo per alcune persone e per alcuni tipi di lettura, molto scomodo per altri.

  4. pasta

    Il commento di luigi mi rassicura. Mi piace l’ultima frase in cui dice “Si tratta solo di uno strumento in più, comodo per alcune persone e per alcuni tipi di lettura, molto scomodo per altri.” Un chiarimento che in giro, chi parla di ebook, non scrive mai (forse perchè non lo pensa, chissà, o forse solo perchè deve cavalcare l’onda di questa novità, spingendola e guadagnandoci).
    La corsa all’ e-reader ha sicuramente bisogno della pubblicazione di molti più titoli di quelli disponibili per poter essere considerata seriamente. Tra le persone che conosco e quelle di cui leggo sul web ce ne sono un piccolo ma buon numero che vorrebbe possederlo, anche se a comprarlo non si sono ancora decisi. E i motivi sono diversi.
    Ciò che penso è che per me si tratta solo della corsa al nuovo giocattolo, al piacere di avere tra le mani qualcosa di mai visto prima: tutto lo sfizio sta nella tecnologia, non nel libro che poi si leggerà (più o meno come chi cambia cellulare molto prima che questi si guasti o altro). Viviamo in una cultura consumistica in cui pochi devono guadagnare tanto da oggetti praticamente futili, facendoli passare per indispensabili. Il discorso è lungo e anche noioso. Molto.

  5. Lucio Bragagnolo

    È un dibattito proiettato al futuro, che però un po’ ci riguarda tutti nel presente. Ovvio che la carta ci accompagnerà per lungo tempo: né la televisione, né le videocassette, né i Dvd, né gli home theatre hanno ucciso il cinema. Il cinema però è molto cambiato, nel frattempo. Molti libri vengono scritti ora pensando anche alla versione ebook. Se questo cambia le versioni per la carta, ci interessa subito, anche se di ebook non ne vogliamo sapere.

    Il gioco delle percentuali non dovrebbe portare alla sottovalutazione: nel 1993 usava Internet molto meno dell’uno percento della popolazione e guardiamo come è andata a finire. Conta poco quanti sono, conta se influiscono e cambiano qualcosa.

    Infine, assolutamente sì, si tratta solo di uno strumento in più. Proprio per questo è nato l’articolo: opporsi a uno strumento solo perché esiste è sterile.

  6. Barbara Lunghi

    <> quando ho letto questa frase mi sono un pò innervosita perchè mi ha ricordato questo paragone “vuoi mettere il piacere di un disco in vinile rispetto ad un volgare CD?”… ecco, ci ho messo tanto ad accantonare i miei dischi, ma poi il mercato mi ha costretta perchè non trovavo più un giradischi o i pezzi del mio giradischi da riparare, quindi mi sono buttata nei cd e nella novità del lettore cd.
    Mi sono evoluta, salvo poi avere qualche anno fa una disputa furibonda in rete con un estimatore dei vinili, che mi ha rimbrottato con la frase che ho riportato.
    Allora… è chiaro che la carta nessuno la farà scomparire a tempo zero come hanno fatto con i dischi in vinile, quindi chi ama il libro standard lo troverà sempre; però devo dire che plaudo all’ebook, vuoi perchè magari si stampa meno carta, vuoi perchè è più facile avere una libreria digitale ben fornita, vuoi perchè magari quando andrò in ferie (amo il light travelling) potrò leggere portandomi dietro solo quel demoniaco ebook reader che peserà di meno in valigia ma che potrà contenere più libri da leggere.
    Tra tutte le cose spacciate come miglioramento hi-tech, forse negli ultimi anni l’ebook reader potrebbe essere davvero una cosa che ci semplificherà la vita, a patto che non cominciamo a fargli fare le email, internet, etc etc.

  7. Lucio Bragagnolo

    D’accordissimo, anche perché proprio l’ebook reader è portato per la lettura, e l’inchiostro elettronico presente si trova a disagio quando ci sono da svolgere altri compiti.

    Il nonno materno era arrabbiatissimo contro i vinili, perché avevano preso il posto dei suoi amati 78 giri…

  8. Gemma

    Aggiungo che il costo di un eBook in Italia e’ piu’ basso della copia cartacea per cui si puo’ leggere di piu’. Io adoro I libri ma in Italia il costo e’ notevole.

  9. Lucio Bragagnolo

    Precisamente. Nessuno intende sopprimere il libro tradizionale; semplicemente arrivano possibilità che prima non c’erano e si creano spazio anche loro.

  10. Ennio

    Sono riflessioni, quelle proposte da Lucio, che andrebbero ripercorse quotidianamente come un brainstorming, non per decidere chi ha ragione e chi ha torto, quanto piuttosto per espandere la mente a scenari diversi. Per dirne una, Internet ha solo reso visibile un dato noto, ovvero che da diversi decenni ormai si pubblica più della capacità di leggere e che il valore del consumato non coincide affatto con quello del contenuto, anzi… Un problema più grande è l’inflazione dei potenziali fornitori di contenuto intellettuali che coincide grosso modo con la diffusione di Internet e dei media digitali. Quanto al canale, per seguire l’esempio della musica, mi domanderei com’è variato il rapporto fra diffusione su supporto standardizzato e quella fruita sul posto. Gli agenti del mondo musicale sanno che il disco è la punta dell’Iceberg di un mercato più ampio che spazia dalle tournée alla gadgettistica. Nello stesso modo, il testo – su rivista, su libro, su sito o social network – è un viatico per diffondere conoscenza (di un pensiero, di competenze o capacità) che però funziona sempre meno.

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