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L'eterna lotta tra bene e hacker

Sicuri che nel 2013

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02

gen

2013

Previsioni che somigliano a predizioni in attesa dell’anno in cui la sicurezza non sarà più trattata come un oroscopo.

Da qualche anno seguo con gusto le previsioni relative al panorama della sicurezza informatica nell’anno a venire. Ogni volta mi viene il dubbio che leggere un oroscopo da rotocalco darebbe maggiore soddisfazione. Nel migliore dei casi infatti il sistema è piuttosto banale: scegliere tendenze ben identificate ma non ancora affermate o dominanti.

Scrutando nella palla di cristallo uno dei maggiori vendor se ne è uscito con queste previsioni:

1. I conflitti tra nazioni, organizzazioni ed individui si sposteranno prevalentemente nel mondo digitale.
2. Così come gli utenti anche gli attaccanti si sposteranno sulla nuvola, magari sfruttando le debolezze dei certificati digitali.
3. Il “madware” (dalla crasi di “mobile adware”) continuerà a crescere in presenza e pericolosità.
4. Nuovi pericoli arriveranno dai social network.

Insomma, tutte cose che si trovano facilmente nelle cronache del 2012 appena trascorso. Qualcosa di nuovo? Le previsioni che si susseguono ormai da un paio di mesi non sembrano offrire qualcosa di particolarmente stimolante e mi viene il dubbio che qualcuno si possa divertire a riformulare, con lievi cambiamenti, quelle già utilizzate negli anni precedenti. Come gli oroscopi, insomma.

Come ogni anno qualche tecnologia viene dichiarata finita. Normalmente da fornitori di tecnologie concorrenti, peraltro. A fine 2011 andavano di moda le previsioni relative alla crescita dell’hacktivismo, ai rischi del cloud, al malware presente nei vari marketplace piuttosto che ai rischi di utilizzo dei social network a scopo di ingegneria sociale.

Cosa potrebbe succedere di nuovo nel 2013? Qualche vendor ha azzardato una morte umana a seguito di un attacco informatico (peraltro si è parlato di recente dei difetti di alcuni apparati elettromedicali). Qualcosa di veramente nuovo sarebbe scoprire che i dirigenti sono in grado di comprendere i temi della sicurezza e che i lavoratori del settore sono in grado di guadagnare punti in termini di credibilità ed affidabilità.




Francesco Armando (@quasidot) ha iniziato a curiosare nel mondo dell’informatica ai tempi del glorioso Commodore 64 e da allora non è riuscito a smettere. Ha un debole per i temi della privacy, della disponibilità e della sicurezza. Pare lavorare presso un vendor europeo specializzato nella network security e si diletta a provare servizi online più o meno improbabili. Il suo blog è testimone di queste divagazioni quasi ragionevoli.

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Un commento

  1. quasi. | Sicuri che nel 2013 | Apogeonline

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