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Chi ha naso apprezza tablet leggeri

La soluzione sette pollici

di

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07

dic

2012

L’evoluzione dei computer-tavoletta sembra confermare la possibile convivenza sul mercato di più formati.

Questo scorcio di stagione vede grande attenzione per i tablet da sette pollici. Il primo a sfondare è stato Nexus 7, prodotto da Asus e distribuito direttamente da Google attraverso il proprio store Google Play.

E poi è arrivato anche l’atteso iPad mini, con la sua potenza. Non intendo cadere nella tentazione della “guerra di religione” ma mi baso su quello che ho potuto sperimentare direttamente. Fino a un anno fa, nelle poche ore che passavo a letto, portavo con me iPad in quanto mi permetteva di studiare sui libri comprati su Amazon attraverso l’applicazione di Kindle, seguire i corsi online delle diverse università attraverso iTunes U o comunque leggere qualche giornale online.

Il problema maggiore era il peso di iPad soprattutto nelle occasioni in cui, presi dal colpo di sonno, questo ti cadeva pesantemente sul naso. Scherzi a parte, la sensazione era che iPad fosse comunque troppo grande e pesante. Una volta acquistato Nexus 7 (che fatica stare dietro a tutti questi dispositivi…) le mie preferenze si sono spostate su quest’ultimo. Per la stessa ragione enucleata da Dear Author:

Se volete acquistare un iPad per usarlo solo come lettore di ebook, lo sconsiglio. Pesa.

Avevo già un tablet Android (A500 Acer) uscito sconfitto dal confronto con iPad, ma in questo caso le dimensioni di Nexus 7 risultavano vincenti. A parte seguire i corsi di iTunes U, potevo fare praticamente le stesse cose che facevo con iPad.

A dire il vero il peso non è molto inferiore, ma le dimensioni erano comunque di aiuto. Ora iPad mini sembra aver capito la lezione e offre le stesse potenzialità del fratello maggiore con peso e dimensioni inferiori.

La lezione di questa storia è che i sette pollici (circa) siano la dimensione giusta per la maggior parte delle funzionalità che si richiedono a un tablet. Probabilmente oggetti come il nuovo Nexus 10 sono più adatti alla visione di film o all’esecuzione di giochi, ma i sette pollici non sono comunque da buttare.




Massimo Carli (@massimocarli), cofondatore di Mokabyte e socio JIA (Java Italian Association), progetta e sviluppa applicazioni Java dal 1995. Ha maturato esperienze di insegnamento presso l’Università di Padova per il corso di Diploma di Ingegneria Informatica. Dal 2004 è stato docente di Sun Microsystems per i corsi relativi alle tecnologie Java, XML, Web Services, GlassFish e Web 2.0. Attualmente il suo interesse è orientato verso la realizzazione di applicazioni in ambito mobile sia per la piattaforma Apple iOS, sia per Android, che segue fin dai suoi primi sviluppi. Per Apogeo è autore di Android 3 - guida completa, Sviluppare applicazioni per Android e Creare la prima applicazione Android.

In Rete: www.massimocarli.eu

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Un commento

  1. Classifica a due facce | Apogeonline

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