Il libro tra la commodity e l’oggetto irrinunciabile

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08

nov

2012

L’attenzione che viene dedicata ai libri non è più quella di una volta e forse neanche i libri possono permettersi di esserlo.

Andy Richardson, managing director di Influential Software, si chiede se per caso non ci troviamo ad avere (già) raggiunto il picco degli ebook, a causa della tendenza a operare sul mercato come se si trattasse di commodity:

i libri non sono commodity. Le commodity sono prodotti come il carbone, il grano o l’acciaio, passibili di mutua sostituzione. I libri, al contrario, sono tutt’altro che sostituibili: ogni libro, da “Emma Bovary” a “Cinquanta sfumature di grigio”, è unico, e scambiarlo con un altro avrebbe come conseguenza un lettore arrabbiato o confuso.

Penso che le cose non stiano in questo modo. La narrativa commerciale, che costituisce una larga parte della produzione e del fatturato dell’industria editoriale, ha prodotto e produce libri sostanzialmente sostituibili. Anzi: il punto è proprio che siano sostituibili. Sono le scelte editoriali e di marketing a confermarlo. Che si tratti di giallisti svedesi, vampiri adolescenti, thriller a sfondo religioso, complotti, sfumature di colori vari, l’obiettivo è presidiare il genere di tendenza e puntare sulla perfetta sostituibilità: un libro vale l’altro, purché si continui a comprare, fino a esaurire il filone. Per poi ricominciare.

Il punto – che probabilmente molti vorrebbero confutare – è che a chi compra libri va benissimo che le cose stiano così. Comprare un libro significa nella maggior parte dei casi decidere di impiegare una parte del proprio tempo libero in modo piacevole: si tratta di – sanissimo – intrattenimento, non necessariamente qualcosa di più.

Martim Belam – parlando d’altro in un post comunque molto bello – coglie un aspetto importante:

Le persone giocherellano coi loro telefoni mentre consumano altri media, riducendo la già scarsa quantità di attenzione che hanno da dedicare agli editori e alle emittenti tradizionali.

Le persone hanno poco tempo libero. A volte possono decidere di impiegare parte di questo tempo per leggere un libro. Rispetto a qualche anno fa, hanno anche modo di impiegare il proprio tempo libero facendo altre cose.

Cose che spesso sono ritagliate in base ai loro specifici interessi. Cose che occupano il tempo che prima si decideva di dedicare ai libri. Cose che molto spesso costano meno di un libro, oppure sono gratis, e intrattengono allo stesso modo, se non meglio: videogiochi online (magari multiplayer), film e serie tv in streaming, social network.

Per spiccare in mezzo a questa folla di concorrenti, la cosa da fare potrebbe essere una, decisamente banale: scegliere e vendere libri insostituibili, e rinunciare alle commodity. Diventare irrinunciabili.




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