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Per lo sviluppo economico e sociale

Perché i dati pubblici lo siano veramente

di

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13

lug

2012

Il Piemonte all’avanguardia nella ricerca e sul dibattito in tema di pubblicazione e riutilizzo virtuoso delle informazioni disponibili al settore pubblico.

Con l’acronimo anglofono PSI (Public Sector Information) si usa indicare la miriade di informazioni prodotte e gestite dalla pubblica amministrazione sia essa intesa a livello locale, statale o addirittura sovranazionale. Questo tema rappresenta un’articolazione (forse la più rilevante per il suo impatto sulla vita dei cittadini e quindi per le sue implicazioni politiche) del macro tema opendata di cui molto (forse troppo) si parla da qualche tempo a questa parte.

Nei giorni scorsi si è tenuto a Torino il meeting conclusivo di due tra i più interessanti progetti mirati ad approfondire questo aspetto: il progetto LAPSI, che ha costituito un network tematico di respiro europeo sugli aspetti giuridici della PSI; ed EVPSI (Extracting Value from Public Sector Information), progetto di ricerca finanziato dalla Regione Piemonte e coordinato dal Prof. Marco Ricolfi (Università di Torino e Centro Nexa). I due progetti, pur essendo formalmente e finanziariamente separati, presentano vari punti di intersezione tra cui il più palese è rappresentato dalle persone coinvolte.

Il Piemonte, proprio per la presenza di una comunità scientifica particolarmente competente e attenta su questi temi, è sempre stato uno degli esempi virtuosi in materia di innovazione dei modelli di uso – e in questo caso – riuso dell’informazione pubblica: basti pensare al Portale del Riuso che ha fatto da apripista tra le Pubbliche Amministrazioni italiane.

Cristiana Sappa, la ricercatrice che ha seguito operativamente l’evoluzione dei due progetti, ha dichiarato:

L’obiettivo dei progetti LAPSI ed EVPSI è di valorizzare i dati pubblici per creare condizioni favorevoli allo sviluppo economico e sociale. Nella rete tematica Europea LAPSI 20 membri di 13 paesi diversi hanno contribuito ad iniziative di policy support in favore della CE relativamente agli aspetti giuridici del riutilizzo dei dati pubblici. Mentre nel progetto di ricerca regionale EVPSI sono stati elaborati contributi scientifici su accesso e riutilizzo dei dati pubblici nelle diverse prospettive giuridica, economica e tecnica. Tuttavia vi è ancora molto da fare per realizzare una vera strategia open data che permetta il perseguimento dell’obiettivo summenzionato. In particolare i gruppi di lavoro di recente si concentrano sulle intersezioni tra i dati pubblici e: la privacy, i dati personali, il diritto d’autore e la tutela delle banche dati, le tariffe del riutilizzo, le licenze di riutilizzo e l’eventuale introduzione di un’autorità amministrativa indipendente. Tutti i trovati dei progetti saranno a breve disponibili sui relativi siti.

Sono già disponibili online le slide degli interventi di questa due giorni torinese, tra i quali mi sento di segnalare in particolare la lucida panoramica fornita da Federico Morando sulla compatibilità tra diversi tipi di licenze per dati.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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2 commenti

  1. Simone Aliprandi

    vedo che andando sul canale web-tv dell’Università di Torino (ovvero http://www.unito.it/media/?channel=1 ) è possibile tornare ai giorni 9 e 10 luglio e rivedere l’intero filmato dell’evento. a breve, sul sito dell’evento, saranno anche disponibili i filmati “spezzati” dei singoli interventi

  2. Visto nel Web – 36 « Ok, panico

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