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"familiare" non è "definitivo"

Si stava peggio quando si stava meglio

di

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12

lug

2012

Se quelli che tengono al software fabbricano il proprio hardware, la scelta si complica ma in compenso arriva l’innovazione.

Molti nutrono la convinzione, o meglio si comportano come se la avessero, che il modello dell’informatica personale diffusosi negli anni novanta e che ha raggiunto il picco a fine secolo sia quello definitivo.

Il modello in questione era detto Wintel. Microsoft sul lato software e Intel per le schede logiche controllavano i nove decimi dell’hardware e del software, attraverso un indotto di costruttori che competevano sui costi e su minime personalizzazioni dell’insieme.

Molti, specie nelle aziende, consideravano il modello Wintel una sorta di pace dei sensi. Non era più necessario effettuare decisioni di acquisto, a parte prendere in considerazione il costo minore. Tutto era già deciso in partenza. Il modello aveva il vantaggio di semplificare le scelte e lo svantaggio di mortificare l’innovazione. Alan Kay lo aveva peraltro già suggerito molti anni prima:

Those who care about software should make their own hardware.

Nel nuovo secolo si è aperto il vaso di Pandora, sotto forma di apparecchi e classi di utilizzo che per il vecchio modello sono insostenibili. Lettori musicali, telefoni, ma anche libri, sono diventati computer, spalancando le porte a una diversificazione massiccia e disorientante.

Comprensibile che la reazione istintiva di molti sia sperare nel modello vecchio, considerato definitivo. Invece era semplicemente il primo di grande diffusione, semplicemente a componenti invertite: il vantaggio è che c’è campo libero per l’innovazione, lo svantaggio è che la scelta diviene complicata.

Scelta complicata è però indice di maggiori possibilità della suddetta e di conseguenza migliori opportunità di differenziarsi positivamente rispetto alla massa, sia nel caso delle aziende che degli individui.

Stiamo meglio di ieri, perché abbiamo maggiore libertà di scelta. In pagine prossime mostreremo anche con più dettaglio il perché. Nel frattempo è sufficiente considerare uno smartphone qualunque e pensare ai telefoni che giravano al tempo di Wintel.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti ed esperto di comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie dal 1982, con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, naviga e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali l'ultimissimo OS X 10.8 Mountain Lion.

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Un commento

  1. La croce del lock-in | Apogeonline

    [...] Si diceva che il modello Wintel dell’informatica passata non era quello definitivo ma solo la forma più adeguata ai suoi tempi, che non torneranno. E che semplificava la scelta mentre mortificava l’innovazione, al contrario di quello che va imponendosi di aziende che realizzano sia il proprio software che il proprio hardware e favoriscono l’innovazione anche se complicano la scelta. Adesso è il momento di chiarire la faccenda del lock-in. [...]

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